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Strade e storie, via Carlo Campanini


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CarloCampanini

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San Giovanni Rotondo – NELLE vicinanze del convento dei Cappuccini, nella città di San Pio, una via ricorda la figura di un grande attore italiano, Carlo Campanini. La strada è un po’ la metafora di un “incrocio”, di un cambio di percorso, dell’incontro di un uomo, di un attore, con il suo padre spirituale e maestro di fede, Padre Pio. Così, un “fuoco sacro” spirituale ha ispirato il cammino di una vita intera e ne ha alimentato un altro, quello dell’arte. Carlo Campanini è stato uno dei protagonisti dell’avanspettacolo, del cinema e della tv italiana tra gli anni ’40 e ’70. Indimenticabile spalla di Walter Chiari, Campanini rappresenta ancora oggi un punto di riferimento per tanti giovani comici. Fu soprannominato il “sacrestano di Padre Pio” per la sua grande devozione al Santo di Pietrelcina. L’incontro con il Padre Pio avvenne nel lontano 1939, quando si trovava a Foggia con Pietro Amendola (padre dell’attore Ferruccio Amendola). All’epoca giravano l’Italia con l’avanspettacolo e avevano sentito parlare di questo frate che godeva della fama di santità e si recarono a San Giovanni Rotondo per incontrarlo. Quel momento segnò l’inizio di un percorso di fede e devozione intensa, ma anche della sua attività cinematografica, che ebbe l’abbrivio proprio in quell’anno, e che dal rapporto con il frate ne fu ispirata. Numerosi attori, del passato e del presente, hanno seguito l’esempio dell’attore e sono venuti a San Giovanni Rotondo di persona per “incontrare” il santo. I grandi nomi dello spettacolo, come Totò e Walter Chiari, pur non essendo mai venuti da Padre Pio, quando sapevano che Campanini era reduce da un viaggio a San Giovanni Rotondo, chiedevano sempre di lui. Ma ripercorriamo insieme le fasi della vita dell’attore. Campanini nacque il 5 ottobre 1906 a Torino. Iniziò la sua brillante carriera con le sue numerose macchiette. Famose furono quelle dove imitava Oliver Hardy, con Carlo Dapporto, e con le quali la coppia ebbe uno straordinario successo. All’inizio degli anni ‘30 passò all’operetta, prima con la compagnia di Isa Bluette e Nuto Navarrini, poi in quella della soubrette bolognese Vivienne D’Arys. A quel periodo risale un repertorio sterminato di commedie, drammi e vaudeville che ebbero l’attore come protagonista. Nel 1939 esordì nel cinema in Dora Nelson (1939), una commedia dei “telefoni bianchi” e proseguì con divertenti commedie brillanti da lui interpretate negli anni ’40 e ’50. Tra le tante: “Ore 9 lezione di chimica”, nel 1941; “I due orfanelli”, con Totò, nel 1947, e “I pompieri di Viggiù”, nel 1949. Si dimostrò anche un grande attore drammatico in “Le miserie del signor Travet”, del 1946, di Mario Soldati, e in “Il bandito”, sempre del 1946, di Alberto Lattuada. Nel 1950 ci fu l’importante incontro con Walter Chiari, del quale Campanini divenne la preziosa spalla in scenette oramai “storiche”: l’imitazione dei fratelli De Rege (indimenticabile la proverbiale battuta “Vieni avanti, cretino!”) e il “Sarchiapone”, ambientato in un vagone ferroviario. La coppia Chiari-Campanini ebbe anche un enorme successo in tv. Dopo una più che cinquantennale carriera in teatro, cinema e televisione (egli amava definirsi un “ragioniere della risata”), nel 1981 si ritirò dalle scene, adducendo dignitosamente motivi d’età. Campanini morì il 20 Novembre 1984 a Roma. Ora è sepolto nel cimitero di San Giovanni Rotondo, dove ogni anno, suo figlio Benvenuto, si reca per pregare.

Strade e storie, via Carlo Campanini ultima modifica: 2009-12-15T11:25:36+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Benvenuto Campanini

    l’AMICO COL QUALE ANDO’DA S,PIO ERA MARIO AMENDOLA ZIO DI FERRUCCIO.IN PREGHIERA VADO CON MARIA PIA, MIA SORELLA,IL FRATELLO CLAUDIO VIVE VICINO lONDRA,L’ALTRA SORELLA GRAZIA E’ MANCATA ANNI FA.GRAZIE.PRECISAZIONI DOVEROSE.NUTO CAMPANINI.


  • Maurizio Cecati

    Io ho 66anni e ricordo con immenso piacere Carlo Campanini ogni sua apparizione in tv era fantastica, rilassante . Dava e lasciava una gioia benevola facendo un paragone ( forse inappropriato ) lo paragonavo ad un grande ulivo in mezzo a tante sterpaglie del mondo. Maurizio.

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