Manfredonia

Mozioni L.194, obiezione di coscienza; Donne in Rete: Camera approva


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Difesa l.194 (www.senonoraquando-torino.it - image)

Foggia – “(…) impegna il Governo mentre si afferma la difesa del diritto all’obiezione di coscienza, a svolgere una rigorosa indagine conoscitiva sull’applicazione della legge n. 194 del 1978, con un’attenzione particolare al tema del ricorso all’obiezione di coscienza che coinvolge la gran parte degli operatori sanitari; a verificare se, su tutto il territorio nazionale, la legge n. 194 del 1978 sia applicata nella sua interezza e la prestazione del servizio della IVG sia garantita; a rilevare la consistenza della rete nazionale dei consultori, la loro organizzazione, distribuzione territoriale, dotazione in termini di strutture e personale; ad informare tempestivamente sui risultati di questa indagine, al fine di individuare tutte le iniziative amministrative ed organizzative necessarie per assicurare l’applicazione della legge n. 194 in tutte le sue parti“. Così dalla Mozione approvata dalla Camera relativamente all’obiezione di coscienza e alla 194 per la limitazione degli obiettori di coscienza.

“Grazie ad Ivan Scalfarotto per aver votato a favore mentre 199 deputati del PD si sono astenuti, compreso Michele Bordo e Colomba Mongiello“. “Votanti 253, astenuti 254, favorevoli 230, contrari 23”, dicono a Stato i referenti di Donne in rete Foggia.

Le mozioni alla Camera sono state presentate da Pd, M5S, Lega, Scelta Civica (Binetti e Tinagli), Centro democratico, Sel, Fdi e Psi. Approvate quelle di Migliore (Sel), Lenzi (Pd), Lorefice (M5S), Brunetta (Pdl), Tinagli (Scelta civica), Tabacci (Centro democratico) e la risoluzione di Pia Locatelli, socialista del Gruppo Misto.

In sintesi le sei mozioni e la risoluzione approvate l’11 giugno 2013 (FONTE: Quotidiano sanità)

La mozione presentata da Sel chiede al governo di “garantire piena applicazione della legge n. 194 del 1978 su tutto il territorio nazionale” 
e insiste affinché l’esecutivo si attivi “per assicurare il reale ed efficiente espletamento delle procedure e degli interventi di Ivg chirurgica e farmacologica”. L’accreditamento di ogni struttura ”pubblica o privata accreditata” secondo Sel deve essere concesso solo a fronte del “pieno rispetto della legge da parte di ogni struttura”. C’è poi una richiesta al governo di attivarsi perché l’Ivg “farmacologica sia garantita come opzione a tutte le donne che devono poter scegliere”, Ivg farmacologica, anche in day hospital. Il governo deve inoltre costituire un “tavolo tecnico di monitoraggio con gli assessori per verificare la piena e corretta attuazione della legge” per “evitare discriminazioni fra operatori sanitari, obiettori e non obiettori”. Inoltre si chiede l’intervento degli “ordini provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri di monitorare l’applicazione della legge”, dare “piena centralità ai consultori familiari”, assumere iniziative affinché “le competenti federazioni nazionali degli ordini professionali del personale sanitario si adoperino per garantire uniformità sul territorio nazionale in ordine agli indirizzi deontologici relativi all’esercizio dell’obiezione di coscienza”.

La mozione del Pdl chiede di “garantire sempre il diritto all’obiezione di coscienza, costituzionalmente fondato, così come previsto dalla normativa vigente” e, allo stesso tempo chiede di “garantire il pieno accesso al servizio sanitario su tutto il territorio nazionale, nel rispetto della normativa vigente”. Il Pdl chiede al governo di “assumere ogni iniziativa volta ad eliminare qualsiasi discriminazione fra lavoratori obiettori e non obiettori di coscienza”, e di “assumere ogni iniziativa per la piena applicazione della legge in tutte le sue parti, compresa quella preventiva a tutela della maternità”. 
Attenzione poi verso le donne straniere che devono essere informate “sulle opportunità e sulle modalità di accesso ai servizi di salute della donna, compresa l’Ivg, per evitare il ricorso a strutture clandestine”. 
Promuovere “l’accesso totale alle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione del servizio relativo all’Ivg e le modalità di attuazione dell’intero percorso dell’Ivg, ivi compreso il monitoraggio regionale dedicato alle modalità di aborto con RU486”.

Il Pd nella sua mozione prevede “di dare piena attuazione alla legge nel rispetto del diritto del singolo all’obiezione di coscienza” e per far questo vuole da governo un impegno “a predisporre tutte le iniziative necessarie affinché nelle regioni si attui l’obbligo di controllare e garantire l’attuazione del diritto della donna alla scelta libera e consapevole, anche attraverso una diversa gestione e mobilità del personale, garantendo la presenza di un’adeguata rete di servizi sul territorio”. C’è poi l’attenzione verso i consultori che devono essere distribuiti equamente “sul territorio nazionale” “tenendo conto della necessità di rivolgersi anche alle donne immigrate da altri paesi”. Anche il Pd chiede l’attivazione affinché “l’Ivg farmacologica sia proposta come opzione alle donne, che devono poter scegliere quale percorso intraprendere”. Si auspica “d’intesa con le autorità scolastiche, attività di informazione ed educazione alla salute nelle scuole, con particolare riferimento alle problematiche connesse alla tutela della salute sessuale e riproduttiva anche in collaborazione con la rete dei consultori”. Infine c’è la richiesta al governo “a presentare al più presto la relazione annuale al Parlamento così come prevista dalla legge n. 194 del 1978”.

