Il Tribunale di Campobasso, con una sentenza della giudice Elisa Ferrazzoli, ha riconosciuto la responsabilità dell’Azienda sanitaria regionale del Molise per la morte di un paziente della provincia di Campobasso, ricoverato durante la pandemia e successivamente deceduto dopo aver contratto il Covid in ospedale.
Ai familiari è stato riconosciuto un risarcimento complessivo superiore a 300mila euro, oltre agli interessi e alle spese.
A rendere nota la decisione è stato l’avvocato Enzo Iacovino, legale dei familiari della vittima e da anni impegnato al fianco del Comitato dei familiari delle vittime molisane del Covid.
La decisione del Tribunale
Secondo quanto ricostruito nella sentenza, il contagio è avvenuto all’interno della struttura ospedaliera e le responsabilità individuate riguardano sia l’organizzazione dell’emergenza sia la successiva gestione sanitaria del paziente.
Il Tribunale ha recepito le conclusioni della consulenza tecnica, ritenendo accertate «gravi inefficienze organizzative» nella gestione dell’emergenza Covid, considerate causalmente collegate al contagio e al successivo decesso.
Parallelamente, i giudici hanno ritenuto «inadeguata anche la gestione sanitaria del paziente, con particolare riguardo all’omissione dei necessari monitoraggi clinici».
La pronuncia mette quindi in evidenza non soltanto le circostanze legate al contagio, ma anche le criticità nell’organizzazione e nell’assistenza successivamente prestata al paziente.
Le carenze nella gestione dell’emergenza
«Particolarmente rilevante – spiega ancora l’avvocato – è il quadro organizzativo ricostruito in sentenza».
Dalla documentazione analizzata dai consulenti, infatti, non sarebbero risultate adeguatamente tracciate le attività di sanificazione, la distribuzione dei dispositivi di protezione individuale e la formazione del personale.
Inoltre, sarebbero mancati riscontri specifici relativi ai tamponi effettuati agli operatori sanitari e alla loro periodicità.
Secondo quanto evidenziato nella sentenza, tali carenze organizzative avrebbero avuto un ruolo nel determinare il contagio avvenuto durante il ricovero.
Il commento dei familiari e dei legali
Alla decisione hanno espresso soddisfazione, insieme a Iacovino, anche i familiari del paziente e gli avvocati Francesco Beer e Marco Pasquale, che hanno seguito il procedimento.
«La particolare importanza di questa decisione – affermano – risiede nell’avere ricostruito non soltanto ciò che è accaduto al singolo paziente, ma anche il contesto organizzativo nel quale si è verificato il contagio, puntualmente denunciato dai familiari delle vittime. Le criticità erano state segnalate, anche dal personale sanitario, e la sentenza accerta che non risultano adeguate contromisure. A questo si aggiungono le carenze nella successiva assistenza medica. Per la famiglia, dopo anni, assume un significato fondamentale l’accertamento giudiziale delle responsabilità e delle circostanze che hanno condotto al decesso».
La sentenza del Tribunale di Campobasso riconosce dunque un risarcimento di oltre 300mila euro ai familiari e individua responsabilità sia sul piano organizzativo della gestione dell’emergenza sia nell’assistenza sanitaria prestata successivamente al paziente.
Lo riporta leggo.it.



