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MATTARELLA MELONI Spiava i conti di Mattarella e Meloni, chiuse indagini su ex dipendente banca

Per oltre quattro anni avrebbe consultato abusivamente i dati bancari di 3.572 clienti, comprese alcune delle più alte cariche dello Stato

AUTORE:
Michele Solatia
PUBBLICATO IL:
15 Settembre 2026
Cronaca // Primo piano //

BARI, 14 settembre 2026 – Per oltre quattro anni avrebbe consultato abusivamente i dati bancari di 3.572 clienti, comprese alcune delle più alte cariche dello Stato. La Procura della Repubblica di Bari ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a un ex dipendente di Intesa Sanpaolo, in passato impiegato nella sede Agribusiness di Bisceglie e licenziato nell’agosto del 2024.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli accessi sarebbero cominciati nel gennaio 2020 e proseguiti con continuità fino alla fine di aprile 2024. L’uomo avrebbe utilizzato le credenziali professionali e le autorizzazioni collegate alle proprie mansioni per consultare ripetutamente informazioni finanziarie e dati personali riservati, senza che tali operazioni fossero giustificate da esigenze di servizio.

Tra i clienti interessati figurerebbero il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Proprio la presenza di esponenti ai vertici delle istituzioni ha attribuito all’inchiesta una particolare rilevanza sotto il profilo della sicurezza nazionale.

L’indagine è partita dalla denuncia presentata da un correntista nel luglio 2024. La successiva acquisizione dei registri di sistema e dei tracciati informatici della banca avrebbe permesso di ricostruire l’ampiezza e la frequenza delle consultazioni. Gli accertamenti sono stati condotti dalla Sezione di polizia giudiziaria dei Carabinieri presso la Procura di Bari, con il supporto di consulenti specializzati in criminalità informatica.

All’attività investigativa ha partecipato anche la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Secondo la Procura, infatti, la consultazione di dati finanziari appartenenti a rappresentanti delle istituzioni avrebbe potuto compromettere non soltanto la riservatezza delle persone coinvolte, ma anche interessi connessi alla sicurezza dello Stato.

All’ex dipendente vengono contestati, nell’impostazione accusatoria della Procura, l’accesso abusivo a un sistema informatico o telematico, aggravato dalla collocazione dell’infrastruttura bancaria nel Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica; il procacciamento illecito di notizie concernenti la sicurezza dello Stato; e diverse violazioni della normativa sulla protezione dei dati personali.

Gli investigatori avrebbero inoltre individuato condotte analoghe attribuibili ad altri sette dipendenti dello stesso istituto di credito. In questi casi, tuttavia, gli accessi sarebbero stati meno frequenti e meno estesi e non avrebbero riguardato obiettivi istituzionali sensibili. Le loro posizioni sono state separate dall’inchiesta principale e trasmesse alle autorità giudiziarie territorialmente competenti.

La notifica dell’avviso previsto dall’articolo 415-bis del Codice di procedura penale conclude la fase delle indagini preliminari, ma non equivale a una dichiarazione di colpevolezza. L’indagato potrà esaminare gli atti, presentare memorie, produrre documentazione o chiedere di essere interrogato. Come previsto dalla legge, deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.

A cura di Michele Solatia.

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