Economia

‘Tributi’ radiata: i debiti dei comuni, le accuse di Saggese


Di:

giudice1

www.mentecritica.it

Foggia – LA notizia è ora ufficiale: tramite un provvedimento deliberato ieri, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha cancellato l’ente dedito alla gestione e riscossione delle Entrate degli enti locali in Italia, la Tributi Italia Spa, dall’albo dei riscossori. Il provvedimento è stato emesso “in via principale” per i debiti complessivi dell’ente nei confronti di circa 500 amministrazioni: 89,1 milioni di euro. Naturalmente, le principali aziende operanti sul mercato della riscossione in Italia si sono già “dichiarate pronte” per “dividersi” i servizi ( società iscritte all’albo di cui all’articolo 53 del decreto legislativo n. 446 del 1997), dell’ente radiato dall’albo dei riscossori, pari complessivamente ad un fatturato di 364 milioni di euro. Un fallimento annunciato dunque per Tributi Italia spa, nonostante la stessa (fonte: Sole24ore) abbia già programmato la riscossione di 435,3 milioni evasi nei comuni italiani (una somma alla quale fanno riferimento i 145,6 milioni di euro di “aggio” per la stessa società). Va ricordato infatti che la Tributi Italia Spa ha chiuso il 2008 con un “utile ante poste” pari a 1,8 milioni di euro e con un utile di 196mila euro nel primo semestre. Nessuna nota ufficiale invece per i 1028 dipendenti (tra assunti a tempo indeterminato e collaboratori), nonostante potrebbe essere attivato un “assorbimento indiretto” da parte di Equitalia Spa. E per i comuni ? “l”interruzione del servizio pubblico” rappresenta una delle prime conseguenze, anche se “l’attivazione della procedura del cash poolingassicurebbe il versamento del 100% delle entrate (in un conto relativo) delle amministrazioni (cash pooling:  “tutte le entrate percepite in futuro dalla società verrano girate interamente alla stessa amministrazione comunale, che a sua volta si impegnerà nel trattenere sia la parte di propria competenza che quella spettante allo stesso ente dedito alla risacossione dei tributi”). Prevista l’indizione di nuove gare relative al servizio di riscossione, nonostante non sia da escludere una “gestione in proprio” delle singole amministrazioni comunali. Complessivamente, per il Comuni è prevista una perdita di almeno 14,8 milioni di euro (4,6 tra Ici e Tarsu, 6,9 per tributi minori e 3,3 per canoni idrici e concessioni). Questo per la palese ‘impossibilità’, per la gestione del caso, di inviare, entro fine 2009, gli atti di riscossione di tributi evasi o elusi. Anche gli eventuali danni da contenziosi tributari tra Comune e cittadini andranno ad aggiungersi alle somme destinate al “congelamento”. Le denuncie dell’ente radiato: in una nota, la Tributi Italia spa ha inviato ieri una lettera al ministero dell’Economia e della Finanzia italiana per “riservarsi la facoltà di chiamare in causa il ministero stesso per i danni arrecati, dall’ente, in modo illecito” (fonte: Sole24ore). La presidente ed ad della società, Patrizia Saggese, aveva comunicato infatti  che, lo scorso 20 ottobre del 2009, il Tribunale di Roma aveva fissato al 26 gennaio del 2010 la data di presentazione “di ristrutturazione del debito”, a cui segue il nuovo assetto azionario dell’ente, di recente stabilito. Contro la radiazione dall’Albo dei riscossori, Tributi Italia obietta al ministero il caso della Aip, la società di Milano che deteneva il 49% delle quote della Elpis, società mista incaricata a riscuotere i canoni della pubblicità per il Comune di Napoli. Una Aip “fallita”; secondo Tributi Italia, ma ancora presente nell’albo dei riscossori italiani per “riscuotere, accertare, liquidare” i relativi tributi. La situazione dei comuni: Ludovico Vico, deputato del Pd, e promotore di una interrogazione parlamentare e coofirmatario della risoluzione della commissione Finanze della Camera (25 novembre 2009, firma ‘bipartisan’) sull’operato della società (fonte: Sole24ore), chiede ora al Governo di “dare risposte concrete per il risarcimento dei comuni convolti nella mancata retribuzione di Ici, Tarsu, Tosap, per complessivi 89,1 milioni di euro” ma anche per il “futuro occupazionale dei dipendenti della stessa Tributi Italia”. Vico chiede inoltre che venga fatta luce sulle “coperture istituzionali” che avrebbero consentito alla Tributi Italia di “agire indisturbata per anni”. Dettagli per le amministrazioni: fra i comuni in “debito” verso Tributi Italia tanto ‘piccole amministrazioni” (Bosa), quanto medie (Vercelli) e/o grandi, come ad esempio Bari, Cagliari e Bologna. Prendendo come riferimento lo stesso 2008 le amministrazioni comunali del territorio sarebbero in attesa ancora della riscossione di un credito pari