Manfredonia

Terza a Concorso Comune, Tar boccia ingegnere di Manfredonia


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Donna al lavoro; ricorso ingegnere dopo graduatoria Concorso Comune, Tar boccia (statoquotidiano@)

Bari/Manfredonia – “(….) la scelta ermeneutica e applicativa della Commissione di considerare quali titoli di studio superiori solo quelli individuabili come requisiti di ammissione e ‘assorbenti’, sempre se presentati autonomamente, non si presenta ingiustificata, così come, di conseguenza, si rivela non illogica la valutazione della specializzazione in ‘Infrastrutture terminali di trasporto aereo, marittimo e terrestre’ (che non possiede queste caratteristiche), come concretamente effettuata. Ciò comporta il rigetto del ricorso (..)”. Così i magistrati della II sezione del Tar Puglia di Bari che – attraverso una sentenza depositata il 14 giugno 2013 – hanno bocciato il ricorso di una donna ingegnere di Manfredonia, A.M., contro il Comune di Manfredonia, e nei confronti di A.M. e M.F., per l’annullamento della determinazione del Segretario generale del Comune sipontino n. 95 del 10.12.2010, avente ad oggetto: Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato e pieno, di 1 posto di ‘Capo Servizio – Ingegnere o Architetto’ – Cat. 03 – Approvazione dei verbali della Commissione giudicatrice e graduatoria finale di merito – Assunzione vincitore – Impegno di spesa”, della delibera della Giunta comunale di Manfredonia n. 418 del 10.11.2010, dei verbali (10 in totale) della Commissione giudicatrice e della delibera della G.C. di Manfredonia n. 500 del 29.12.2010, recante previsione dell’assunzione di un ulteriore Capo servizio Ingegnere tramite scorrimento della graduatoria degli idonei approvata con determina dirigenziale n. 95 del 10.12.2010. Nel ricorso la donna aveva anche chiesto l’annullamento dei provvedimenti di assunzione del vincitore e del secondo classificato, ancorché non conosciuto dalla ricorrente.

In giudizio si erano costituiti: il Comune di Manfredonia, il vincitore e il secondo classificato del Concorso. Relatore nell’udienza pubblica del giorno 16 maggio 2013 il cons. Giuseppina Adamo.

L’ingegnere ricorrente si era classificata al terzo posto (comprensivo di valutazione di prove e titoli)
del citato concorso, come stabilito da determina n. 95 del 10 dicembre 2010, con la quale il Segretario Generale del Comune di Manfredonia approvava i verbali della commissione giudicatrice e la graduatoria finale. Per la donna un punteggio complessivo di 47,023, ovvero a soli 0,078 punti dal secondo classificato, arch. A.M..

In seguito l’impugnazione dei verbali. “Sostanzialmente l’interessata – scrive il Tar – lamenta che il titolo di specializzazione universitaria in ‘Infrastrutture terminali di trasporto aereo, marittimo e terrestre’, da lei conseguito presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, non sia stato valutato nell’ambito dei titoli di studio, come imposto dal bando, ripetitivo dell’art. 18 dell’apposito regolamento comunale recante la ‘Nuova disciplina per le assunzioni’. Ai titoli di studio dei candidati infatti potevano attribuirsi massimo 5 punti, ripartiti tra il titolo di studio richiesto per l’ammissione al concorso e gli altri titoli di studio”.

Con i motivi aggiunti depositati il 6 aprile 2011 sono stati impugnati anche gli atti successivi
, compresi lo scorrimento della graduatoria e l’assunzione dell’arch. A.M., per illegittimità derivata. La donna nel ricorso ha contestato la valutazione dei titoli di servizio del secondo classificato, con censure formulate a seguito della conseguita conoscenza della domanda e della documentazione prodotte dal controinteressato.

