
Erano almeno una ventina le postazioni provinciali presenti stamane nel capoluogo dauno, lavoratori che, come detto, prestano ” regolare servizio” ma che non sono stati ancora dalla società sanitaria. Da qui la richiesta di assunzione nella Sanità Service, società creata, come detto, dall’Asl/Fg, che ha assorbito una parte dei lavoratori del 118, ex dipendenti di cooperative.
Le delegazioni che hanno protestato sono state ricevute, sia pure in modo informale, dalla direzione della Asl. Fissato nei prossimi giorni un nuovo incontro. Una possibile soluzione del caso, ovvero una possibile internalizzazione dei lavoratori, potrebbe concretizzarsi nel mese di dicembre.
Il problema della mancata assunzione dei precari del 118, in seno alla Sanità Service, è una criticità che va innanzi, in verità, da mesi. Nel giugno del 2009, l’Usppi (Unione Sindacati Professionisti Pubblico-Privato Impiego) commentò con soddisfazione “il termine della situazione di precarietà per 500 lavoratori della sanità regionale” (lavoratori costretti in precedenza ad effettuare “tripli turni” e che venivano pagati “dopo cinque mesi”, che non avevano “garanzia della propria contribuzione o di essere sottopagati, per un servizio che difatti arricchiva qualcuno”), ma le problematiche nell’area regionale sono rimaste.
Basti pensare alla situazione di realtà anche più piccole come quelle del 118 di Carlantino, ancora oggi composta da volontari, “non assunti e mal pagati”. Questo mentre invece l’Asl di Foggia avrebbe acconsentito all’assunzione di tutti gli operatori addetti al servizio grazie alla Sanità Service, così creando “una disuguaglianza di trattamento tra operatori e volontari che operano nello stesso servizio”.
Questa estate, in una missiva indirizzata al direttore generale dell’Asl di Foggia, Ruggiero Castrignanò, il Comune di Carlantino protestò duramente per la situazione emersa, chiedendo quanto prima una assunzione degli operatori del 118 di Carlantino. “Non si capisce questa discriminazione – dichiarò al tempo il sindaco del piccolo comune foggiano, Vito Guerrera – Ancora una volta le piccole realtà come la nostra stanno vivendo un senso di ingiustizia totale dovuta a decisioni delle quali non si capiscono le motivazioni”.