a 447 milioni, che la stessa Tributi Italia avrebbe “già recuperato”. Nello specifico, per i debiti dei comuni della Capitanata e della Puglia: Bari (2,226,681,82), Sannicandro Garganico (1.200.000), Bitritto (750mila euro), Manduria (664.312,20), Gallipoli (237.066), Torremaggiore (231,391,99), Manfredonia (105.133,20), Apricena (86203.47), San Giorgio Jonico (74.469.30), Cagnano Varano (44.153,69), Monte Sant’Angelo (11.100 mila euro). Non pervenuti i dati di Canosa di Puglia, Giovinazzo, Locorotondo, San Giovanni Rotondo, Mottola, Monte San Vito, Tricase, Vico del Gargano. La reazione passata, e presente, di Gianni Mongelli:L’Amministrazione comunale sta seguendo con grande attenzione l’evolversi della vicenda relativa all’operatività presente e futura della società Tributi Italia, che ha in concessione il servizio di riscossione delle imposte locali su affissioni pubblicitarie e occupazione di suolo pubblico – ha  detto l’attuale sindaco di Foggia, Gianni Mongelli – Gli uffici competenti hanno già attivato le procedure tecniche e giudiziarie per la tutela degli interessi del Comune e dei contribuenti. Al contempo, stanno verificando e vagliando le diverse opzioni in campo per garantire la continuità del servizio e il mantenimento dei livelli occupazionali”. Le specificità tecniche del servizio ed i vincoli contrattuali ancora in essere, ha concluso Mongelli, “impogono all’amministrazione di Foggia di agire con la massima cautela seppure in tempi ristretti”. Va ricordato come, per i debiti intercorrenti tra Tributi e Comune, lo stesso Mongelli aveva sporto una denuncia-querela (cautelativa) contro la società di Saggese già lo scorso 26 ottobre. Nell’immediato, con la cancellazione del’ex Gestor (con la quale il Comune aveva sottoscritto un contratto di servizio) il Comune potrà rilevare gli uffici di Tributi Italia (come previsto nel caso di fallimento) per la prosecuzione del servizio dello stesse ente. Prende consistenza l’ipotesi appoggio ad Equitalia o ad un altro concessionario da individuare tramite un bando di gara. A fine novembre il consigliere comunale in minoranza Franco Landella, del Pdl, aveva sottolineato come “da tempo” la Tributi Italia non avrebbe versato al Comune di Foggia “gli spettanti tributi riscossi dai cittadini” (14 dipendenti che non percepirebbero gli stipendi da gennaio 2009, per un totale di un milione e mezzo di euro ndR), nonostante lo stesso ente avrebbe chiesto, “in modo illegittimo”, il pagamento dei passi carrabili ai residenti della 167.  La ditta appaltatrice di servizi riscossione e tributi per affissioni e occupazione spazi pubblici, spiegò infatti Landella, non verserebbe i tributi riscossi alla cassa comunale, “e nonostante questo – aggiunge il consigliere comunale del Pdl  – l’amministrazione foggiana non prende provvedimenti, mantenendo in piedi un appalto ormai già scaduto da tempo”. “Come mai – disse Landella – la giunta comunale ha prorogato nell’aprile scorso la concessione a Tributi Italia fino all’espletamento di una nuova gara di appalto del servizio, senza controllare il Durc”, dal quale emergerebbero i mancati versamenti ? “Perchè – continua Landella – l’attuale sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, ha incassato la polizia fidejussoria a garanzia della Società, dal valore di 180mila euro, senza revocare la concessione del servizio ?”. Neanche le indagini della Guardia di Finanza sulla medesima gestione dei servizi da parte della Gestor a Brindisi e a Bologna, come si legge nel comunicato del consigliere del Pdl, hanno allertato la Giunta di centro-sinistra. La Gestor avrebbe inviato cartelle d’ingiunzione di pagamento dei passi carrabili ai residenti della 167, nonostante il consiglio Comunale abbia deliberato nel giugno del 2009 un’ordine del giorno, contenente l’indirizzo di sospendere le suddette ingiunzioni, al fine, di redigere nel contempo una proposta, inerente tariffe più consone ed adeguate per tali aree periferiche, rispettando così il principio di equità fiscale. Nel capoluogo dauno la Tributi Italia conta 15 dipendenti sui 1200 a livello nazionale. Oltre a questi occupati anche il Comune di Foggia non percepirebbe dal 2008 le compartecipazioni sugli incassi dei tributi minori Tosap e Icp (imposta comunale sulla pubblicità) e sui diritti delle pubbliche affissioni. Per quanto riguarda la posizione del Comune, come già detto, la società ha proposto e il Comune ha di conseguenza accettato la retribuzione mediante il “cash pooling”(vedi sopra). Un servizio già attivato dallo scorso ottobre 2009 “ma solo per gli incassi in contante relativi ai tributi minori che si effettuano presso gli sportelli della Tributi Italia di via Repubblica”.

