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UdC, Caratù attacca Riccardi, rientrano due consiglieri

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
15 Novembre 2010
Manfredonia //

Il coord. UdC Mf - G.Caratù (St)
Il coord. UdC Mf - G.Caratù (St)
Foggia – DALLO scorso settembre: lotte e dissidi fra le opposte fazioni interne. Questo lo scenario – consono per i lettori – relativo alla questione “nomine” in casa Unione di Centro. Una questione nomine che non sarebbe “mai partita”, secondo il coordinatore Udc di Manfredonia, Giovanni Caratù ( Questione nomine in casa UdC? Già finita, anzi mai cominciata), una questione nomine che non ha mancato di suscitare le ire (attuali e passate) del precedente rappresentante cittadino (Giuseppe Dicembrino, che persegue equamente sulla propria linea) ( Dicembrino su questione nomine). Una questione nomine liquidata con un sorriso dall’onorevole Cesa: “Solo beghe interne. Il problema non è mai esistito”. In conclusione: chiara persecuzione di azioni e scelte nel gioco delle parti.

INTANTO RIENTRANO DUE CONSIGLIERI COMUNALI NELL’UDC DI MANFREDONIA: MATTEO TROIANO E RAFFAELE SPAGNUOLO – Intanto, a Manfredonia sono rientrati due consiglieri comunali dell’UDC, Matteo Troiano e Raffaele Spagnuolo. Ad annunciarlo, stamane 16 novembre, il coordinatore della locale sezione UDC Giovanni Caratù: “Per noi è una grande soddisfazione. Sono contento che Matteo Troiano e Raffaele Spagnuolo sono rientrati nel gruppo, convinto che potranno contribuire alla discussione sulla nascita del nuovo partito e a portare idee costruttive per la Città di Manfredonia”. Mentre nel frattempo si aspettano altri consiglieri da altri partiti, il Coordinatore Provinciale dei centristi l’On. Angelo Cera fa sapere di “ritenersi soddisfatto per il lavoro fatto dal Coordinatore di Manfredonia”, auspicandosi “un recupero completo di tutto il gruppo consiliare dell’Unione di Centro. Matteo Troiano e Raffaele Spagnuolo rappresentano un segnale forte a chi vuole lavorare seriamente per la crescita del Partito della Nazione” conclude Cera.

DAL CENTRO AL LOCALE, COME L’ARCA DI NOE’: PER SALIRE SULL’UDC DETERMINANTI SPAZI, LUOGHI E TEMPO – UdC dunque sbeffeggiata da Bossi, e invitata per questo ad “andare al mare”, UdC “fiera di aver scelto la strada dell’autonomia”, come ribadito dal leader Casini (che ride con gusto se ripensa ora “a cosa gli dicevano 2 anni fa”, mentre pregusta un ruolo di rilevanza nella nuova maggioranza di Governo – con Fli e Mpa); oggi, questa nostra signora di centro (promotore di un primo polo forse – per dirla alla Rutelli – più che di un terzo comprimario) vola dunque verso il Partito della Nazione, attraverso un traghettamento che sembra simile più che altro ad un’operazione compiuta anni fa da un certo signore Noè, il quale, al momento di salvare le razze in estinzione, fece posto – sull’arca – ma in base alle disponibilità presenti. Lo stesso scenario attuale nell’Unione di Centro: i centristi mirano verso il “partito della Nazione” pensando forse di lasciare in terra – fedeli al motto “chi c’è bene, chi non c’è meglio che si accontenta” – gli ultimi, ultimi proprio dei dissidenti.

Già. Perchè il clima ultimo in casa UdC – traslitterando la questione fra gli odori locali – trasuda di incontri e prossime riunioni. Incontri dai quali gli ultimi dei dissidenti (che sembrerebbero avere meno lustro tuttavia dei cugini Mohicani) resterebbero fuori dal prossimo progetto politico; questo al contrario di coloro che hanno issato bandiera bianca alla volontà di perseguire i propri più intimi disegni. Dunque, solo per costoro: prossima destinazione “l’autonomia” (mista a cinismo) come auspicato “dall’ex figlioccio del Premier” Pierferdinando Casini. In attesa che lo stesso Berlusconi venga sfiduciato in Parlamento (mai Finanziaria fu attesa – dai dissidenti – come quella prossima all’approvazione), mentre le sirene federaliste – che trasudano di Bossi – sono state invece respinte al mittente da Cesa, oggi sono i responsabili locali a prendere parola per attaccare “quanti continuano a non esprimersi su questioni importanti”, quanti preferiscono “interloquire con i rappresentanti della passata dirigenza”. Bersaglio odierno dei centristi (di Capitanata): il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi e indirettamente l’ancora presidente provinciale UdC Giannicola De Leonardis. Un De Leonardis che sarebbe ufficialmente fuori da qualsiasi progetto dell’UdC dell’avvenire.

