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FOGGIA EPISCOPO Foggia, il pasticcio delle dimissioni: il conto politico lo pagherebbe il campo largo

Tutti gli attori della crisi ora caldeggiano il ritorno sugli scranni di Palazzo di Città. Sarebbe la certificazione del fallimento già decretato

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
16 Giugno 2026
Foggia // Politica //

Se le dimissioni della sindaca Maria Aida Episcopo dovessero essere ritirate, non sarebbe soltanto una clamorosa inversione di marcia amministrativa. Sarebbe soprattutto la certificazione di un fallimento politico che investirebbe in pieno le forze che hanno costruito e sostenuto l’attuale maggioranza: il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e le altre componenti della coalizione.

Le dimissioni di un sindaco non sono una pratica burocratica né una parentesi tattica. Sono un atto politico di estrema rilevanza, che dovrebbe rappresentare la presa d’atto di una crisi profonda e, in alcuni casi, insanabile. Per questo motivo, un eventuale passo indietro aprirebbe interrogativi inevitabili sulla reale natura di quella scelta.

Il popolo si domanda legittimamente a che gioco si sta giocando

I cittadini avrebbero il diritto di chiedersi se ci si trovi di fronte a una decisione maturata per convinzione oppure a una mossa successivamente riconsiderata alla luce di valutazioni esclusivamente politiche. Sarebbe una domanda legittima e difficile da ignorare.

Il vero problema, infatti, non sarebbe la figura della sindaca in quanto tale. Il problema sarebbe l’immagine di una coalizione che rischierebbe di apparire incapace di assumersi fino in fondo le conseguenze delle proprie scelte. Una maggioranza che prima certifica una crisi e poi tenta di ricomporla senza un chiarimento pubblico esaustivo rischia inevitabilmente di alimentare sfiducia e disorientamento.

In politica la coerenza conta ancora?

In politica la coerenza conta. E quando una vicenda assume contorni così delicati, non basta invocare la responsabilità istituzionale per convincere un’opinione pubblica già profondamente disillusa. La responsabilità non può essere una formula buona per ogni stagione. Deve tradursi in atti comprensibili, lineari e soprattutto credibili.

Il rischio è che una parte consistente dei cittadini interpreti un eventuale ritiro delle dimissioni come il tentativo di rinviare un confronto elettorale percepito come particolarmente insidioso. Che questa lettura sia corretta o meno, è inevitabile che trovi spazio nel dibattito pubblico qualora non venga accompagnata da spiegazioni chiare e convincenti.

L’opposizione fa melina e si prepara alla riconquista del palazzo

Nel frattempo colpisce il profilo basso mantenuto da una parte delle minoranze. In una fase che dovrebbe essere caratterizzata da un acceso confronto politico e istituzionale, il silenzio di molti protagonisti non passa inosservato. Ogni assenza di posizione viene osservata, interpretata e valutata dai cittadini.

La sensazione diffusa è quella di una politica sempre più concentrata sulle dinamiche interne ai partiti e sempre meno orientata al rapporto diretto con gli elettori. Una politica che spesso discute di assetti, strategie e sopravvivenza delle coalizioni mentre la città attende risposte concrete sui problemi quotidiani.

Dove sono finite trasparenza, visione e concretezza?

La questione di fondo resta semplice. Se una crisi esiste, deve essere affrontata con trasparenza. Se una crisi è superata, bisogna spiegare come e perché. Ciò che mina la fiducia dei cittadini non è il confronto politico, ma l’impressione che le decisioni più importanti possano essere guidate da convenienze contingenti anziché da una visione chiara e dichiarata.

A Foggia non si sta discutendo soltanto del destino amministrativo di una sindaca. Si sta discutendo della credibilità di un intero progetto politico. E qualora le dimissioni venissero ritirate senza una spiegazione capace di dissipare ogni dubbio, il prezzo più alto potrebbe essere pagato proprio da quelle forze che avevano promesso un nuovo modo di governare e che oggi si trovano a dover dimostrare, con i fatti, di essere all’altezza delle aspettative create.

La fiducia dei cittadini messa a dura prova

Perché la fiducia dei cittadini può essere messa alla prova molte volte. Ma ogni volta che la politica appare contraddirsi, recuperarla diventa sempre più difficile.

A cura di Maurizio Varriano.

1 commento su "Foggia, il pasticcio delle dimissioni: il conto politico lo pagherebbe il campo largo"

  1. Una analisi concreta e rispondente alla situazione reale di questi pseudo politici, vogliono tutti l’assessorato e i 9000 € al mese….sono dei poveri omuncoli senza nessun progetto politico,solo economico e null’altro.

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