‘Tributi’ radiata: i debiti dei comuni, le accuse di Saggese ultima modifica: 2009-12-15T15:11:39+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • michele

    caro giuseppe,il sindaco gianni mongelli tutela i 15 dipendenti della tributi italia spa,di via della repubblica;(i miei colleghi sulla loro vetrina di agenzia hanno affisso un mio articolo);mentre il sindaco e il vice sindaco del comune di rodi garganico(fg) mi hanno buttato per strada….VERGOGNA.!! SONO DEI MOSTRI..!!! michele panella..ex dipendente MONDELLI DELMONTE SRL-ex dipendente GESTOR SPA-ex dipendente tributi italia spa..(anni circa 20)….ciao…AUGURI DI BUONE FESTE..


  • Redazione

    Caro Michele, prima di emettere qualsiasi tipo di sentenza o giudizio finale, credo sia giusto aspettare ancora le future decisioni, che riguarderanno (direttamente o meno) la tua posizione. Noi samo qui per appoggiarti, ma vedrai che tutto terminerà con un esito positivo. Un abbraccio a tua moglie, ai tuoi figli, Giuseppe


  • michele

    caro giuseppe,sei tanto di cuore e molto gentile….ma non li conosci di che pasta sono fatti questi due…ma andro’ avanti lo stesso sempre davanti al comune…l’amore vincera’ sull’odio….te lo assicuro…ciao…michele..


  • Redazione

    Ho solo un unico, grande consiglio: molta calma e serenità, anche se siamo una piccola redazione daremo spazio e visibilità al tuo caso, nella speranza, più che di un articolo, di una risoluzione finale del caso. Un abbraccio a te ed ai tuoi cari, Giuseppe d.F. (Stato)


  • giovanni

    Tributi Italia, adesso chi paga i debiti E gli stipendi arretrati ai 15 dipendenti?
    La commissione finanze: «L’ex Gestor pericolosa per 139 Comuni»
    ]
    • Prima, a gridarlo allarmati erano i dipendenti, una quindicina a Foggia che non riscuotevano lo stipendio da agosto dalla Tributi Italia, ex Gestor per intendersi; ora si guardano intorno preoccupati anche i Comuni e quello di Foggia è tra questi. La preoccupazione si è accentuata dopo che la Commissione finanze della Camera la scorsa settimana ha deliberato all’unanimità che Tributi Italia «è una società pericolosa per 139 Comuni in Italia, indebitata con gli enti locali per qualcosa come 90 milioni di euro. Lo hanno reso noto i parlamentari: «Ora vorremmo che qualcuno pagasse». Insomma Comuni in ansia specie dopo aver acclarato che il Comune non riscuote 1 milione e mezzo di euro, ma neppure revoca la concessione a Tributi Italia, che da gennaio non paga i contributi ai dipendenti, senza stipendio da agosto scorso. La questione sollevata prima dai dipendenti era stata sottolineata da un consigliere comunale Pdl, Franco Landella che nei giorni scorsi aveva posto alcuni interrogativi: «Perché il Comune di Foggia ha prorogato a Tributi Italia Spa (ex Gestor) la concessione per la riscossione dell’imposta comunale sulle pubblicità nonostante Tributi Italia non versa al Comune, da un anno e mezzo, oltre un milione e mezzo di euro? Come mai, la giunta comunale di Foggia, nell’aprile scorso ha prorogato la concessione fino all’espletamento, indefinito, di una nuova gara di appalto del servizio, senza neppure controllare il Durc da cui emerge che Tributi Itala non versa i contributi ai propri dipendenti da gennaio 2009? Perché, evidentemente ritenendo inaffidabile Tributi Italia, l’attuale sindaco ha incassato per il Comune la polizza fidejussoria a garanzia della Società, dal valore di 180 mila euro, e non ha immediatamente revocato la concessione del servizio, in considerazione dei mancati versamenti effettuati al Comune, dei mancati versamenti dei contributi ai 14 dipendenti foggiani, che non percepiscono lo stipendio dallo scorso mese di agosto? In attesa soprattutto i dipendenti. Non si comprende come mai non si giunge ad una soluzione che per il Comune può essere semplice e molto remunerativa, e che nel contempo può offrire un futuro alle 15 famiglie dei di pendenti impiegati a Foggia. Si potrebbe -è stato ipotizzato – assumere direttamente la gestione del servizio, tramite i lavoratori attualmente in carico a Tributi Italia mediante dei contratti a progetto; oppure affidare il servizio ad una delle aziende municipalizzate, con l’im piego dei lavoratori di Tributi Italia considerato che l’incasso annuale realizzato a Foggia da Tributi Italia si aggira sui 5 milioni di euro, questi soldi andrebbero a ristorare significativamente non solo i disavanzi delle municipalizzate ma anche i dipendenti». [e.t.


  • giovanni

    La stampa

    Il mistero delle tasse scomparse

    “Tributi Italia” incassa le somme ma non le riversa. In ballo centinaia di milioni, Comuni al collasso

    PAOLO BARONI

    ROMA
    Tasse sparite nel nulla, decine di Comuni sull’orlo del crack ed almeno un migliaio di posti di lavoro a rischio. Sembra un giallo, mentre in realtà è una classica storia all’italiana di affari&politica, privatizzazioni e cattiva gestione, amministratori a volte conniventi e amici influenti.

    Ufficialmente (sono stime del Tesoro) il «conto», oggi, è di 89 milioni di euro; ma potrebbe salire a 200, qualcuno dice anche 4-500 milioni di euro. A battere cassa sono 135 Comuni, ma anche questa cifra sembra destinata a lievitare perché non passa giorno che un sindaco, dal Piemonte alla Sicilia, non presenti una denuncia contro la società Tributi Italia per il mancato versamento nelle casse comunali di Ici, Tarsu, Tosap e via dicendo. La società parla di «tensioni finanziarie» e scarica la colpa sul taglio dell’Ici sulla prima casa che ha ridotto di 40 milioni di euro i suoi incassi. Dice che sta trattando con le banche un finanziamento da 70 milioni (schierando come advisor un big come Ubaldo Livolsi) e che farà fronte a tutti i suoi impegni. Intanto però fioccano le cause e gli esposti alla Corte Conti non si contano.

