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Regione, ok bilancio in III e VII commissione. Stop a parti cesarei


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K AL BILANCIO IN TERZA. STOP AI PARTI CESAREI E AL DOPPIO RIMBORSO PER PROTESI

Consiglio regionale, immagine d'archivio

Bari – RIVISITAZIONE delle tariffe, diminuzione dei parti cesarei e penalizzazione per quelli inappropriati, finanziamento dei progetti di piano e possibilità di riconoscimento per i corsi di formazione professionale autofinanziati per operatori sociosanitari.Questi gli argomenti principali affrontati in terza commissione consiliare (sanità) che ha dato il via libera a maggioranza al bilancio di previsione 2010 (le opposizioni hanno espresso voto contrario). Parere favorevole a maggioranza al bilancio di previsione 2010 della Regione anche da parte della commissione affari istituzionale del Consiglio regionale. Voto contrario per il Pdl. Sempre a maggioranza e sempre nella riunione presieduta dal presidente Gianfranco Chiarelli sì anche al bilancio pluriennale 2010-2012.Quattro gli articoli, nel ddl sul bilancio, che riguardano le disposizioni in materia di tariffe delle prestazioni del servizio sanitario, due gli emendamenti presentati e rinviati, per il merito, alla prima commissione (a firma dell’assessore Gentile il primo e del presidente Marino il secondo), tre gli emendamenti rinviati invece nell’omnibus di gennaio (rispettivamente a firma di Gianfreda, Buccoliero e Marino) e uno l’ordine del giorno (approvato all’unanimità) presentato dai consiglieri Maniglio e Romano. Diversi gli aspetti “interessanti” dell’intera operazione tariffaria, illustrata dall’assessore alla salute Tommaso Fiore. Primo fra tutti “la delega in favore della giunta regionale ad approvare, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, il proprio tariffario regionale ormai urgente e necessario anche in virtù della diversa classificazione dei Drg. Occorre cioè un adeguamento del tariffario”. Altro snodo importante è quello relativo alla remunerazione delle endoprotesi e dei dispositivi medici. “Con questa norma intendiamo interrompere il meccanismo del doppio rimborso. La remunerazione cioè per le endoprotesi e per i dispositivi medici – ha spiegato Fiore – dovrà intendersi interamente ricompresa nelle tariffe dei relativi Drg”.Altro stop infine alla facilità con la quale si procede all’utilizzo del parto cesareo. La Puglia ha rischiato una penalizzazione di 220milioni di euro per il tasso troppo alto di parti cesarei (all’incirca il 50%). “Alla fine – ha detto l’assessore – siamo stati graziati per quest’anno, ma per il prossimo anno dobbiamo avere percentuali più basse”. Da qui l’articolato di legge che propone “l’adozione di un partogramma che in caso di parto cesareo dovrà essere allegato alla cartella clinica al fine di permettere una verifica da parte degli organismi preposti. Se il parto cesareo sarà considerata una prestazione inappropriata, sarà operata la decurtazione del 50% rispetto alla tariffa regioanle corrispondente e le economie che ne deriveranno – ha concluso Fiore – saranno destinate al finanziamento di progetti per promuovere il parto naturale ”. L’obiettivo per Fiore è per lo meno l’abbassamento al 40% di parti cesarei. Approvato poi alla unanimità l’ordine del giorno presentato da Maniglio e Romano che riguarda “il mancato finanziamento, all’interno del bilancio, dei progetti di piano” che potrebbe significare “ridurre l’erogazione delle prestazioni e dei servizi indispensabili al buon funzionamento dei servizi sanitari”. Maniglio ha posto l’accento sulla situazione della Asl Lecce che si troverebbe di fatto costretta a sospendere l’assistenza domiciliare ai malati oncologici. L’ordine del giorno impegna l’assessore Fiore a quantificare gli importi non corrisposti alle Asl, relativamente ai progetti di piano in via di attuazione. “Mi impegno a quantificare quanto mi è stato chiesto – ha risposto Fiore – e vedrò come poter ricollocare le risorse ma solo per il 2010 e non per l’anno in corso. E cioè dopo la delibera Cipe (intorno a metà gennaio), quando sarà definito il riparto, potremmo pensare di ripristinare alcune attività che dovranno trasformarsi in attività ordinarie e non più di piano”. I due emendamenti rinviati, per il merito, in prima commissione riguardano la proroga al 31 gennaio del 2010 per la presentazione dei bilanci delle Asl (firmatario il presidente Marino) e il trasferimento alle Asl per l’assistenza economica ai pazienti psichiatrici di due milioni e mezzo per l’anno 2010 (proponente l’assessore Gentile). Infine il consigliere Aurelio Gianfreda ha sollevato due questioni, rinviate però alla legge omnibus. La prima relativa ai corsi di formazione professionale autofinanziati per operatori socio sanitari e non riconosciti nella nostra regione. “E’ un problema di cui farci carico – ha detto il consigliere – abbiamo una platea di circa 1800 tra personale Ota e Osa che dal 1 dicembre del 2011 andrà fuori mercato. Dobbiamo eliminare la norma, introdotta dall’ex assessore Barbieri, che vieta agli istituti accreditati di poter fare formazione autofinanziata”. La seconda questione è relativa al personale sanitario “assunto a tempo indeterminato presso le aziende sanitarie ma assegnato con incarico a tempo determinato presso altre aziende sanitarie diverse da quelle di assegnazione”.

Regione, ok bilancio in III e VII commissione. Stop a parti cesarei ultima modifica: 2009-12-15T17:20:44+00:00 da Redazione



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