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ROMANZO Campagne elettorali, ovvero l’orgia della modestia. Arriva “Il gregge” dello scrittore Davide Grittani

Romanzo allegorico sul collasso etico e sulla scomparsa del coraggio civico

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
16 Gennaio 2024
Cultura // Manfredonia //

Foggia. Non si tratta di un romanzo politico, semmai dell’esatto contrario. Ma di un romanzo laico, distante da qualsiasi scelta e da qualsiasi seduzione ideologica. Tuttavia Il gregge (Alter Ego Edizioni; Pagg. 224; Prezzo di copertina 18,00 euro; dal 15 Febbraio in libreria e nei bookstore on line), attraverso il racconto di una brutale campagna elettorale allestita per accompagnare sulla poltrona di sindaco un fanatico razzista come il protagonista Matteo Migliore, mette a nudo il corto circuito «che ha portato la mediocrità – spiega l’autore – a diventare un modello estetico, un punto di riferimento per le nostre vite. Tutto ciò che risiede al di sopra della comune mediocrità, appare incomprensibile, inadatto ai nostri tempi, quindi eretico.

Siamo tornati a mettere al bando l’intelligenza, a perseguitare la scienza. Prima erano roghi in piazza, oggi incendi sui social media. Sono le nostre vite a chiedere banalità, la politica il primo sistema di poter ad adeguarsi».

Davide Grittani – scrittore pugliese per due volte al premio Strega, editorialista del Corriere del Mezzogiorno – firma un coraggioso romanzo sulla perdita di credibilità e sulla deroga al dissenso. «Abbiamo ceduto alla menzogna che la vita fosse altrove, che fino ad allora il nostro primitivo disincanto non avesse prodotto che umiliazioni. Così abbiamo cambiato modo di parlare, di procurarci da mangiare, mentre la borghesia svolgeva egregiamente il suo lavoro anche sulle nostre vite.

 

Abbiamo accolto come una liberazione la corruzione su cui si fonda qualsiasi emancipazione. Siamo stati così uniti da passare alla storia del nostro liceo per il romanticismo di cui, nonostante tutto, eravamo apostoli. Oggi siamo solo la copia ingiallita di un’intolleranza che si rigenera, rinvigorisce, ciclicamente ritorna. Altro che lurido branco, alle orecchie portiamo le etichette dell’ignoranza, come un gregge qualsiasi».

Quello che succede nelle pagine di questo romanzo, dentro una convulsa e drammatica ascesa al potere non senza nefandezze e colpi bassi, appartiene niente meno che al repertorio italico degli ultimi decenni. «Mi pare di poter dire – aggiunge Grittani – che tutte le vicende dei protagonisti, molti dei quali riconoscibili interpreti della nostra contemporaneità, siano solo l’allegoria di un Paese che non sa più scegliere per conto proprio e si accontenta di un farsi guidare da un “pastore” alla volta».

Tornando alle radici del romanzo, Grittani puntualizza che la ricerca del consenso «ha a che fare con tutti, perché non riusciamo più a spiegarci cosa ci accade intorno, e allora piuttosto che subirlo preferiamo percorrerlo come fossimo un gregge, appunto».

Il gregge_Cover fronte-retro (by Luca Verduchi)

Del romanzo si sono occupati, tra gli altri, anche la scrittrice Lia Levi («… quando la satira, al di là del tema su cui punta i suoi strali, riesce a raggiungere un validissimo effetto letterario, anche nei pressi della poesia») e lo scrittore Antonio Pascale («… la campagna elettorale di uno così impresentabile che non dovrebbe fare campagna elettorale, ovvero il libro che racconta dei nostri tempi, distratti e mediocri»).

«Quasi tutta la gente con la quale ho studiato, sia alle superiori a Foggia che in accademia a Milano, oggi si nutre e spesso diffonde luoghi comuni più o meno incontrovertibili sull’immigrazione, sulla povertà, sul porto d’armi e sulla solidarietà umana in genere.

Di contro – racconta Grittani – le mie incertezze, o le incertezze di chi non dispone di idee così severe, diventano inevitabilmente debolezze, tutto questo succede perché non c’è più alcuno spazio per il dubbio, per il ragionamento. E non ci sono più questi spazi di riflessione perché oggi funziona solo il sistema del gregge, dell’unione a tutti i costi – anche se non condivisa – per evitare l’esclusione. E’ stata annientata ogni tipo di identità, siamo molto oltre l’omologazione pasoliniana. Siamo al nulla che diventa struttura, sistema».

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“L’intelligenza è la capacità di adattarsi al cambiamento.” Stephen Hawking

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