    La continuità aziendale è a rischio ed i suoi 1200 dipendenti reclamano 4 mesi di stipendi arretrati e scioperano. Tributi Italia nasce nell’86 a Taranto col nome di Publiconsult. Inizialmente si occupa di raccolta della pubblicità poi passa a riscuotere le imposte su insegne e cartelloni stradali. E’ un business che funziona e che la fa crescere in fretta: nel 1994 si trasforma in spa, nel 2004 cambia il nome in «San Giorgio» e si sposta a Chiavari, nel 2008 dopo aver acquisito «Gestor», «Rtl», e «Ipe» diventa «Tributi Italia» e trasloca a Roma, nell’elegante via Veneto.

    Arresti e denunce
    Il «patron» del gruppo è Giuseppe Saggese, 48 anni figlio di un magistrato in pensione, arrestato una prima volta nel 2001 per corruzione (mazzette ad alcuni consiglieri comunali di Pomezia) e poi ancora nell’aprile 2009 per peculato. Da otto anni è la sorella Patrizia a ricoprire l’incarico di presidente di un gruppo che nel frattempo ha conquistato la leadership nel settore delle esattorie private con 364 milioni di ricavi lordi 2008 (88 netti), 184 agenzie dirette e 14 società partecipate. La prima denuncia contro Tributi Italia risale al 1999: parte da Aprilia dove il Comune vuole veder chiaro nella gestione dell’Aser, una società mista promossa assieme a Pomezia e partecipata dalla Publiconsult. Da allora in poi è stata una vera e propria escalation.

    Le procure di Bari, Bologna, Brindisi, Napoli, Saluzzo, Velletri, Latina, Sassari e Siracusa hanno avviato indagini per peculato, sotto le Due torri i magistrati hanno ipotizzato anche reati come falso, frode e truffa aggravata dopo che Gestor-Tributi Italia aveva presentato fidejussioni false. Idem ad Alghero, dove Tributi Italia è presente nella società mista «Secal».

    Indagine della Camera
    Alle denunce si sono presto affiancate le interrogazioni parlamentari: in Senato e alla Camera, dal Pd ad An ai radicali. Una delle più recenti porta la firma del tarantino Ludovico Vico (Pd) che ha sollevando il caso del Comune di Ferrandina, in credito per 1 milione e 232 mila euro coi Saggese.

    La Commissione finanze della Camera ha disposto una serie di audizioni sentendo sindaci, Associazione dei Comuni, concessionari esattoriali e ministero. Ed il rappresentante del Tesoro, cui spetta la vigilanza su queste attività, non ha potuto che ammettere l’evidenza dei fatti. «Scenario inquietante», lo definiscono i deputati della VI Commissione nella risoluzione votata mercoledì scorso con cui si chiede al governo di cancellare Tributi Italia dall’albo del ministero come chiedono da mesi tutte le amministrazioni invischiate in questa vicenda.

    La lista dei creditori
    I Comuni serviti da Tributi Italia sono 498. Almeno 150 denunciano mancati riversamenti. Molte amministrazioni, a causa degli ammanchi, rischiamo il dissesto finanziario. Altri ancora sono costretti ad indebitarsi per pagare gli stipendi. A vantare crediti sono grandi città come Bari (2,2 milioni), Bergamo (2,2), Bologna (2), Forlì (2) e Cagliari (1,6). Ma sono soprattutto le realtà minori a soffrire: Pomezia è in credito per 21,4 milioni (ma per la Finanza il «buco» sarebbe addirittura di 137), Aprilia per 20 (solo per il 2008), e poi ci sono Augusta (5 milioni), Nettuno (3,2) e Fasano (1,9). Ma la lista dei clienti-creditori è sterminata: va dalla Sicilia al Lazio (15 almeno i comuni inguaiati), dalla Puglia (Foggia, Fasano, Bisceglie) alla Campania, dal Piemonte (Vercelli, Rivalta, Grugliasco, Saluzzo) a Lombardia (Trezzano e Meda), Emilia e Liguria (Spotorno, Noli).

  • Scalea: il “buco” finanziario della tributi italia s.p.a. e’ stato accertato dal Tesoro si tratta di duemilionicentosettantamila euro !

    Tributi Italia spa radiata dal’albo buco di 90 milioni di euro. Adesso gli amministratori facciano le scuse ai cittadini !

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa di alcune forze politiche ed associative della città aspettano chiarimenti da parte del sindaco in merito alla questione.

    Scalea – In riferimento a quanto è accaduto negli ultimi mesi inerente al caso dei Tributi nella nostra città , questione fatta rilevare dal dirigente politico Palmiro Manco con “l’operazione verità”, viene ribadita la necessità di fare luce sulla questione tributaria del comune di Scalea. Oggi, il silenzio da parte del Sindaco è inaccettabile e quindi riteniamo che sia doveroso da parte dell’amministrazione comunale intervenire sulla drammatica vicenda che coinvolge negativamente le casse cittadine.

    Da parte dell’organo politico amministrativo, in primis il sindaco e l’assessore al bilancio, sul caso sono state dette pubblicamente un sacco di bugie ed inesattezze.