“Secondo la tesi della ricorrente, il secondo classificato non avrebbe potuto ottenere punti 0,425 in quanto il periodo valutabile era molto più limitato di quello preso in considerazione e coincideva con il contratto a tempo determinato presso il VII settore dal 30 novembre 1998 al 30 giugno 2000. L’ulteriore periodo indicato nel curriculum dell’arch. A.M. consisteva invece in collaborazioni, in assenza di un contratto a tempo determinato o indeterminato. Di tale periodo, perciò, non si poteva tenere conto”.

Palazzo Sa

Manfredonia, entrata Palazzo San Domenico, sede Comune (archivio - luigi.altervista - statoquotidiano)

“La questione centrale d’affrontare è quella relativa alla valutabilità della specializzazione universitaria in “’Infrastrutture terminali di trasporto aereo, marittimo e terrestre’ come titolo di studio compreso nell’ambito dell’articolo 18 del regolamento sulle assunzioni (….)”, riporta il Tar che ha osservato che “la commissione (giudicatrice,ndr) ha optato (in mancanza di precisazioni nel bando) per un’interpretazione restrittiva e funzionale della locuzione, intesa nel suo contesto, comprendente la puntualizzazione finale che ‘Non è valutabile il titolo di studio superiore qualora lo stesso sia dichiarato o presentato in luogo di quello richiesto per l’ammissione al concorso’. Essa rinvia implicitamente a quell’indirizzo giurisprudenziale secondo il quale Il possesso di un titolo di studio superiore consente la partecipazione ai concorsi a pubblici impieghi per i quali sia richiesto un titolo inferiore, solo quando il primo possa ritenersi assorbente di quello inferiore, perché le materie di studio del primo comprendono, con un maggiore livello di approfondimento, quelle del secondo (ad esempio, questo assorbimento è stato riconosciuto alla laurea in architettura rispetto al diploma di geometra e alla laurea in scienze biologiche rispetto al diploma di tecnico di laboratorio)”, da sentenza Consiglio di Stato.

Da qui, “la scelta ermeneutica e applicativa della commissione di considerare quali titoli di studio superiori solo quelli individuabili come requisiti di ammissione e ‘assorbenti’, sempre se presentati autonomamente, non si presenta ingiustificata, così come, di conseguenza, si rivela non illogica la valutazione della specializzazione in ‘Infrastrutture terminali di trasporto aereo, marittimo e terrestre’ (che non possiede queste caratteristiche), come concretamente effettuata”, ha osservato il Tar rigettando il ricorso.

“Per quanto riguarda i motivi aggiunti (anch’essi da respingere per tutta la parte relativa ai motivi d’illegittimità derivata), essi si soffermano sull’erroneo computo del servizio prestato presso il Comune dall’arch. A.M., laddove vengono considerati anche i periodi successivi al rapporto a tempo determinato presso il VII settore intercorso dal 30 novembre 1998 al 30 giugno 2000. Occorre precisare che il punteggio assegnato corrisponde al criterio secondo il quale sono d’attribuire punti 0,0125 per ogni mese di servizio prestato in posizione o qualifica inferiore a quello del posto messo a concorso (che, nel concreto, era per il M. la posizione di geometra). La documentazione processuale ha però smentito gli argomenti della ricorrente, secondo la quale solo per il primo periodo e non per i successivi era intercorso un rapporto di lavoro a tempo determinato”. “Su tali risultanze non incide la tardività del deposito dei contratti di lavoro da parte dell’Amministrazione municipale (2 maggio 2013), perché il dato emerge dalla certificazione rilasciata dal Servizio Personale il 6 febbraio 2003 e prodotta dall’arch. A.M. che attesta appunto i vari periodi di lavoro a tempo determinato”.

Redazione Stato, g.defilippo@statoquotidiano.it – riproduzioneriservata@

Terza a Concorso Comune, Tar boccia ingegnere di Manfredonia ultima modifica: 2013-06-15T17:16:21+00:00 da Giuseppe de Filippo



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