Foggia
Le difficili sfide dei quartieri settecenteschi e le strutture sportive “delle giunte democristiane”

“Giunta Landella: 4 anni di politica urbanistica senza tracce, se non piazze spot”

L’architetto Antonio Clemente indica alcune direttive del futuro Pug


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Foggia, 15 settembre 2018. “L’amministrazione Landella ha il merito di aver fatto la gara per la redazione del Pug, ma in ritardo, doveva farlo in apertura di consiliatura”. Nelle ultime fasi della campagna elettorale del 2014, l’attuale sindaco tuonava da piazza Battisti: “Per dieci anni il centrosinistra ha lasciato il piano urbanistico generale nel cassetto”. In realtà si trattava del Dpp, il documento programmatico preliminare. Era il  2006, il documento fu attualizzato nel 2012. A questa redazione partecipò, come esperto, anche Antonio Clemente, professore di urbanistica presso il dipartimento di architettura di Pescara, cui abbiamo chiesto un parere sulle politiche urbanistiche dell’amministrazione in carica, ma non solo. Si vota nel 2019, le segreterie regionali e quelle territoriali sono in fermento su nomi, schieramenti, supporti. La gara per la redazione del Pug l’ha vinta il professor Karrer, ben noto nella città di Foggia in quanto a lui risale il Dpp.

Di che cosa si dovrebbe occupare il piano, architetto?

Contribuire all’identificazione fra i cittadini e la città. Vedo che quando vado a Trani, a Lecce, in altre città della Puglia la gente si identifica con i luoghi che frequenta, noi abbiamo perso punti di riferimento fondamentali.

Possiamo sintetizzare le direttive del piano, secondo lei?

Oltre all’identificazione con la propria città, deve riqualificare lo spazio pubblico, creare le condizioni perché si investa sulle attività produttive favorendo il ritorno di investimenti importanti. Aggiungerei le politiche per lo sport.

Cosa intende per riqualificare lo spazio pubblico?

Dare qualità ai luoghi, non solo ricoprire le buche o rifare le piazze più importanti, piazze spot, dico io. Le periferie possono migliorare.

La spersonalizzazione delle periferie non riguarda molte città italiane?

Non è sempre vero, non è detto che non si possa intervenire. Dopo gli anni ‘80, quando abbiamo rifatto tutto corso Roma verso la stazione o corso Giannone, non si è visto più nulla. Siamo intervenuti su piazzale Italia, piazza Cavour, piazza Lanza, piazza Battisti, interventi che non hanno portato ad un processo di identificazione, ripeto, perché erano già nostri luoghi della memoria. Il problema sono quei luoghi che non sono diventati tali.

Foggiadall'alto (ManganoFoto)

Foggia, aerea (fonte image: ManganoFoto)

 

Perché non succede per i quartieri settecenteschi?

Per Foggia rappresentano una grande sfida, difficile che si risolva in medio e lungo termine perché non ci sono convenienze economiche nella ristrutturazione urbanistica di questi quartieri. Si fanno ipotesi dal piano Benevolo del 1992, ipotesi che non hanno sortito effetto. Si tratta di un impegno straordinario che il Comune, da solo, non può risolvere, serve l’aiuto della Regione e dello Stato. Si tratta di un’emergenza sociale come il campo degli Ulivi, le baracche vicino al tribunale, le case in via Lucera. Di queste zone, in questi anni, non si è mai parlato.

Il governo ha tagliato i fondi per le periferie

Sì ma la situazione di questi zone di Foggia è molto più antica… Il Pug deve innescare un meccanismo per cui diventi conveniente investire.

In centro un palazzo storico come De Vita-De Luca è in vendita, per palazzo Trifiletti c’è una petizione per la ristrutturazione al Ministero. Cosa succede?

Diciamo che la classe nobiliare foggiana ha tirato i remi in barca, non guarda più al futuro perché manda i propri figli a studiare all’estero o al nord, anche loro stessi vanno via.  In più nel centro storico c’è rumore, mancanza di sicurezza e di controllo. E’ di qualche giorno fa la notizia delle macchine distrutte nei pressi del Comune o delle baby gang notturne.

La zona industriale rimane marginale rispetto alla città?     

Siamo l’unica città d’Italia ad aver aperto un casello in concomitanza con l’apertura di un centro commerciale. Ma il casello c’è, e deve dare una maggiore accessibilità alla zona. Vogliamo creare un’infrastruttura adeguata perché la zona industriale possa decollare?

Per l’Orbitale è tutto pronto, sebbene il centro perda  simboli storici.

L’orbitale, che fu pensata nel Dpp, serve a “riammagliare” la città con quelle zone che non hanno una viabilità adeguata.

Il suo giudizio sulle politiche urbanistiche di questa giunta di centrodestra

Una politica che in 4 anni non ha lasciato tracce se  non, ripeto, alcune piazze spot,  una politica senza organicità.

Di recente in consiglio comunale è passato il Piano per la mobilità sostenibile, prima città della Puglia, secondo gli amministratori.

Il Pums, senza il supporto del piano urbanistico generale, resta velleitario. E per quanto riguarda le strutture per lo sport vorrei aggiungere: ci rendiamo conto che le ultime politiche per lo sport e le attrezzature sportive risalgono alle giunte democristiane? Oggi chi può permetterselo fa sport in strutture private e quelle comunali costano molto.

C’è Parco San Felice

Questo è un parco realizzato molto tempo fa che abbiamo ereditato.

Le tariffe alte deriverebbero dalla situazione di pre-dissesto del Comune, attenzionata dalla Corte dei Conti

Sì ma sfugge all’amministrazione che tanta gente fa sport fuori dalle strutture sportive, pubbliche o private che siano, il numero è cresciuto negli ultimi anni. La qualità della vita è quello che trovo quando esco di casa. La città è piena di gente che corre per la strade statali e provinciali, si rendono conto? E le piste ciclabili, e le zone dove possono correre i pedoni dove sono?

A cura di Paola Lucino,

Foggia 15 settembre 2018

“Giunta Landella: 4 anni di politica urbanistica senza tracce, se non piazze spot” ultima modifica: 2018-09-15T19:57:42+00:00 da Paola Lucino



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