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LEGNAGO SINDACO Legnago, la proposta del sindaco: «Stop agli aiuti non essenziali alle famiglie dei minori recidivi»

Dopo l’arresto di due quindicenni accusati di una serie di reati, Paolo Longhi apre il dibattito sulla responsabilità dei genitori. Ma la misura non è ancora legge e solleva interrogativi giuridici e sociali

AUTORE:
Michele Solatia
PUBBLICATO IL:
15 Settembre 2026
Attualità // Primo piano //

LEGNAGO (Verona) — Sospendere i benefici pubblici non essenziali alle famiglie che, nei casi più gravi, non collaborano al percorso educativo dei figli minorenni coinvolti ripetutamente in attività criminali. È la proposta avanzata dal sindaco di Legnago, Paolo Longhi, esponente di Fratelli d’Italia, dopo una violenta sequenza di episodi avvenuta nel centro della città.

La posizione del primo cittadino ha rapidamente superato i confini della provincia veronese, alimentando un confronto nel quale si intrecciano sicurezza urbana, responsabilità genitoriale e funzione dell’assistenza pubblica. La formula circolata sui social — “il sindaco toglie i sussidi alle famiglie dei maranza” — semplifica però eccessivamente i fatti: non risulta, al momento, un provvedimento già entrato in vigore.

La mattinata di violenza
All’origine della proposta ci sono gli episodi avvenuti il 9 settembre nel centro di Legnago. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, due quindicenni avrebbero tentato di rapinare un tabaccaio di 56 anni, colpendolo alla testa con una bottiglia e ferendolo anche a un braccio e alle dita.

Ai ragazzi vengono inoltre attribuiti il furto del borsello di un commerciante e lo scippo ai danni di una donna di ottant’anni, strattonata e fatta cadere a terra. I carabinieri avrebbero individuato il primo giovane nell’arco di circa un’ora e rintracciato il secondo entro mezzogiorno. Entrambi sono stati successivamente condotti in un istituto penale minorile. In questa fase, naturalmente, vale per loro la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva. La cronaca dell’aggressione e dell’arresto è stata riportata anche dalla TGR Veneto della Rai.

Il sindaco ha ringraziato le forze dell’ordine per la rapidità dell’intervento, sostenendo tuttavia che la risposta repressiva non possa essere sufficiente. «Non possiamo limitarci a essere bravi a prendere delinquenti dopo che hanno commesso il misfatto. Dobbiamo lavorare sempre di più sulla prevenzione», ha dichiarato.

La responsabilità delle famiglie
È su questo terreno che Longhi ha introdotto la proposta più controversa. Nei casi di minori recidivi, secondo il sindaco, sarebbe necessario valutare anche il comportamento di chi esercita la responsabilità genitoriale.

L’ipotesi è quella di sospendere alcuni benefici pubblici non essenziali quando venga accertata una grave responsabilità della famiglia o la sua totale indisponibilità a collaborare con istituzioni e servizi sociali. Potrebbero rientrare nella discussione agevolazioni comunali relative ad attività, trasporti o altri servizi; non è stata però presentata una disciplina dettagliata né un elenco definitivo delle prestazioni interessate.

Longhi ha riconosciuto che una simile misura non potrebbe essere applicata automaticamente per decisione del sindaco: sarebbero necessarie norme specifiche, criteri verificabili e adeguate garanzie. La sua, dunque, è anzitutto una proposta politica rivolta anche al legislatore nazionale, non la semplice revoca immediata di ogni forma di sostegno economico.

Il Comune di Legnago investe già in programmi sociali e iniziative rivolte ai giovani. Secondo quanto dichiarato dal primo cittadino, circa 30 mila euro l’anno vengono destinati a un bando che permette alle famiglie in difficoltà di sostenere le spese per attività sportive e musicali. Longhi sostiene che l’aiuto pubblico debba accompagnarsi alla collaborazione dei beneficiari nei percorsi educativi predisposti per i figli.

Un provvedimento destinato a dividere
Il principio invocato dal sindaco è quello della responsabilità. La sua applicazione, però, presenta diversi nodi. Il primo riguarda la necessità di non trasformare il comportamento di un minore in una punizione economica automatica per l’intero nucleo familiare, comprese persone estranee ai reati ed eventuali fratelli o sorelle.

Occorrerebbe inoltre stabilire chi possa accertare la presunta “assenza educativa”, sulla base di quali elementi e con quali possibilità di ricorso. Non collaborare con i servizi sociali è diverso dal non riuscire a controllare un adolescente, così come una situazione di disagio materiale non dimostra, da sola, l’inadempienza dei genitori.

Resta poi essenziale distinguere tra prestazioni indispensabili, che tutelano bisogni fondamentali, e agevolazioni accessorie. Una revoca capace di aggravare la povertà familiare potrebbe infatti aumentare l’emarginazione che una politica di prevenzione dovrebbe cercare di ridurre.

La questione non può neppure essere risolta ricorrendo indiscriminatamente all’etichetta “maranza”. Il termine, diffuso nel linguaggio mediatico per indicare gruppi giovanili associati a comportamenti aggressivi, rischia di confondere stile, origine sociale e responsabilità penale. Nel caso di Legnago devono essere giudicate condotte precise attribuite a persone precise, non un’intera comunità o una categoria generazionale.

Sicurezza e inclusione, la sfida oltre lo slogan
La proposta di Longhi intercetta una preoccupazione reale: come intervenire quando un minorenne commette ripetutamente reati e i normali strumenti educativi sembrano non funzionare? Chiamare le famiglie a collaborare è parte della risposta. Più complesso è trasformare questo principio in una sanzione amministrativa equa, proporzionata e realmente utile alla prevenzione.

Il caso di Legnago apre quindi un dibattito destinato a proseguire. Da una parte c’è la richiesta di una reazione più severa davanti alla violenza minorile; dall’altra, la necessità di evitare misure collettive o discriminatorie che possano colpire proprio i soggetti più fragili.

Prima di parlare di “sussidi tolti”, sarà necessario attendere un atto concreto e verificarne destinatari, condizioni e garanzie.

FONTE: ilnuovogiornaleweb.it

A cura di Michele Solatia.

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