    1) Primo, per aver detto bugie “grandi quanto una casa”, poiché lo stesso Sindaco ha dichiarato pubblicamente, in consiglio comunale, che in caso di fallimento della soc. Tributi Italia, il comune era garantito per un milione di euro. Ciò non risulta verità, in quanto le polizze garantivano solo euro 159.725,00. Ma la cosa più grave, grazie al nostro intervento, risulta che le polizze in questione erano scadute in data 09/04/2008 e non rinnovate per i periodi correnti, smentendo di fatto tutte le rassicurazioni dell’amministrazione comunale in carica.

    2) Secondo, sono trascorsi più’ di trenta giorni dall’interrogazione inerente alla questione dei tributi, presentata da alcuni consiglieri comunali di minoranza, perché ancora resta in silenzio ? probabilmente per non far capire ai cittadini il fallimento totale della sua amministrazione !

    3) Terzo, perché il sindaco e la sua maggioranza, si sono ostinati a difendere “pubblicamente” la società di riscossione facendo loro la tesi che il comune vantava solo un credito di trecentotrentamila euro ? Ricordiamo che in quel periodo nessun ufficio comunale o ente sovra-comunale aveva accertato il reale importo. Quindi Perché hanno millantato come credito tale somma ? Su quali basi?

    Alla luce dell’articolo apparso ieri sul quotidiano nazionale LA STAMPA, a pagina 8 e 9 (Primo piano ), nel servizio inchiesta “IL MISTERO DELLE TASSE SCOMPARSE” del giornalista Paolo Baroni “, risulta da una verifica UFFICIALE del TESORO che il nostro comune è tra i primi 10 creditori della Tributi Italia s.p.a. ( precisamente il 7°), con un credito di DUEMILIONICENTOSETTANTAMILA EURO. In pratica, dai dati esposti, superiamo città come Bologna, Cagliari e ci attestiamo quasi alla pari con Bari e Bergamo .

    ( Alla faccia delle Trecentotrentamila Euro. Da quanto sembra la Tributi Italia, avrebbe nascosto, al comune di Scalea, Unmilioneottocentoquarantamila Euro ). Complimenti ! In particolare ai nostri amministratori che sono restati in silenzio a questo tentativo di sottrazione indebita da parte della Tributi Italia ai cittadini di Scalea . ( La tentata autodenuncia del sindaco alla Guardia di Finanza, secondo noi, peggiorerebbe soltanto le cose, visto che probabilmente sapeva e non ha agito in tempo ) .

    Intanto, informiamo i nostri concittadini che la Commissione Finanze della Camera dei deputati ha votato mercoledì scorso una risoluzione per chiedere al Governo di cancellare l’impresa Tributi Italia spa dall’albo .

    News – dell’ultima ora – Accertati debiti per 90 milioni nei confronti di 135 enti «Tributi Italia» è stata sospesa dall’Albo dei soggetti abilitali alla riscossione e all’accertamento dei tributi. La decisione è stata presa ieri dalla Commissione sul federalismo fiscale del ministero che vigila sulle attività di riscossione.

    Dai dati acquisiti e pubblicati dagli organi nazionali di Stampa, sul caso tributi e cartelle pazze di Scalea crediamo sia opportuno chiedere scusa ai cittadini. Oltre al sindaco “Pinocchio” , le scuse dovrebbero arrivare prima di tutto dall’assessore al Bilancio e da tutti i consiglieri di maggioranza.

    FEDERAZIONE DEI VERDI sez. di Scalea – RIFONDAZIONE COMUNISTA sez. di Scalea, Associazione SCALEA EUROPEA – PERIODICO IL FARO – Associazione LA SCOSSA.


  • Redazione

    Un appunto: la cancellazione della società di riscossione e Tributi in Italia è attualmente sospesa, su provvedimento del Tar del Lazio. Per il resto abbiamo riportato i dati in merito alla situazione nazionale e per quella regionale. Distinti saluti, Redazione Stato


  • giovanni

    APRILIA: ASSEMBLEA PUBBLICA DEL 10 GENNAIO

    Pubblicato da GDO a 9:35 PM . lunedì 4 gennaio 2010
    Aprilia 04 Gennaio 2010 – E’ ormai noto che il 13 Gennaio il Tar del Lazio discuterà la sospensiva richiesta da Tributi Italia Spa sulla delibera 1/2009 della Commissione per la tenuta dell’Albo dei Concessionari e della Circolare N. 3 D/F del Ministero dell’Economia e delle Finanze. A tal proposito, il Sindaco D’Alessio ha inviato una lettera che invita l’ANCI, l’IFEL, i Sindacati di Categoria e tutti i comuni coinvolti nella questione Tributi Italia, a partecipare alle manifestazioni nazionali che si svolgeranno il 10 Gennaio ad Aprilia eD il 13 Gennaio a Roma sotto la sede del Tar del Lazio. Il raduno del 10 ha lo scopo di tenere alto il livello di attenzione sul problema della riscossione delle entrate comunali e sulla cancellazione di Tributi Italia. In questa occasione, inoltre, verrà discussa la proposta di istituire un tavolo permanente dei Sindaci e delle Istituzioni per individuare le misure più idonee da prendere per affrontare il problema. Sono già pervenute le adesioni da parte di diversi comuni tra cui: Pomezia, Nettuno, Ardea, Bolzano, Roccalumera (Messina), Scansano Jonico (Matera), Fasano (Brindisi), Villa Castelli (Brindisi), Castelletto D’Orba (Alessandria). Il Sindaco invita tutti i cittadini a prendere parte alla manifestazione, che avrà inizio domenica alle ore 10.00 in Piazza Roma e si sposterà presso la sede del Centro SADA (già Cral), per dimostrare che tutta la città condivide la presa di posizione dell’amministrazione per riappropriarsi della riscossione dei tributi, elemento fondamentale dell’economia del paese.

