Inchiesta

Il lato oscuro delle rinnovabili in Puglia


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Pale eoliche (www.conipiediperterra.com)

Pale eoliche (www.conipiediperterra.com)

Manfredonia – ENERGIA pulita e denaro sporco. Il ministro della Giustizia italiano Angelino Alfano ha chiesto recentemente alle procure di Roma, Cagliari, Bari e Palermo elementi in merito alle infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti per l’eolico. “Le prime tre procure – ha spiegato Alfano- hanno evidenziato l’attualità degli accertamenti in corso e la necessità di mantenere il segreto investigativo”. E i risultati non si sono fatti attendere.

LE MANI NELLA MARMELLATA – Dallo scorso 15 maggio, il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci risulta essere indagato nell’inchiesta della procura di Roma sugli appalti per l’energia eolica nell’isola. A Roma, nella medesima inchiesta, sono indagati anche il coordinatore del Pdl Denis Verdini, l’uomo d’affari Flavio Carboni, il costruttore Arcangelo Martino, il giudice tributario Pasquale Lombardi, il direttore dell’Arpas Ignazio Farris, il consigliere provinciale del Sulcis Pinello Cossu e il commissario dell’Autorità d’ambito Franco Piga.

La Dda (direzione distrettuale antimafia) ha aperto un fascicolo su possibili infiltrazioni mafiose, mentre il pm Pilia indaga sulla cessione di alcuni terreni nella zona industriale di Macchiareddu, destinati alla realizzazione di iniziative legate allo sfruttamento delle energie rinnovabili. Raggiunto dalla notizia ad una festa della polizia, Cappellacci ha commentato: ‘Saro’ giudicato dai fatti: la mia Giunta non ha concesso alcuna autorizzazione e anzi, con riferimento a energie rinnovabili e appalti, abbiamo chiuso nell’armadio a doppia mandata i vasetti della marmellata’.

IL BUSINESS DELLE RINNOVABILI – Che la “marmellata” delle energie rinnovabili faccia gola a molti, così come è avvenuto in tutte le grandi opere, (vedi ponte sullo stretto Il Ponte sullo stretto, a chi serve veramente ), è comprensibile dall’enorme mole di denaro che sta ruotando intorno al business delle rinnovabili, specie in Puglia, regione laeder nella produzione nell’energia “verde”. L’Unione europea ha puntato molto sulla produzione di questo tipo di energia con incentivi pari a 4,8 miliardi di euro per arrivare nel 2020 a produrre il 20% dell’energia totale che si consuma in Europa rispetto all’8,5% attuale.

FINANZA & ENERGIA VERDE – La società finanziaria e assicurativa Allianz di recente ha acquisito in Puglia sei parchi fotovoltaici di circa 1 megawatt di potenza ciascuno sviluppati e realizzati da Bp Solar Italia. Gli impianti, nei Comuni di Brindisi e Mesagne, sono in esercizio dalla fine dello scorso anno e sono in attesa di essere connessi. Allianz Specialized Investments è responsabile per Allianz Group degli investimenti nel solare e nell’eolico. Sempre in Puglia, SunEdison realizzerà dodici impianti fotovoltaici in provincia di Lecce con un investimento di 47 milioni di euro, che genereranno nel primo anno energia equivalente al fabbisogno di oltre 3.300 famiglie.

La conferenza stampa in Procura di Foggia (image N.Saracino)

Inchiesta eolico, la conferenza stampa in Procura di Foggia (image N.Saracino)

LE INDAGINI DELLA MAGISTRATURA – Il 29 aprile scorso nel corso dell’operazione Turbines Walking, coordinata e diretta dal Sostituto Procuratore Antonio Laronga del Tribunale di Foggia era stato eseguito il sequestro preventivo di un Parco Eolico di 51 aerogeneratori in agro di Sant’Agata di Puglia, nonché al rinvio a giudizio di 14 persone indagate I furbetti dell’eolico e Cutolo: l’amministrazione pensa alla centrale a biomasse. In questi giorni la Procura di Bari sta eseguendo accertamenti sulla realizzazione di un parco eolico in Zona di protezione speciale (Zps) a ridosso del parco nazionale dell’Alta Murgia ed ha aperto due profili d’indagine. Il primo riguarda gli atti di autorizzazione per la realizzazione degli impianti. Gli investigatori, in sintesi, stanno verificando se fosse necessaria oppure no la valutazione di incidenza ambientale da parte della Regione, oltre che il parere del Parco nazionale dell’Alta Murgia. Un secondo aspetto, invece, sul quale vige il più stretto riserbo, riguarda possibili infiltrazioni della criminalità organizzata in alcune delle società che gestiscono le torri eoliche.

