Un terrazzo ritenuto troppo ampio, una stanza ricavata da un vano tecnico e alcuni pilastri in cemento armato non previsti nei progetti autorizzati: sono questi gli elementi al centro del procedimento giudiziario che vede coinvolta l’assessora al Turismo della Regione Puglia, Graziamaria Starace, finita a processo per presunti abusi edilizi legati a una struttura turistica di sua proprietà a Vieste, sul Gargano.
La vicenda riguarda immobili situati in un’area sottoposta a tutela paesaggistica, nelle vicinanze della spiaggia di Pizzomunno, e risale al 2022, quando la struttura fu sottoposta a un controllo da parte della Forestale. A seguito delle verifiche, furono contestate alcune irregolarità edilizie e la Procura emise un decreto penale di condanna, al quale Starace si è opposta scegliendo di affrontare il processo.
Nel corso delle indagini, l’assessora ha attribuito la responsabilità degli interventi contestati all’ex marito, Alessandro Corso, che all’epoca gestiva la struttura attraverso un contratto di comodato d’uso stipulato con la stessa Starace. Secondo la sua versione, sarebbe stato lui a realizzare le opere finite sotto osservazione degli investigatori.
La rappresentante della giunta regionale ha inoltre riferito di aver vissuto un clima di minacce e maltrattamenti, circostanza per la quale è in corso un altro procedimento giudiziario nei confronti dell’ex coniuge, che respinge le accuse e le riconduce ai dissidi maturati dopo la separazione.
Successivamente, Starace avrebbe revocato il comodato d’uso, ripreso la gestione della struttura e avviato interventi per regolarizzare la situazione, tra cui la richiesta di sanatoria per alcune opere e la demolizione di altre. Secondo la difesa, la correttezza degli interventi sarebbe stata verificata anche dalla Soprintendenza.
Nella prossima udienza, il legale dell’assessora, Alessandro Ciliberti, chiederà al giudice di riconoscere l’insussistenza del reato, mentre la decisione finale spetterà al Tribunale.
La vicenda si inserisce in un quadro giudiziario più ampio che vede Starace coinvolta anche in un’altra indagine della Procura di Foggia, nella quale risulta indagata per presunta concussione ai danni dell’ex marito insieme al sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, e al dirigente comunale Vincenzo Ragno.
L’inchiesta riguarda presunte pressioni che sarebbero state esercitate nei confronti di Corso, all’epoca gestore di uno stabilimento balneare, attraverso la minaccia della revoca di una concessione. La concessione sarebbe stata inizialmente revocata e successivamente confermata dopo la regolarizzazione di alcune criticità amministrative.
Le due vicende giudiziarie, tuttavia, non risultano collegate tra loro, se non per il coinvolgimento degli ex coniugi.
«Gli accertamenti relativi alla questione della presunta concussione sono lunghi», ha dichiarato l’avvocato Michele Vaira.
«Aspettiamo che il pubblico ministero finisca il suo lavoro e poi procederemo con il nostro», ha aggiunto il legale.
Lo riporta ansa.it.




La gentile signora dovrebbe dimettersi, risolvere i suoi problemi giudiziari e poi eventualmente rientrare in politica. Il presidente De Caro dovrebbe aiutarla a scollarla dalla poltrona.