    Telegolfo Agropontino

    Notizie da Terracina,Anzio,Pontinia,Cisterna,Latina,Fondi. http://www.telegolfo.com


  • giovanni

    quotidianoilresto.it

    « Nettuno Interessi troppi…

    SE TRIBUTI ITALIA FOSSE CANCELLATA
    Post n°3 pubblicato il 05 Gennaio 2010 da progetti.editoriali

    Tag: aser, nettuno servizi, saggese, Tributi italia
    Ormai tutte le parti in causa – Comuni & Privato – hanno fatto scelte definitive ed irreversibili. La Tributi Italia, apparentemente costretta all’angolo da comuni inferociti in cerca dei tributi perduti, nella realtà, ha giocato bene le sue pedine piazzondele strategicamente per dare scacco matto. Vediamo come e perché, al contrario, i comuni abbiano fatto scelte strategiche suicide, miopi e dannose per la collettività e le finanze comunali. Per queste ragioni, nel prosieguo, analizzerò i vari aspetti di una vicenda complessa, ma non troppo, secondo il punto di vista dei vari attori che animano la scena. Ed in particolare dal punto di vista del socio privato Tributi Italia, delle due miste ASER & Nettuno Servizi che giuridicamente hanno una loro autonomia patrimoniale con obbligazioni certe verso terzi (contribuenti, dipendenti prestati al privato, fornitori, fisco…..) e dei soci pubblici che sono i Comuni di Nettuno, Aprilia, Pomezia ed Ardea. In questo scenario semplificato emergono con grande chiarezza reponsabilità e diritti dei vari attori che sinteticamente riassumo in uno scenario semplificato e dal loro punto di vista :

    TRIBUTI ITALIA
    Era da due anni consapevole che le continue acquisizioni di società similari e di fusioni con altre avevano replicato quel meccanismo già in precedenza subito dal sistema bancario che riusciva ad incassare i soli versamenti spontanei dei contribuenti mentre sui contenziosi (accertamenti, atti esecutivi, manette alle macchine, pignoramenti immobiliari) incassava appena l’1%. Man mano le anticipazioni delle banche aumentavano fino ad arrivare ad uno stop che ha provocato poi quel terremoto di cui tutti i giornali parlano (lo denunciammo cinque anni fà parlando delle “fonti di finanziamento della Publiconsult”).

    Preparandosi al peggio la società ha pensato bene di cambiare pelle, attraverso advisors di livello (Bain & Company, Livolsi & B. Partners, Studio Legale Chiomenti, PKF, Ernst & Young, Anacap ed alla fine il tocco di classe dell’avvocato di Berlusconi Ghedini) si è data una struttura istituzionale e tecnologicamente organizzata, certificando i propri bilanci, certificando accertamenti complessivi per 450 milioni di € con un aggio in suo favore di 150 milioni di €, adottando gli schemi organizzativi anti-corruzione di cui al D. Lgs. n. 231/01. Poi ha sanato i propri debiti tributari con un versamento cash di 13 milioni di €, ha cambiato management mettendo tutte faccette pulite con fedina immacolata, ha cambiato nome in Tributi Italia trasferendo la sede sociale a Roma, in Via Vittorio Veneto ed aumentando il capitale sociale a 15 milioni di € (novembre 2008), ecc….insomma si è data un gran daffare come una mignotta arricchita si dà una ripulitina esteriore di grande effetto ma sempre mignotta nell’anima resta. Poi, trascinata nel Tribunale fallimentare di Roma dalle istanze delle società che avevano rilasciato fideiussioni ai comuni, il colpo definitivo della richiesta di ristrutturazione del debito (art. 182 bis L.F.). La cancellazione dall’Albo è nei fatti un atto dovuto, proprio in ragione della sua situazione pre-fallimentare, che può essere sospeso dal Tar o comunque rivisto se il giudice fallimentare approva la ristrutturazione del debito;

    COSA SUCCEDERA A TRIBUTI ITALIA ?
    Abbiamo due sole ipotesi possibili :
    Approvazione della ristrutturazione del debito
    In questo caso i 135 comuni, i fornitori, le banche, i dipendenti (il fisco no perché è già stato pagato) potranno ricevere parte del credito vantato (tra il 40 / 50 %) in sessanta comode mensilità. Rientrerà in bonis, verrà reiscritta all’Albo se non avesse già provveduto il Tar, e potrà tranquillamente attaccare i comuni per le procedure giudiziarie irrituali che hanno seguito danneggiandola, per gli arbitrati vinti, ecc ;

    Non approvazione della ristrutturazione del debito
    In questo caso i Comuni non avranno praticamente nulla perché la società possiede soltanto beni strumentali di scarso valore (computer, mobilia….) e nell’attivo saranno presenti alcuni arbitrati vinti (Nettuno, Aprilia) per i quali il curatore avrà l’obbligo e l’interesse di chiuderli chiedendone il pagamento ai due comuni in vantaggio della massa passiva. I crediti dei comuni (arbitrati, tasse) come quelli delle banche, dei fornitori, dei dipendenti……si inseriranno nel passivo fallimentare in base al privilegio. L’operazione della chiusura del passivo sarà lunga e faticosa perché i comuni non saranno in grado di presentare (per assenza di dati) insinuazioni convincenti. Nelle more il curatore dovrà cercare di rivendere ai comuni, come stato avanzamento lavori, i 450 milioni di accertamenti nella pancia di Tributi Italia….facile ipotizzare che andranno tutti in prescrizione.