INFILTRAZIONI CRIMINALI – Ma l’aspetto sul quale la Procura barese sta cercando di fare luce riguarda possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione degli impianti, l’individuazione dei terreni su cui impiantare le torri, le royalties riconosciute ai comuni nel cui territorio insistono le pale. Luigi Franzinelli, 67 anni di Molina di Ledro (Trento), coinvolto nell’inchiesta siciliana «Eolo» su presunti interessi della mafia sullo sfruttamento delle energie rinnovabili, è stato, fino all’ottobre 2006, socio di «Murgeolica» (a giudizio a Canosa), oltre che socio di decine di società che in Puglia, Basilicata, Sicilia, Lazio e Sardegna gestiscono torri eoliche.

DETURPAMENTO DI BELLEZZE NATURALI – Le indagini precedenti, coordinate dal sostituto procuratore presso la Procura di Trani,Giuseppe Maralfa, si chiusero con la citazione a giudizio di cinque persone accusate di deturpamento di bellezze naturali e violazione della normativa sulle aree protette. Nel mirino anche una «sottostazione» della società «Murgeolica» all’interno del parco, inizialmente sequestrata e subito dissequestrata, nel territorio di Spinazzola. L’inchiesta, coordinata dal pm inquirente Renato Nitti, inquirente Renato Nitti, riguarda anche la presunta violazione di una direttiva comunitaria che prevede una serie di azioni per la conservazione di numerose specie di volatili. In quanto le rotte seguite durante le migrazioni sarebbero disturbate dalle ingombranti pale.

LA PROCURA DI BARI, coordinata dal capo dell’ufficio Antonio Laudati, sta cercando di far luce sul sistema di erogazione dei finanziamenti, stanziati dall’assessorato allo Sviluppo economico, alle imprese che operano nel settore delle energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico e biomasse). Secondo indiscrezioni pubblicate sul giornale on line Barimia in Puglia i fratelli Roberto e Massimo De Santis avrebbero forti interessi nelle rinnovabili. In particolar modo, Roberto De Santis sarebbe ritenuto l’uomo di strettissima fiducia di Massimo D’Alema. Il suo nome figurerebbe in svariate società finite in inchieste giudiziarie nazionali che avrebbero individuato, ma non provato, un presunto collegamento proprio con D’Alema. Dagli incartamenti societari emergerebbe un chiaro interessamento verso il business delle rinnovabili.

LE CRITICHE DEI COMUNI – Un aspetto sul quale si è molto discusso è l’assoluta mancanza di sgravi nella bolletta della luce per i cittadini che si trovano nei siti delle energia alternative. Di fatto la Puglia esporta al nord il 90 % dell’energia prodotta nelle altre regioni e una frazione consistenze di essa si disperde nel percorso. Di conseguenza, il cittadino pugliese avrebbe il diritto a non pagare affatto l’energia prodotto nel proprio territorio. A questo si aggiunga anche la mancata detassazione a livello locale in quei comuni dove le popolazioni subiscono i vincoli ambientali e paesaggistici di parchi eolici eppure continuano a pagare luce,tarsu ed altre imposte locali. Una volta che gli incentivi Ue cesseranno sarà interessante verificare quali saranno i reali vantaggi per i cittadini “colonizzati” dalle ditte costruttrici di impianti (molte delle quali sono estere) per “un’energia più pulita e conveniente per tutti”.

Il lato oscuro delle rinnovabili in Puglia ultima modifica: 2010-05-16T19:50:30+00:00 da Agostino del Vecchio



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