Cresce anche in Puglia la mobilitazione per Ahmed Shihab-Eldin, giornalista e documentarista di origine palestinese arrestato in Kuwait, mentre si trovava in visita dai familiari. La vicenda ha suscitato forte preoccupazione a Bari, città in cui vive, lavora e insegna comunicazione e storytelling all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
Secondo quanto riportato dai promotori dell’appello, il reporter sarebbe stato fermato dopo la pubblicazione di un video che mostrava un caccia statunitense abbattuto da missili iraniani. Le accuse a suo carico sarebbero “diffusione di false informazioni”, “danno alla sicurezza nazionale” e “uso improprio del telefono”.
Il caso ha attirato l’attenzione di diverse organizzazioni internazionali impegnate nella tutela della libertà di stampa, tra cui il Committee to Protect Journalists (CPJ), che ha più volte denunciato l’uso di accuse generiche per colpire il lavoro dei giornalisti indipendenti.
Figura di rilievo nel panorama dell’informazione globale, Shihab-Eldin ha collaborato con New York Times, BBC e Al Jazeera, costruendo una carriera riconosciuta a livello internazionale. A Bari, però, è anche una presenza attiva nella vita pubblica e nelle iniziative di solidarietà per la Palestina.
Secondo i firmatari dell’appello, l’arresto si inserirebbe in un contesto più ampio di restrizioni alla libertà di espressione in Kuwait, dove la normativa prevede pene fino a dieci anni di carcere per la diffusione di notizie considerate false in ambito militare.
Dal capoluogo pugliese arriva ora una richiesta chiara alle istituzioni: dopo le prese di posizione del Comune di Bari, della Regione Puglia e dell’Università, si chiedono azioni concrete e visibili. L’appello è rivolto anche al Governo italiano, invitato ad attivarsi “tempestivamente” per ottenere il rilascio del giornalista.
“Il diritto-dovere di cronaca deve essere tutelato con fermezza da ogni Paese democratico”, si legge nel testo diffuso dagli organizzatori, che denunciano un contesto internazionale segnato da violazioni e compressione delle libertà fondamentali.
Per chiedere la liberazione di Shihab-Eldin è stato convocato un presidio pubblico giovedì 16 aprile alle ore 19 in Piazza Umberto, a Bari, aperto a cittadini, giornalisti, associazioni, sindacati e forze politiche.
Numerose le adesioni già raccolte, tra cui Global Sumud Flotilla Puglia, USB, Rifondazione Comunista Bari, Bari International Gender Festival, Cobas, Refugees Welcome Bari, UDU Bari, UDS Bari, Movimento 5 Stelle, AVS Puglia, Partito Democratico e Giovani Democratici, insieme a diverse realtà associative del territorio. L’elenco, fanno sapere gli organizzatori, è in continuo aggiornamento.



