Un gesto compiuto per aiutare i colleghi ha cambiato per sempre la sua vita. Sebastiano Giovanni Grasso, brigadiere dell’Arma dei Carabinieri rimasto tetraplegico dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola, lancia ora un appello per sostenere le spese legali e le necessità quotidiane della sua famiglia.
Il militare, insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile, è monoreddito e padre di tre figli minorenni. Attraverso una raccolta fondi chiede un aiuto concreto per affrontare le conseguenze economiche, sanitarie e giudiziarie di quanto accaduto il 5 settembre 2021 ad Acireale, in provincia di Catania.
Lo sparo durante la Prima Comunione del figlio
Quel giorno Grasso si trovava con la famiglia nella chiesa di Santa Maria degli Ammalati per assistere alla Prima Comunione del figlio. Sul sagrato scoppiò una lite tra familiari e fu necessario l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile.
Sebbene fosse libero dal servizio e disarmato, il brigadiere decise di prestare aiuto ai colleghi impegnati a riportare la calma. Durante le fasi più concitate, un uomo estrasse una pistola e aprì il fuoco, colpendolo tra il collo e la testa.
Grasso fu trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania, dove venne sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico a causa di una grave lesione vertebro-midollare. Il proiettile gli provocò una tetraplegia, trasformando radicalmente la sua vita e quella dei suoi familiari.
La condanna e il risarcimento
Per la sparatoria, Camillo Leocata è stato condannato in primo grado a 17 anni e quattro mesi di reclusione con l’accusa di tentato omicidio. Il giudice ha inoltre disposto una provvisionale di 805mila euro in favore del brigadiere e di 20mila euro per il Ministero della Difesa-Comando generale dell’Arma dei Carabinieri.
In appello la pena è stata ridotta a 12 anni di reclusione, mentre sono state confermate le disposizioni civili, compresa la provvisionale riconosciuta a Grasso.
Il risarcimento, tuttavia, rischia di rimanere soltanto sulla carta. Secondo quanto riferito al militare, il responsabile della sparatoria risulterebbe infatti nullatenente. Per proseguire l’azione giudiziaria, Grasso dovrebbe quindi anticipare personalmente le spese legali, nella speranza di riuscire successivamente a recuperarle.
L’appello: «Ho bisogno del vostro sostegno»
A quasi cinque anni dall’aggressione, il brigadiere deve fare i conti con le conseguenze permanenti del ferimento. Alla disabilità si aggiungono le spese necessarie per l’assistenza quotidiana, le cure e il lungo percorso giudiziario.
La situazione economica è particolarmente delicata: Grasso è l’unica fonte di reddito del nucleo familiare e ha tre figli minorenni a carico.
«Con grande umiltà chiedo il vostro sostegno attraverso una donazione», spiega il militare nel suo appello. Anche un piccolo contributo, sottolinea, può rappresentare un aiuto concreto per lui e per la sua famiglia.
Per sostenere Sebastiano Giovanni Grasso è stata aperta una raccolta fondi su GoFundMe.
La Medaglia d’Oro al Valor Civile
Il coraggio dimostrato dal brigadiere è stato riconosciuto ufficialmente il 5 giugno 2022, durante le celebrazioni per il 208° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri.
Con decreto del Presidente della Repubblica, Sebastiano Giovanni Grasso è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile. L’onorificenza ricorda come il militare, pur trovandosi fuori servizio, disarmato e insieme ai familiari, non esitò a intervenire in soccorso dei colleghi impegnati a sedare una violenta rissa.
Un gesto di straordinario senso del dovere che gli ha imposto conseguenze irreversibili. Oggi lo stesso brigadiere chiede alle istituzioni e ai cittadini di non essere lasciato solo.
Fonte: InfoDifesa



