Manfredonia

Consiglio sicurezza: passa la proposta dei capogruppo. Cronostoria di un problema


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Consiglio sicurezza 14/12, P.Guidone, V.Iacoviello, M.Rinaldi, A.Lurdo, M.Aulisa

Consiglio sicurezza 14/12, Potere alla reazione: P.Guidone, V.Iacoviello, M.Rinaldi, A.Lurdo, M.Aulisa

Manfredonia – E’ terminata con il sorriso amaro del consigliere Antonio Lurdo che, senza remore, ha sussurato: “forse con la coscienza avreste votato di sì”. Consiglio comunale di Manfredonia, anno del Signore 2009, giorno di dicembre numero 14, dedicato interamente (seduta monotematica o semi parziale tale) all’ordine e alla sicurezza nella comunità territoriale. Un ordine ed una sicurezza basilari:  si pensi agli attentati malavitosi verificatisi di recente, alle intimidazioni subite da taluni esponenti, ma anche agli ordigni rudimentali scoppiati in pub e Launge-bar, al bullismo, alle bombe, all’insicurezza di civis, di piazza e mentale. Il sì con la coscienza personale al quale si è contrapposto invece il no di (totale) sottoscrizione elettorale è stato quello per l’istituto di un comitato cittadino per la ‘sicurezza e la legalità’, proposto dal consigliere Indipedenti Antonio Lurdo e letto, tramite un comunicato, dall’esponente di Rifondazione Comunista Vincenzo Iacoviello. Il voto favorevole dell’assise è stato quello invece per la proposta della conferenza dei capogruppo consiliari che ha inoltrato all’amministrazione, “con richiesta da volgere al prefetto di Foggia”, di “convocare un comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico per discutere delle azioni necessarie ed opportune da intraprendere per contrastare il lavoro nero, per il reinvestimento dei capitali illeciti per l’acquisto e l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti“. Oltre all’incentivazione di “iniziative culturali e sociali atte a sensibilizzare i giovani sulle problematiche derivanti dall’assunzione di droga”, all’aumento di “organici delle forze dell’ordine sul territorio” (ivi compreso l’esercito come a Foggia, decisione post riunione con il ministro dell’Interni Maroni), per contrastare le azioni degli esponenti/appartenenti alla criminalità organizzata, al fine di “chiedere al Parlamento la possibilità di escludere le spese per investimento in conto capitale dal rispetto del Patto di Stabilità, qualora siano sostenute per creare o rafforzare dispositivi di sicurezza nel territorio“. Infine nel documento è stata chiesta “l’applicazione della legge 109/96, istituendo l’agenzia per i beni confiscati, così trasmettendo il testo dell’Odg, alla conclusione dell’approvazione, al presidente del Consiglio, al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, al presidente della Provincia di Foggia, Antonio Pepe”. Il consiglio comunale di questa sera è stato interrotto per oltre un’ora a causa di una sospensione stabilita per discutere di un’altra tematica che ha interessato di recente la comunità di Manfredonia: il caso dei due pescherecci locali (il Nuova Giovanna e l’Andrea Cesarano, dei rispettivi comandanti, con a bordo due uomini ciascuno, Michele Di Candia e Nicola Castigliego), che avrebbero subito delle minacce, nelle parole del consigliere dell’opposizione Stefano Pecorella (che si è reso sostenitore dell’iniziativa anche tramite un intervento scritto dell’onorevole, e vicepresidente della Camera, Antonio Leone) così ricevendo un trattamento “quasi da animali”. Pecorella ha parlato infatti di minacce subite dagli italiani “tramite l’utilizzo di armi” (a scopo intimidatorio naturalmente):  “se ci partiva un colpo – ha detto l’esponente del Pdl – di sicuro non avremmo parlato di multe e/o ammende” (si ricorda che il caso fa riferimento al sequestro di due pescherecci locali, il giorno dell’Immacolata, sorpresi a largo dell’arcipelago di Pelagosa, in terra croata dopo il Trattato di Pace, ad effettuare attività di pesca illecita. L’attività di pesca sarebbe stata confermata, nel processo svoltosi il 9 e 10 dicembre in Croazia, dagli stessi comandanti delle due motovedette, che hanno subito infatti una multa pari a 25mila e 42mila euro). “C’è il rischio concreto – ha detto Pecorella – di intercorrere in un incidente diplomatico con le autorità croate”. In seguito, alla ripresa della seduta, è stato il consigliere del Pdl Michelangelo Basta a discutere del problema della sicurezza: “sono atti inconcepibili da un punto di vista sociale – ha detto Basta – chiediamo l’introduzione in paese di un sistema di video-sorveglianza“. Questo oltre “all’intensificazione nel territorio di unità delle forze dell’ordine” ma “tempestive e specializzate nel ruolo”. “Meno sprechi più vigili urbani” ha concluso il consigliere Basta, ricordando inoltre come “solo la collaborazione e il superamento del muro di omertà, da parte della cittadina, potrà consentire di giungere alla condanna definitiva degli esponenti criminali del territorio”.

Consiglio sicurezza: passa la proposta dei capogruppo. Cronostoria di un problema ultima modifica: 2009-12-15T02:52:56+00:00 da Giuseppe de Filippo



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