Il Consiglio comunale di Foggia ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna politicamente l’ente sulla tutela della cerealicoltura di Capitanata, sulla difesa della filiera italiana del grano duro e sulla salvaguardia del reddito degli agricoltori. Il documento rilancia inoltre l’obiettivo di riconoscere Foggia come sede della Commissione unica nazionale, indicata con l’acronimo CUN, attraverso l’attivazione di una rete di consultazione tra istituzioni.
La decisione è contenuta nella deliberazione numero 112, adottata nella seduta del 31 luglio 2026 e pubblicata all’Albo pretorio il 15 settembre. Il punto, terzo nell’ordine del giorno, è stato illustrato dal consigliere Pasquale Cataneo. Durante la trattazione la presidente del Consiglio Lucia Lia Azzarone si e allontanata e la presidenza è stata assunta dal consigliere anziano Paolo Pio Frattulino. Terminati gli interventi, l’assemblea ha votato con modalità elettronica: venti consiglieri presenti e venti voti favorevoli.
L’unanimità registra una convergenza politica su un comparto che il provvedimento considera centrale per il territorio. Il testo approvato lega tre obiettivi: difendere la produzione cerealicola della Capitanata, sostenere l’intera filiera nazionale del grano duro e proteggere il reddito dei produttori. La scelta di riunirli in un unico indirizzo riconosce che il valore generato nei campi dipende anche dai meccanismi di confronto lungo la filiera e dalla capacità delle istituzioni locali di partecipare ai luoghi in cui si formano valutazioni e riferimenti di mercato.
Il passaggio sulla CUN è il punto istituzionale più definito dell’atto. Il Consiglio chiede di costruire una consultazione interistituzionale per sostenere il riconoscimento di Foggia quale sede della Commissione unica nazionale. La delibera non istituisce la commissione, non assegna direttamente la sede e non dettaglia tempi o risorse. Formula invece un indirizzo politico che dovrà essere tradotto in interlocuzioni con gli enti competenti e con i soggetti della filiera. La distinzione è importante: il voto segna la posizione ufficiale della città, mentre l’esito dipenderà dai passaggi amministrativi e istituzionali successivi.
La candidatura poggia sul rapporto storico ed economico tra Foggia e il grano duro. Nel documento, tuttavia, non sono riportati dati su superfici coltivate, volumi, prezzi o perdite di reddito, né sono indicati stanziamenti comunali. L’atto va quindi letto per la sua natura: è una decisione di indirizzo, non un programma esecutivo già finanziato. La sua efficacia si misurera sulla capacità dell’amministrazione di trasformare il mandato consiliare in una rete stabile di confronto e in proposte verificabili per i produttori.
Il Comune dispone ora di una base politica condivisa per aprire il dialogo con le altre istituzioni. Il riferimento alla consultazione suggerisce un percorso che dovrà coinvolgere livelli amministrativi diversi e rappresentanze del settore, senza ridurre la questione a una rivendicazione di sede. La tutela del reddito agricolo richiede infatti che il confronto affronti anche la trasparenza delle dinamiche di filiera e la tenuta economica delle imprese, nei limiti delle competenze comunali.
La deliberazione è stata dichiarata immediatamente eseguibile dal 31 luglio ai sensi del Testo unico degli enti locali. Gli interventi della seduta, richiamati come parte integrante del verbale, sono disponibili in forma audio-video sul sito istituzionale. Dopo il voto unanime, il passaggio decisivo sarà dunque l’attuazione: individuare gli interlocutori, definire una proposta per la sede della CUN e rendere pubblici i risultati della consultazione. Il Consiglio ha fissato la direzione; ora spetta all’amministrazione dare contenuto operativo a quell’impegno.
La pubblicazione dell’atto rende conoscibile la scelta dell’assemblea, ma non consente ancora di valutare il calendario dell’iniziativa.
A cura di Giovanna Tambo.



