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VIA SAN SEVERO Pericolo amianto in via San Severo. Ecco dove e perché

Testo e foto di Giuseppe Saldutto, esperto della Seconda guerra mondiale.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
15 Giugno 2026
Cronaca // Foggia //

Foggia, 14 giugno 2026. Siamo giunti in via San Severo, un’area che, secondo la ricostruzione dello storico Giuseppe Saldutto, nel 1943 avrebbe avuto una rilevanza strategica nell’ambito delle attività militari e industriali del tempo, insieme a Rione Martucci e ad altre zone della città.

L’area interessata comprende via Candelaro, via San Severo, l’ex campo nomadi oggi abbandonato e recentemente colpito da un incendio, l’ex inceneritore AMICA e alcuni terreni indicati come appartenenti al demanio dello Stato, come riportato da un cartello danneggiato dalle fiamme.

Secondo Saldutto, questi luoghi farebbero parte di un più ampio complesso legato alla storia bellica della città. L’autore richiama inoltre la necessità di approfondire lo stato dei sottosuoli e delle vecchie strutture presenti nell’area, evidenziando l’urgenza di verifiche tecniche e ambientali da parte degli enti competenti.

Nel corso del sopralluogo, l’attenzione si è concentrata in particolare sull’ex campo nomadi abusivo andato a fuoco. Nell’area sono visibili strutture danneggiate e coperture che, secondo quanto osservato sul posto, potrebbero contenere eternit o materiali a base di amianto. Si tratta di un elemento che desta forte preoccupazione per la salute pubblica e che richiede accertamenti immediati da parte degli organi competenti.

L’esposizione alle fibre di amianto, come noto, può comportare gravi rischi sanitari, soprattutto in caso di materiali deteriorati, incendiati o dispersi nell’ambiente. Per questo motivo, Saldutto sollecita un intervento urgente di messa in sicurezza e bonifica dell’area.

Nei giorni scorsi, la zona dell’ex inceneritore AMICA è stata interessata anche da notizie relative a un finanziamento di poco inferiore ai 7 milioni di euro per interventi sull’area. Alla luce della situazione ambientale riscontrata, l’autore chiede maggiore chiarezza sugli interventi previsti e sulle finalità dei lavori, auspicando una comunicazione pubblica trasparente da parte delle istituzioni.

Saldutto pone inoltre l’attenzione sulla necessità di informare adeguatamente la popolazione foggiana sullo stato delle aree ex industriali e militari, sulle eventuali bonifiche in corso e sui possibili rischi ambientali ancora presenti.

Resta infine la questione sociale delle persone che vivevano nell’ex campo nomadi, tra cui anche bambini, già in condizioni estremamente precarie e oggi private anche di un riparo di fortuna dopo l’incendio. Una vicenda drammatica che si aggiunge al tema ambientale e che impone una riflessione più ampia sulle condizioni di vita, sull’emarginazione e sullo sfruttamento lavorativo di molti cittadini stranieri impiegati nelle campagne del territorio.

Descrizione fotografica allegata

Una palazzina abbandonata, situata nell’area dell’ex campo nomadi abusivo di via San Severo, danneggiata dall’incendio.

Una struttura con coperture che potrebbero contenere eternit o amianto, anch’essa interessata dal rogo nell’area dell’ex campo nomadi.

L’esterno dell’ex inceneritore AMICA, situato a pochi metri dall’ex campo nomadi di via San Severo.

Il cartello danneggiato dalle fiamme con la scritta: “CBC PERICOLO – DEMANIO DELLO STATO – divieto di accesso”.

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