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Lunedì 15 aprile 2019 la maggioranza ancora una volta non si è presentata in aula

Manfredonia. Consiglio comunale: sceneggiata, tragedia o commedia buffa?

La scelta di Salvemini dà adito a seri dubbi sulle ragioni vere di tale decisione, in contrasto con l’immagine di difensore della giustizia con cui si proponeva al popolo, con i suoi interventi in aula che gli gonfiavano le vene al collo


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Lunedì 15 aprile 2019 la maggioranza ancora una volta non si è presentata in aula e, ad eccezione di un solo consigliere, ha disertato il consiglio comunale creando le condizioni, ovvero la mancanza del numero legale, per il rinvio alla seduta di seconda convocazione fissata per giovedì 18.

Cosa significa?

Che si tratta di una convocazione ordinaria con all’ordine del giorno la discussione e approvazione dei bilanci previsionale e/o consuntivo e che tali atti possono essere approvati in prima convocazione soltanto con la maggioranza assoluta ossia con il 50%+1 degli eletti, mentre in seconda convocazione, constatata la validità della seduta con la presenza di almeno 13 consiglieri, per l’approvazione dei provvedimenti è sufficiente la cosiddetta maggioranza relativa calcolata sul totale dei presenti in aula.

Con questo stratagemma una maggioranza “sciancata” continua a fare da stampella al sindaco Angelo Riccardi, che entra ed esce spensieratamente dalla carica di primo cittadino (si è dimesso un’altra volta ed è assai probabile che ancora una volta ci ripensi), ma che si guarda bene dal dimettersi dalla presidenza dell’Asi, fregandosene dell’Anac e del Tar del Lazio che ha confermato la inconferibilità della carica alla sua persona.

Tutto come da copione a Palazzo San Domenico, con l’unica novità delle inaspettate e ‘inopportune’ dimissioni del consigliere Angelo Salvemini, eletto nella lista “Iniziativa Democratica” che ruotava nell’orbita riccardiana, dalla quale era uscito nel 2017 per dichiararsi indipendente, che aveva promosso la raccolta di firme per le DIMISSIONI CONGIUNTE, utili per sciogliere immediatamente l’intero Consiglio Comunale.

La scelta di Salvemini dà adito a seri dubbi sulle ragioni vere di tale decisione, in contrasto con l’immagine di difensore della giustizia con cui si proponeva al popolo, con i suoi interventi in aula che gli gonfiavano le vene al collo.

E invece rassegna le dimissioni quando la maggioranza sta attraversando un momento molto critico e quando l’opposizione ha raggiunto un numero che spaventa la maggioranza al punto di rimandare le sedute in seconda convocazione, perché rischiava di diventare minoranza al momento del voto.
Il consigliere ‘indipendente’ Salvemini fa questa scelta che si disallinea dal percorso che aveva intrapreso proprio all’avvicinarsi della scadenza dei fatidici 20 giorni entro i quali il sindaco dovrà confermare le dimissioni ‘irrevocabili’ o ritirarle come ha già fatto in passato, ben sapendo, Salvemini, che se avesse presentato le sue dimissioni dopo il 19 aprile, esse avrebbero assunto un significato diverso.
Egli è fin troppo scafato per non immaginare quali effetti potrebbero avere le sue dimissioni, qualora il/la “subentrante” si disallinei dalle posizioni del dimissionario: indebolire l’opposizione e dare più forza alla rattoppata maggioranza.

Solo gravissimi motivi (e noi consiglieri del Movimento 5Stelle non glielo auguriamo) potrebbero giustificarle e in attesa di conoscere e valutare queste ragioni, gli lasciamo il beneficio del dubbio.
Per la continua dell’amara sceneggiata che sta andando in scena da qualche tempo in aula consiliare, vi rimandiamo a giovedì prossimo.

GIANNI FIORE e MASSIMILIANO RITUCCI
Consiglieri Movimento 5 Stelle

Manfredonia. Consiglio comunale: sceneggiata, tragedia o commedia buffa? ultima modifica: 2019-04-16T10:59:55+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Tuo Stimatore

    Caro Angelo (Salvemini), non puoi abbandonare cosi, la gente potrebbe pensare male, io ti chiedo umilmente di ritirare le dimissioni l’opposizione senza di te e ZERO.


  • Duosiciliano Patriottico

    Gianni & Pinotto sono bravi solo a fare le telecronache.
    Salveimini, da buon legaiolo ascaro colonizzato mentale che non è altro, probabilmente si unirà a quell’altro ascaro di Taronna, però per il momento deve prima ripulire la propria immagine, sennò non può riciclarsi


  • Pasquino

    Io direi che il tutto è l’ennesima porcata messa in atto dalla maggioranza consiliare che andrà tutto a discapito dei cittadini contribuenti di questo paese. Sanno benissimo che nessuno reagirà a tali soprusi, dovuti alla loro incompetenza e sciatteria. Pantalone potrebbe anche avere la misura piena. A qualcuno potrebbe tornare in mente A Livella di Totò quando il povero defunto dice al blasonato che si scorda di essere morto e son mazzate. La corda è sempre più tesa e potrebbe anche spezzarsi.


  • Giorgio

    Vogliamo la foto di Gianni e Pinotto. Non vale . Poverini su su. Ne vedremo ancora delle belle. Quando uscirà di scena Riccardi, sai quante risate. Poverini su su.


  • La Primula rossa

    Premesso che dei 5 stelle non me ne frega un c…o una cosa mi preme dire al caro Giorgio ed al caro “due dei miei stivali” voi non siete neppure degni di nominarli perche’ a differenza di ogni opposizione che si e’ avvicendata in questi anni, almeno loro ci mettono la faccia e non sono mai scesi a compromessi a differenza di altri tra cui forse stesso sig, Salvemini, che in un momento cosi’ delicato ha preferito eclissarsi permettendo ad una fattispecie di maggioranza consunta, ipocrita e bugiarda di continuare a fare il teatrino delle marionette, con Riccardi che cambia di ruolo a secondo delle occasioni ora nelle vesti di Pinocchio ora nelle vesti da burattinaio assumendo quello di Mangiafuoco. Una volta tanto provate a ragionare con la vostra testa se ne avete una ……..


  • Valerio E.

    Gianni e Pinotto
    (L. Albertelli – S. Fabrizio)
    (musica di Meccarti; testo di Albertelli)

    Con Gianni e Pinotto
    è un gran quarantotto
    accade di tutto
    a loro perché

    perché per Gianni e Pinotto
    la vita è un risotto
    ma che vita è
    se un po’ di pepe non c’è

    E vanno i due amici
    e sono felici
    combinano un sacco di guai
    [han rotto le scarpe
    han vuote le tasche
    però non si arrendono mai

    E Gianni e Pinotto
    non fanno fagotto
    ma hanno per motto
    “in due paura non c’è”

    e così Gianni e Pinotto
    che piova a dirotto
    che venga un black-out
    non si dividono mai

    E vanno i due amici
    e sono felici
    combinano un sacco di guai
    han rotte le scarpe
    han vuote le tasche
    però non si arrendono mai

    Con Gianni e Pinotto
    È un gran quarantotto.]


  • stufo

    Commissario prefettizio!

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