Una convocazione ai Mondiali arrivata in modo del tutto insolito. È la storia di Roberto “Pico” Lopes, difensore del Capo Verde, protagonista dell’esordio storico della nazionale africana ai Mondiali 2026 contro la Spagna.
Per il Capo Verde si tratta della prima partecipazione assoluta alla Coppa del Mondo, un traguardo storico condiviso anche dal difensore classe 1992, nato a Dublino da madre irlandese e padre capoverdiano, oggi in forza allo Shamrock Rovers FC.
A rendere ancora più sorprendente la sua presenza al torneo è il modo in cui sarebbe arrivata la chiamata della nazionale. Lopes ha raccontato di essere stato contattato direttamente dalla federazione capoverdiana tramite un messaggio ricevuto su LinkedIn, inizialmente ignorato perché ritenuto poco credibile.
«Pensavo si trattasse di spam», ha spiegato il calciatore, ricordando quel messaggio in portoghese ricevuto senza immaginare che potesse trattarsi di una convocazione ufficiale.
«Un giorno ho ricevuto un messaggio in portoghese, pensavo fosse spam e ho ignorato la richiesta», ha raccontato ancora Lopes, che avrebbe lasciato il messaggio senza risposta per circa nove mesi.
Solo successivamente, grazie all’insistenza dello staff tecnico del Capo Verde nel cercare altri modi per contattarlo, il difensore avrebbe capito l’importanza di quella comunicazione. Utilizzando persino Google Traduttore, Lopes si sarebbe reso conto che il messaggio riguardava proprio la possibilità di rappresentare il Paese ai Mondiali 2026.
Il giocatore aveva già vestito la maglia della nazionale nel 2019 e partecipato alla Coppa d’Africa, ma non avrebbe mai immaginato di arrivare fino alla competizione più prestigiosa del calcio mondiale. Nel percorso di qualificazione, inoltre, è stato tra i protagonisti del cammino del Capo Verde, disputando nove delle dieci gare di qualificazione e contribuendo anche allo storico approdo ai quarti di finale della Coppa d’Africa 2024.
Prima della partenza per il Mondiale, nel quartiere di Crumlin a Dublino, amici e residenti hanno organizzato per lui una festa a sorpresa, celebrando un traguardo che rappresenta un momento storico sia per il calciatore sia per l’intero Paese africano.
Lo riporta leggo.it.



