Nuovo botta e risposta a distanza tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, al centro del quale c’è la partecipazione degli editori alla prossima edizione di Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria in programma a Roma.
La polemica si è aperta dopo le critiche della premier alla richiesta rivolta alle case editrici di sottoscrivere una dichiarazione per poter partecipare all’evento, misura da lei definita come una sorta di “patentino antifascista”, ritenuta un vincolo alla libertà di espressione.
«Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi, a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest’anno il patentino antifascista, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione», ha scritto Giorgia Meloni sui social.
La presidente del Consiglio ha poi attaccato quella che considera una visione restrittiva del pluralismo culturale, sostenendo che la libertà di pensiero verrebbe condizionata da criteri ideologici.
«È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono», ha affermato la premier.
Meloni ha quindi ribadito che la difesa dei valori democratici non possa trasformarsi in esclusione culturale o limitazione del dibattito pubblico, parlando di un rischio di censura.
«La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno. Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica», ha concluso.
Alle dichiarazioni della premier ha replicato Giuseppe Conte, intervenendo sui social e spostando il focus su altre questioni politiche e giudiziarie, che a suo avviso avrebbero maggiore rilevanza per il Paese.
«Nulla da dire e da fare sull’inchiesta per corruzione sul Ponte dello Stretto. Fallite, ritirate o bocciate dai cittadini le riforme su giustizia e sanità mentre esplodono le code sia in tribunale che in ospedale», ha scritto Conte.
Il leader del Movimento 5 Stelle ha inoltre criticato la gestione dell’esecutivo sui dossier internazionali e sulle politiche interne, accusando il governo di distogliere l’attenzione dai problemi principali.
Nel suo intervento, Conte ha definito la discussione sulla fiera dell’editoria una polemica marginale rispetto alle urgenze del Paese.
«E allora Meloni va sull’usato sicuro: polemica domenicale surreale sulla fiera del libro e sull’antifascismo», ha concluso.
Lo scontro conferma un clima di forte contrapposizione politica tra governo e opposizione, in un contesto segnato da tensioni su riforme, infrastrutture e principali dossier economici e istituzionali.
Lo riporta antennasud.com.