    Questo modo di vedere le cose ha condizionato poi anche la fuga dalle due miste da parte dei due sindaci con la correlata ed irragionevole scelta suicida che ebbi occasione di illustrare in un mio vecchio articolo titolato “ Salviamo il soldato Saggese……..e la politica” di cui riproduco la parte maggiormente saliente.

    “Torniamo all’Aser ed alla Nettuno Servizi fornendo qualche ragguaglio tecnico/giuridico. Le due società, pur essendo simili, presentano percorsi e responsabilità diverse. Per la Nettuno Servizi, al giovin sindaco Chiavetta, la soluzione era offerta su un piatto d’argento derivando dalla semplice applicazione della legge quando un Comune, come quello di Nettuno, viene sciolto per criminalità organizzata. La Corte dei Conti Umbra, nel 2006, condannò un Consorzio che aveva costituito una società non rendendola poi operativa andando a realizzare una “società fittizia”, ovvero una “scatola vuota”, secondo il linguaggio in uso nell’imprenditoria privata. Rilevò che le carenze strutturali nell’organizzazione aziendale della società (tale società non aveva una sede propria) hanno comportato che essa, lungi dal porre in essere realmente una qualche attività di produzione diretta dei servizi che le venivano chiesti dal Consorzio, ha semplicemente “girato” le richieste stesse agli operatori esterni (nella stragrande maggioranza dei casi già fornitori diretti del Consorzio), ponendo in essere una attività che non può neanche definirsi di “produzione indiretta o di scambio”, propria delle imprese commerciali, ossia delle imprese che attendono ad una attività di “intermediazione”, ex art. 2195 cc ma che va definita di mera “interposizione fittizia” tra il Consorzio ed i suoi precedenti fornitori. Pertanto, il danno procurato alle casse del consorzio deve attribuirsi per la maggior parte al presidente e, in misura minore al vicepresidente, che hanno omesso ogni cura nell’assicurare il concreto soddisfacimento degli interessi pubblici perseguiti dal consorzio, agendo e persistendo nella piena consapevolezza di venir meno ai loro doveri istituzionali verso la pubblica amministrazione, nonché, in misura residuale, anche ai componenti del collegio dei revisori dei conti del consorzio, per aver omesso ogni controllo sull’andamento della partecipazione del consorzio nella società partecipata.

    L’esempio calza a pennello nei casi di Nettuno Servizi ed Aser perché con il DPR del 28/11/2005 il Comune di Nettuno veniva sciolto e circa tre pagine del decreto parlano delle scelleratezze compiute nella Nettuno Servizi definita “scatola vuota” con tutte le caratteristiche illustrate in precedenza e con l’aggravante di essere stata la copertura della Tributi Italia attraverso amministratori compiacenti. Quando un Comune è sciolto per criminalità organizzata la Commissione nominata ha un potere extra ordinem che nei fatti non ha esercitato, stessa cosa il giovin sindaco (Consiglio di Stato 7335/05). L’unica spiegazione logica è che nella realtà le due miste a prevalente capitale pubblico erano incontro di mediazione tra politica e privato sull’utilizzo delle tasse pagate dai cittadini. E’ la sola spiegazione logica del perché i due comuni tengano accuratamente fuori della tenzone le miste, preferendo appellarsi ai mancati versamenti del minimo garantito e non puntando a sanare anomalie funzionali scientificamente studiate a monte riappropriandosi di una vera gestione dei tributi. Questo sbaglio, voluto, di strategia giudiziaria replica errori del passato come raccontano le illuminanti sentenze del CdS per Aprilia (n. 2461/05) dove si dice all’amministrazione Meddi di aver sbagliato procedura dovendo seguire quella del Giudice Ordinario essendo in rapporto disciplinato dal diritto societario, poi quella su Pizzo Calabro ove, in un convegno ANUTEL nel 2003, dissi ad un collega assessore di Pizzo di non risolvere il rapporto unilateralmente e di ricorrere al diritto societario : non lo fece ed il Comune fu condannato a risarcire la società privata cacciata (CdS n. 687/04). Domanda : perché tutte le amministrazioni comunali degli ultimi dieci anni (Aprilia, Pomezia, Nettuno) preferiscono fare sceneggiate e non applicare leggi semplici riportando alla legalità società fantasma e poi cacciare il privato se ci sono gli estremi? Alla fin fine che i quattrini finivano nelle casse del privato e non certo in quelle comunali è cosa antica e risaputa e coinvolge le amministrazioni di tutti i colori politici di Aprilia, Pomezia e Nettuno degli ultimi dieci anni e, diciamola tutta, perché quei quattrini sono stati il volano finanziario del sodalizio “Saggese & Politica”. “


  • valerio

    Addio Tributi Italia -Gestor Spa, a Bologn arriva Abaco
    (12/1/2010 15:49) |

    (Sesto Potere) – Bologna – 12 gennaio 2010 -Dal 1 gennaio 2010 è cambiato il Concessionario per la gestione del servizio dell’imposta sulla pubblicità, delle pubbliche affissioni, del canone di occupazione del suolo pubblico e della tassa rifiuti giornaliera.

