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AI PA inadempiente alle regole per la conservazione dei dati

E' stato proprio il Garante italiano il primo soggetto a cercare di regolamentare l’intelligenza artificiale

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
16 Aprile 2024
Attualità // Gargano //

Le Pubbliche Amministrazioni non rispettano le regole relative alla protezione dei dati personali. È quanto emerge dall’indagine presentata alla Camera dei Deputati in occasione del Forum promosso dall’ANORC, l’Associazione Nazionale Operatori e Responsabili della Custodia di contenuti digitali che ha evidenziato come meno di una PA su dieci ha nominato un Responsabile della conservazione e solamente l’8,5% ha pubblicato il Manuale della conservazione previsto dalle Linee guida AgID.

La sicurezza dei dati è un aspetto cruciale per qualsiasi organizzazione, soprattutto quando si tratta di istituzioni pubbliche che gestiscono una vasta quantità di informazioni sensibili. Le aziende e le PA, infatti, sono chiamate a gestire e conservare documenti informatici, inclusi i metadati della posta elettronica, come ad esempio il mittente, il destinatario, la data e l’ora, l’oggetto e la dimensione del messaggio. Come riporta InfoCert – azienda leader nel Digital Trust – in un recente articolo, la predisposizione del Manuale della Conservazione digitale permette agli enti pubblici e privati di descrivere le strutture informatiche e le misure di sicurezza adottate all’interno dell’organizzazione, come ad esempio i servizi di phishing protection e i tool di controllo che valutano i dati archiviati sui supporti storage. Per garantire una protezione adeguata, gli enti pubblici devono dunque adottare misure di sicurezza avanzate, che permettano di proteggere l’intero ciclo di vita di un documento. La corretta raccolta e gestione di dati e informazioni garantisce elevati standard di sicurezza riducendo le probabilità di data breach.

Il ruolo svolto dall’AgID e dal Garante della Privacy

Durante il Forum la Presidenza dell’ANORC ha ribadito quanto sia importante pubblicare il Manuale della conservazione digitale, che deve essere redatto nel rispetto di quanto previsto dall’Agenzia per l’Italia Digitale. La conservazione dei dati è una materia propriamente italiana che si basava inizialmente su standard sviluppati dall’AgID “con grande minuziosità e lungimiranza rispetto all’Europa”.

Non a caso gli attuali modelli di conservazione e protezione dei dati sono tra i più sviluppati in Europa: un dato che, si auspica, permetterà ai provider italiani di conquistare il mercato europeo dei servizi fiduciari. Inoltre, tra le principali tematiche discusse durante il Forum spicca l’intelligenza artificiale: secondo le opinioni degli esperti è necessario adottare un quadro normativo europeo che disciplini lo sviluppo dei nuovi sistemi basati sull’AI. I nuovi modelli di intelligenza artificiale generativa rappresentano una grande opportunità di sviluppo tecnologico, che deve tuttavia essere regolamentata per evitare che vengano utilizzati i dati dei cittadini in modo improprio o illecito.

Infatti, è stato proprio il Garante italiano il primo soggetto a cercare di regolamentare l’intelligenza artificiale, limitandone l’utilizzo nei casi in cui era in palese contrasto con il codice Privacy del regolamento comunitario sulla protezione dei dati. (nota stampa)

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