COSA AVEVA DETTO IERI IL RESPONSABILE DEGLI ENTI LOCALI ROLLA RISPONDE AL SINDACO RICCARDI: “NESSUNA DIATRIBA IN CASA UNIONE DI CENTRO” – “Nessuna diatriba interna all’UDC” lo dice in una nota il Responsabile enti Locali dell’UDC di Capitanata Pio Rolla, in risposta alle dichiarazioni del Sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi. “Il Sindaco Riccardi è stato chiamato ad amministrare Manfredonia non a controllare se all’interno dei partiti ci sono spaccature – dice Rolla nella nota – Voglio solo immaginare che per la fretta di rispondere a tutti i costi non ha sentito bene le parole del Segretario dell’Unione di Centro Lorenzo Cesa. Come in altri contesti locali anche a Manfredonia è stata fatta chiarezza, Lorenzo Cesa ha messo la parola fine. – continua Rolla – A Manfredonia c’è un coordinatore nella persona di Giovanni Caratù e il Sindaco Riccardi ne deve prendere atto. Se vuole dialogare con l’UDC Caratù è la persona deputata a farlo, altrimenti, altre persone, in questo momento, rappresentano solo se stessi”.


L’ATTUALE COORDINATORE DELL’UDC DI MANFREDONIA GIOVANNI CARATU’ PREANNUNCIA LA SALITA SUL NUOVO CARRO DEL PARTITO DI “6-8 CONSIGLIERI COMUNALI”
– “La precedente visita dell’onorevole Libè a Manfredonia ( La video-intervista con l’onorevole Libè ) – dice a Stato il coordinatore cittadino dell’UdC Giovanni Caratù – aveva rappresentanto in una sorta di spartiacque fra scelte e azioni della passata dirigenza, rispetto al nuovo corso che il partito ha deciso di seguire”. Poi il coordinatore Caratù attacca Riccardi: “Il sindaco continua ad avere le sue visioni, ma credo sia giunto il momento di agire in modo diverso”. Dato che il sindaco di Manfredonia continuerebbe a “scegliersi in modo arbitrario il proprio interlocutore (l’ex presidente UdC G.Dicembrino, ndR), in questo senso – continua Caratù – il sindaco è partigiano ma nel senso non pregevole del termine, vale a dire: è palesemente di parte”.

“QUANDO E’ VENUTA L’ON. CESA IL SINDACO NON C’ERA: ME LO HA DETTO IN UNA LETTERA CITANDOMI COME COORDINATORE. E ALLORA ? PERCHE’ NON MI RICONOSCE REALMENTE COME TALE ?” – Quando a Manfredonia è venuto l’onorevole Cesa lo scorso venerdì 12 novembre, il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi non ha presenziato, ma avvertendo in precedenza – va detto – gli ospiti e presenti a Palazzo Celestini: “Il sindaco Riccardi non ha partecipato all’incontro (Riccardi in un’intervista odierna ha detto di sentirsi: “sconcertato per le parole dette da Cesa pubblicamente”, ndR), nonostante ci fosse l’onorevole Cesa – dice Caratù – per impegni precedentemente assunti (altro convegno in contemporanea, ndR) me lo ha anticipato in una lettera-fax citandomi a margine del testo come coordinatore cittadino UdC. Perchè allora mette ancora in discussione questa scelta e nomina continuando ad interloquire con il passato coordinatore ?” dice Caratù.

“Il sindaco dice che non desidera entrare nelle diatribe interne al partito – dice Caratù – ma già lo fa continuando a considerare espressione dell’UdC l’assessore Nunzio Giandolfi che ricordo (lo dice mostrando le lettere di autosospensione di consiglieri ed assessore, ndR) si è autosospeso e dunque non fa più parte dell’attuale direttivo UdC di Manfredonia. Posso solo dire – dice Caratù – che presto avremo 6-8 consiglieri comunali (due ufficializzati il 16 novembre, vedi sopra, ndR). Oggi l’assessore Giandolfi rappresenta solo un’espressione del sindaco Riccardi, non dell’Unione di Centro, dallo scorso mese di settembre – ribadisce Caratù – l’assessore Giandolfi non rappresenta più l’UdC dopo l’auto-sospensione dal partito”.

ULTIM’ORA: DE LEONARDIS UFFICIALMENTE FUORI – “Il sindaco Riccardi – dice ancora Caratù – non deve dirimere le diatribe del partito (il sindaco aveva detto: “Oggi non sono nè arbitro, nè giudice di una questione tutta interna all’Udc”) ma riconoscere gli attuali organi e componenti del partito. Per questo mi aspetto una sua risposta”. Nel frattempo sembrerebbe quasi ufficiale l’esclusione di Giannicola De Leonardis dal partito, in vista del traghettamento verso il partito della nazione.

Continuano dunque gli incontri fra i centristi della Capitanata. Fra quadri variegati di Wahrol, fra navi ed incontri soffusi, i centristi di Casini continuano a tessere tutte le tele possibili per il conseguimento del futuro progetto politico. L’obiettivo dei centristi (di Capitanata ed oltre) sembra quello ora di non commettere il benchè minimo errore, dato che anche solo uno – in questo momento storico – potrebbe risultare fatale.

g.defilippo@statoquotidiano.it

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