    Al nuovo Concessionario – Abaco S.P.A (in R.T.I. con le mandanti: Engineering Tributi S.p.A. e Dogre S.r.L.), con sede legale in via F.lli Cervi n. 6, Padova – il Comune ha affidato, a seguito di gara pubblica, il servizio di cui sopra.

    Chi è tenuto al pagamento del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (permanente, temporaneo o passi carrabili), della tassa giornaliera di smaltimento rifiuti, dell’imposta sulla pubblicità (permanente o temporanea), o chi voglia affiggere manifesti, dal 1 gennaio deve quindi rivolgersi ad Abaco S.p.A. che sostituisce Tributi Italia S.p.A. che ha gestito lo stesso servizio dal 2004 al 2009.

    Il nuovo concessionario Abaco S. p.A. ha ottenuto da Tributi Italia S.p.A. di occupare temporaneamente gli uffici di Via Saffi 18; dai primi giorni di febbraio la sede del concesssionario verrà trasferita in Piazza Liber Paradisus (presso il palazzo degli Uffici Comunali).

    Il termine di pagamento per l’anno 2010 è già stato prorogato dal 31 gennaio al 30 aprile 2010 per consentire la sostituzione del concessionario. In ogni caso chi non ricevesse i bollettini di pagamento per l’anno 2010 entro metà aprile, si dovrà attivare autonomamente per il versamento in quanto il termine del 30 aprile è perentorio ed indipendente dalla ricezione del bollettino.

    A tale riguardo, il Comune evidenzia che le tariffe 2010 sono uguali a quelle del 2009.

    Il Comune di Bologna segnala infine che in questi giorni i cittadini di Bologna stanno ricevendo la notifica di atti di accertamento notificati dal vecchio Concessionario, Tributi Italia S.p.a.

    Detti atti potranno essere pagati con il bollettino allegato sui conti correnti postali intestati a Gestor Spa in quanto per il meccanismo del cash pooling, tali somme vengono riversate quotidianamente nelle casse comunali. Per ottenere informazioni o verifiche dell’atto ricevuto ci si potrà rivolgere agli sportelli del nuovo concessionario Abaco Spa ed ai numeri di telefono indicati nell’atto stesso.

    In questi primi giorni di gestione, non avendo Abaco S.p.a. ancora avuto tutte le banche dati complete ed aggiornate, si prodigherà con tutto il proprio personale per fornire le necessarie informazioni e chiarimenti ai cittadini che ne facciano richiesta.

    Poiché il passaggio di consegne delle banche dati si deve completare entro il mese di gennaio, in caso di dubbi gli atti verranno sospesi fino a quando la posizione non sarà chiarita.


  • eugenio

    CASO TRIBUTI ITALIA

    si comunicana che il TAR
    all’udienza di questa mattina
    ha preannunciato l’emissione della sentenza di merito sul ricorso entro i
    prossimi 15 giorni.
    Nel frattempo è stato confermato il provvedimento cautelare.
    Quindi, fino alla sentenza, il provvedimento di cancellazione dall’Albo
    resta sospeso.

    E LA TRIBUTI ITALIA CONTINUA A “RISCUOTERE” …INCASSA MA NON RIVERSA AI COMUNI !!!


  • valerio

    CASO TRIBUTI ITALIA

    si comunicana che il TAR
    all’udienza di questa mattina
    ha preannunciato l’emissione della sentenza di merito sul ricorso entro i
    prossimi 15 giorni.
    Nel frattempo è stato confermato il provvedimento cautelare.
    Quindi, fino alla sentenza, il provvedimento di cancellazione dall’Albo
    resta sospeso.

    E LA TRIBUTI ITALIA CONTINUA A “RISCUOTERE” …INCASSA MA NON RIVERSA AI COMUNI !!!


  • michele panella

    MA IL SINDACO E IL VICE DI RODI GARGANICO SAPEVANO DELLE DIFFICOLTA’ DELLA TRIBUTI ITALIA SPA…COME SAPEVANO CHE AVEVO 20 ANNI DI SERVIZIO..COME SAPEVANO CHE HO 48 ANNI E FAMIGLIA…!! MA LORO NELLA NUOVA GARA DI APPALTO NON MI HANNO TUTELATO….NESSUNA CLAUSOLA DI TUTELA PER ME…!!! HANNO PREFERITO SEGNALARE ALLA NUOVA AZIENDA AIPA SPA UN MIO CONCITTADINO SENZA NESSUNA ESPERIENZA E CON 15 ANNI DI ETA’ MENO DI ME..!!! IO BUTTATO PER STRADA..!!!! DISTRUTTO DAL SINDACO E DAL VICE DEL COMUNE DI RODI GARGANICO….GRANDE VERGOGNA PER LORO..!! E SONO PADRI DI FAMIGLIA..!!!


  • valerio

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