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Regione, ddl stabilizzazione personale precario


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Bari – PRIMO passaggio nella II commissione consiliare, presieduta da Giovanni Brigante, del disegno di legge per la stabilizzazione del personale precario della Regione Puglia, oltre che delle agenzie, degli enti e delle società in house regionali, e per la previsione di pensionamenti anticipati per il personale regionale con più di 56 anni.

A fronte di una dotazione organica prevista con una delibera della Giunta regionale del 2007 di 3912 unità, i dipendenti in servizio attualmente ammontano – ha precisato l’assessore al Lavoro Leo Caroli – a 2600. A questo “sottodimensionamento importante” – ha aggiunto – si è fatto fronte in questi anni, stante il blocco della assunzioni previsto dalla legislazione nazionale, con il reclutamento di personale esterno assunto a tempo determinato con procedure di evidenza pubblica, i cui contratti sono stati man mano prorogati. Nel frattempo la legge di stabilità dello Stato 2014 (n. 147/2013) ha previsto al comma 529 la possibilità per le Regioni (che al 31 dicembre 2012 non si trovavano in situazione di eccedenza di personale in rapporto alla dotazione organica e che avevano fatto ricorso a contratti a tempo determinato di 36 mesi, oggetto di proroghe non continuative negli ultimi 5 anni), di procedere con risorse proprie alla stabilizzazione a domanda del personale interessato.

La Regione vuole avvalersi di questa previsione legislativa secondo un percorso di gradualità, considerato l’alto numero del personale interessato (378 unità) e la necessità di salvaguardare le esigenze di compatibilità finanziaria. L’obiettivo – concordato con i sindacati e riportato in un protocollo d’intesa approvato dalla Giunta regionale l’11 luglio scorso – è quello di procedere con una procedura concorsuale cui dovranno partecipare tutti gli interessati, con la definizione di una graduatoria che porterà nell’arco dei prossimi anni ad assumere tutti i precari, con la previsione di rinnovi del contratto a tempo determinato fino ad esaurimento. In questo contesto, al fine di creare ulteriori spazi occupazionali, il disegno di legge prevede anche la definizione di criteri e forme di incentivo per favorire la quiescenza anticipata di personale regionale prossimo al pensionamento, senza oneri aggiuntivi di spesa a carico degli istituti previdenziali.

In linea con lo spirito del provvedimento il capogruppo Sel Michele Losappio, mentre secondo il capogruppo FI Ignazio Zullo, alla luce delle leggi regionali analoghe approvate dalla Regione in precedenza ed osservate dal governo, occorre “garantire il senso della giustizia verso tutti”. Zullo ha anche fatto riferimento, nel valutare le esigenze in materia di personale, all’accorpamento che avrà luogo nei prossimi mesi a seguito della riduzione del numero degli assessori in uno con la ultimazione delle sede regionale in cui avranno sede tutti gli uffici, evitando nel contempo l’approvazione di leggi affrettate prima delle consultazioni elettorali. Il capogruppo FI ha chiesto che venga ascoltato in commissione anche un rappresentante dell’INPS in relazione ad eventuali problemi che si potrebbero porre per gli esodati.

Il capogruppo UDC Salvatore Negro ha richiamato ancora una volta le responsabilità della “mala burocrazia regionale “, citando, a titolo di esempio, i due anni che sono stati necessari per approvare una variante di un Comune regolarmente in possesso del PIP (Piano insediamenti produttivi). Come viene utilizzato il personale regionale ? Anche Negro ha richiamato il prossimo accorpamento degli assessorati del quale occorre tenere conto nella valutazione ottimale dell’organico regionale.

In occasione delle legge finanziaria Prodi del 2007, che riguardò il personale precario delle sanità – ha ricordato Antonio Maniglio (PD) – fu approvata una legge regionale di un solo articolo in cui si demandava alla Giunta l’adempimento dell’ applicazione della stessa. “Il ddl odierno – ha detto .- non corrisponde alle esigenze di semplificazione “. In particolare non si puo’ allargare lo spazio occupazionale al 2018 anche a coloro che oggi non hanno i requisiti. Inoltre a chi devono fare carico i costi aggiuntivi conseguenti all’ipotesi di pensionamenti anticipati? Con l’impostazione del ddl per gli ultimi precari che saranno assunti è prevista di fatto una proroga di 8 anni. Questo significa di fatto che almeno per i prossimi 10 anni non sarà possibile espletare concorsi. Inoltre occorre specificare in maniera dettagliata quali sono le agenzie regionali, le società in house, etc interessate alla legge, così come è necessario conoscere preventivamente per ogni struttura il numero del personale a tempo determinato in servizio. Richiesta quest’ultima posta anche da Zullo e Negro che hanno chiesto anche di conoscere le procedure di evidenza pubblica attraverso cui questo personale è stato assunto.

L’assessore Caroli ha difeso il ddl definendolo un adempimento rispetto a quanto previsto dalla legge di stabilità. “Lo sforzo – ha detto – è quello di tendere a rendere esigibile la stabilizzazione dei precari (che hanno consentito alla Regione di ottenere risultati strepitosi) e sostenibili tutte le attività degli uffici della Regione Puglia”. Il comma 529 non fissa tutti i criteri – secondo l’assessore – e obbliga le Regioni ad approvare une legge specifica, dando una risposta ai precari che non è possibile assumente congiuntamente. Lo stesso comma non dice nulla sui termini temporali. Sono quindi le Regioni a fissarli garantendo nel frattempo il rinnovo dei contratti. Quanto alla precisazione delle agenzie regionali interessate al provvedimento, Caroli ha specificato che l’elenco è già esplicitato in una delibera regionale che sarà richiamata nel ddl. Rispetto alle incentivazioni per le dimissioni dei dipendenti più anziani (il ddl prevede uno stanziamento di 2 milioni ), l’assessore ha specificato che si tratta di anticipazioni che l’amministrazione corrisponderà agli interessati del costo salariale lordo . Saranno poi questi ultimi a decidere se versare la quota parte all’istituto di previdenza o tenerseli per sé, fermo rimanendo che la contribuzione del singolo lavoratore corrisponde al 33 % di quanto verserebbe la Regione e in più sarebbe anche deducibile. Caroli ha dato anche la disponibilità a inserire una clausola di salvaguardia per i lavoratori interessati nel caso dovesse essere modificata la legislazione Fornero vigente sui trattamenti di quiescenza.

La commissione ha deciso di aggiornarsi per le audizioni con le organizzazioni sindacali.

Redazione Stato

Regione, ddl stabilizzazione personale precario ultima modifica: 2014-09-15T19:27:14+00:00 da Redazione



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