I cinque stelle hanno particolare attenzione verso forme partecipative. Per questo sollecitano il governo “ad assumere iniziative con le regioni allo scopo di istituire tavoli di monitoraggio a livello locale, anche con la partecipazione di rappresentanti di associazioni per la tutela della salute delle donne, per verificare l’attuazione della legge n. 194 del 1978, allo scopo di avere dati periodici e certi, in particolare sul numero dei consultori sul territorio, nelle loro attività, sulla formazione degli operatori presenti nei consultori, nelle strutture ospedaliere che effettuano interruzione volontaria di gravidanza, sul numero di operatori coinvolti nell’interruzione volontaria di gravidanza per ogni struttura ospedaliera, sul numero delle strutture nelle quali non si effettuano attività di interruzione volontaria di gravidanza”.

Scelta civica chiede “un’analisi conoscitiva approfondita sull’impatto dell’obiezione di coscienza sull’applicazione della legge”. Analisi condotta “a livello di struttura e che si basi su dati e indicatori sufficientemente articolati in grado di affrontare il problema dell’interdipendenza tra presenza di personale non-obiettore e lunghezza delle liste di attesa”. Inoltre per garantire il rispetto e la piena attuazione della legge si chiede “una revisione dell’organizzazione delle mansioni e del reclutamento delle strutture sanitarie che faccia leva sugli strumenti di mobilità del personale previsti dalla legge e che preveda forme di reclutamento differenziato atti a riequilibrare il numero di obiettori e non obiettori, così come raccomandato dal Cnb”.
Il sistema di monitoraggio, secondo Scelta Civica, deve essere fatto “in tutte le strutture operanti sul loro territorio, collegando a tali risultati meccanismi di premialità e penalizzazione”. Occorre poi “rafforzare l’attività dei consultori, monitorando l’effettiva disponibilità del personale che vi opera a erogare tutti i servizi legati alle richieste di interruzione volontaria della gravidanza e ad emettere le necessarie documentazioni, promuovendo una maggiore interazione tra questi e le strutture ospedaliere e definendo percorsi integrati secondo standard e procedure che consentano di seguire e supportare la donna in tutte le fasi legate all’interruzione volontaria della gravidanza e di valutarne poi i risutati (già previsto dal progetto obiettivo materno-infantile del 2000)”.

La mozione del gruppo Misto-centro democratico fa riferimento “alle indicazioni dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa” a cui chiede di attenersi. In più c’è la richiesta all’esecutivo di “attivarsi al fine di assicurare, pur nel rispetto del diritto all’obiezione di coscienza, il pieno ed efficiente espletamento da parte degli enti ospedalieri delle procedure necessarie per le eventuali richieste di interruzione volontaria di gravidanza”. Per questo è necessario “promuovere un potenziamento della presenza sul territorio del nostro Paese dei consultori familiari, quali strutture in grado di aiutare la donna nella difficile scelta che ha di fronte, ed anche strumento indispensabile per le politiche di prevenzione, oltre che come strumento essenziale di attivazione del percorso per l’Ivg”.

Infine la risoluzione della deputata Locatelli. Misto, chiede al governo una rigorosa indagine conoscitiva sull’applicazione della 194 “con un’attenzione particolare” al ricorso “all’obiezione di coscienza che coinvolge la gran parte degli operatori sanitari” e chiede di verificare se “su tutto il territorio nazionale, la legge sia applicata nella sua interezza e la prestazione del servizio della Ivg sia garantita”. Attenzione poi alla rete nazionale dei consultori di cui si chiede la consistenza, l’organizzazione, la distribuzione, la dotazione in termini di strutture e personale”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Mozioni L.194, obiezione di coscienza; Donne in Rete: Camera approva ultima modifica: 2013-06-15T12:11:24+00:00 da Redazione



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Commenti


  • giuseppe

    Obiezione di Coscienza,da parte del medico che dovrebbe praticare l’aborto?Ne ho conosciuto di Medici ,obiettori di coscienza e che ,anche prima dell’entrata in vigore della 194,pubblicamente si dichiaravano contrari e poi……..alla vista di bei bigliettoni,vi scrivo di Lire 500.000(cinquecentomila!)nel lontano 76-78,li praticavano a gò-gò!Chiaramente,chi se lo poteva permettere,lo faceva tranquillamente;chi era povero,veramente tale,o finiva nelle mani di gente senza scrupoli ed un minimo d’igiene(molte mammane!),oppure li metteva al mondo con tutte le conseguenze immaginabili.Era scomparsa la Ruota,nelle città in cui essa esisteva e la Chiesa,come tantissime volte faceva e fa,non li proteggeva,salvo casi eccezzionali!Se vogliono tornare indietro,non credo,che sarà consentito!

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