ROMA – Mancano pochi giorni all’inizio degli Esami di Stato e per migliaia di studenti la vera preoccupazione resta una sola: il colloquio orale. Come affrontarlo? Cosa cercano davvero i commissari? E quali errori rischiano di compromettere il punteggio finale?
A rispondere è direttamente il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che attraverso un video ufficiale pubblicato sui propri canali social ha diffuso una serie di indicazioni rivolte ai maturandi. A fornirle è Flaminia Giorda, Coordinatrice nazionale del Servizio ispettivo e della Struttura tecnica degli Esami di Stato.
Il messaggio è chiaro: «Il colloquio non va subìto, va gestito con autonomia».
Cosa vuole davvero la commissione all’orale
Contrariamente a quanto molti studenti pensano, il colloquio non è una semplice interrogazione finale. La commissione non valuta soltanto la conoscenza degli argomenti studiati durante l’anno, ma osserva soprattutto la capacità di ragionamento, lo spirito critico e l’autonomia dimostrata durante l’esposizione.
L’obiettivo è verificare la maturità raggiunta dal candidato, la sua capacità di costruire collegamenti tra discipline diverse e di affrontare le domande con consapevolezza e sicurezza.
Le due parti dell’esame che puoi controllare tu
Secondo il Ministero, esistono due momenti fondamentali dell’orale che permettono allo studente di indirizzare il colloquio verso i propri punti di forza.
Il primo riguarda la presentazione del proprio percorso scolastico e personale, durante la quale il candidato può evidenziare interessi, competenze e crescita maturata negli anni.
Il secondo è dedicato ai PCTO, i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento. In questa fase è importante raccontare l’esperienza svolta, spiegando le competenze acquisite e i collegamenti con il percorso di studi.
L’errore che fanno molti maturandi
Uno degli sbagli più frequenti consiste nel tentativo di inserire a tutti i costi ogni materia all’interno del colloquio.
Il Ministero invita invece a costruire collegamenti logici e credibili, evitando percorsi forzati che rischiano di apparire artificiali davanti alla commissione.
Meglio sviluppare un discorso coerente e ben argomentato piuttosto che cercare di collegare discipline tra loro senza una reale connessione.
Come fare una buona impressione davanti ai commissari
I docenti apprezzano soprattutto studenti capaci di ragionare, argomentare e sviluppare riflessioni personali.
Per questo motivo non basta ripetere definizioni memorizzate: è fondamentale dimostrare autonomia, capacità di analisi e padronanza dell’esposizione.
Ascoltare attentamente le domande e utilizzarle come spunto per approfondire il ragionamento può fare la differenza nel giudizio finale.
I tre consigli del Ministero per arrivare preparati
Per affrontare il colloquio con maggiore tranquillità, il MIM suggerisce di:
- individuare gli argomenti che valorizzano maggiormente il proprio percorso;
- esercitarsi a esporre ad alta voce i collegamenti tra le diverse discipline;
- considerare le domande della commissione come opportunità per dimostrare maturità e flessibilità mentale.
Con l’avvicinarsi della prova orale, il consiglio degli esperti è quello di non concentrarsi soltanto sul ripasso delle nozioni, ma di allenarsi a costruire un discorso personale, coerente e convincente. È proprio questa la caratteristica che, secondo il Ministero, può fare la differenza durante la Maturità 2026.



