
Le indagini erano state condotte dalla Guardia di Finanza di Bari, che attraverso una serie di perquisizioni e sequestri nelle diverse sedi degli atenei interessati, ha dapprima ipotizzato, per poi accertare formalmente, i reati di associazione a delinquere, truffa aggravata ai danni dell’università, peculato e rivelazione del segreto d’ufficio.
Il sistema alla base della truffa: una vera organizzazione, quella scoperta dalla Finanza barese, collegata intenzionalmente con docenti, personale interno e amministrativo che assicurava, infatti, “aiuti esterni” ai vari candidati per i test d’ingresso, grazie all’attivazione di due “ centri d’ascolto”, dai quali le matricole potevano infatti ascoltare le risposte giuste, durante lo svolgimento del test.
Le somme richieste, e percepite, dagli indagati: per il “servizio” le cifre richieste oscillavano dagli 8 mila euro, per la semplice frequentazione del corso di preparazione, oltre “l’aiuto finale”, fino ai 30mila euro nel caso di un esito positivo della prova.
Studenti in coppia: il sistema escogitato dall’organizzazione si è basato sull’iscrizione preliminare di ogni singolo studente, accompagnata dal sostegno di un’altra persona esterna, con il compito di aiutare la matricola, comunicando all’esterno il contenuto del questionario. Dopo la comunicazione, l’organizzazione truffa, formata come detto da docenti, tutor ma anche studenti, provvedeva all’invio delle risposte esatte tramite sms o telefonate.
Dalle indagini della Finanza è anche emerso che ci siano stati dei tentativi, iniziali, di “concordare” la composizione delle aule dove si sarebbe svolto l’esame. Questo per agevolare ulteriolmente gli studenti che dovevano superare le prove “necessariamente”.
I nomi degl indagati. Tra i professori: il direttore dell’istituto di scienze odontostomatologiche e presidente del corso di laurea di odontoiatria dell’università di Ancona, Maurizio Procaccini e anche il docente dell’università di Bari il ginecologo Giuseppe Vaccargio Garofalo, il cui figlio avrebbe partecipato ai test d’ingresso nella facoltà di medica barese, nel corso del 2007, “beneficiando” di probabili sostegni esterni, da parte dell’organizzazione.
(immagine d’archivio, non riferita agli atenei in questione)


