Manfredonia

Cittadini: “ancora incidenti su SS89 per accesso ad Abbazia S.Leonardo”


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Manfredonia – ALLARME sicurezza per l’accesso alla Basilica di San Leonardo di Siponto. “Lo scorso lunedì sera – segnala un cittadino – c’è stato un tamponamento tra alcuni mezzi all’altezza dell’ingresso del sito. E’ il momento di intervenire, anche in considerazione della maggiore affluenza all’Abbazia nel periodo estivo”.

L’Abbazia di San Leonardo Abate in Lama Volara di Siponto è un centro di spiritualità affidato attualmente alla Comunità dei Ricostruttori della Preghiera. Il sito sorge lungo la Statale Garganica89, KM 175.800. Provenendo da Manfredonia verso Foggia, e viceversa, “alto il rischio” per l’accesso al sito, in considerazione dell’elevato traffico in direzione opposta. La sfiorata tragedia segue altri incidenti avvenuti nel corso degli anni. Il rettore della Chiesa, padre Ciro Mezzogori, aveva già dichiarato lo scorso aprile di aver “informato le autorità preposte dal Prefetto al sindaco di Manfredonia che hanno promesso di intervenire. Ma questa promessa – ha aggiunto – risale a due anni fa. Da allora non è intervenuto nessuno”.

In passato sarebbe stato predisposto un progetto, a cura dell’Anas, per “l’allargamento della carreggiata e la costruzione di complanari che consentissero l’accesso autonomo e dunque in sicurezza, oltre che alla chiesa di San Leonardo, ad attività turistiche che hanno uno sbocco su quella strada”. Ma il piano per la sicurezza stradale non è mai stato realizzato. Buone notizie invece per il restauro di parte della struttura, grazie ad un finanziamento di circa 7 milioni di euro dal Ministero per i beni e le attività culturali.

Abbazia di San Leonardo in Lama Volara (wikipedia). L’abbazia di San Leonardo in Lama Volara è un’abbazia situata a Siponto, a dieci chilometri da Manfredonia, in provincia di Foggia. Fondata all’inizio del XII secolo, entrò in declino già nella seconda metà del Duecento, passando sotto l’amministrazione di diversi ordini religiosi fino alla definitiva chiusura dell’ospedale nel 1809, che decretò il suo abbandono.

Storia. Non è nota la data esatta della fondazione dell’abbazia, ma si sa che nel 1127 era officiata dai canonici regolari di Sant’Agostino, dunque è verosimile che il complesso sia stato costruito all’inizio del XII secolo o alla fine dell’XI secolo. Alla fine del secolo, all’abbazia erano già affiliate altre dieci chiese della zona, alle quali se ne aggiunsero altre quattro durante la prima metà del Duecento, indice dell’importanza acquistata in breve tempo. Questo periodo, dunque la prima metà del Duecento, può considerarsi il periodo più florido per l’abbazia, dopodiché ha inizio un rapido e inesorabile declino, dato soprattutto dalla scarsità di risorse economiche. Nel 1261 l’abbazia passa ai frati dell’Ordine Teutonico, che ne fanno il centro della loro attività in Puglia, rimanendovi fino alla seconda metà del Quattrocento. Usciti di scena anche i teutonici la gestione della chiesa, ormai considerata Badia, viene assegnata in commendam ai cardinali delle diocesi locali.

Nel 1527, durante l’assedio di Manfredonia, le truppe di Odet de Foix occupano il convento, ma non dovettero procurare troppi danni se già nel 1538 la chiesa risulta officiata. Nel Seicento la chiesa passa ai frati minori i quali, durante la loro gestione, operano alcune modifiche al convento. Nel 1763, ad esempio, viene costruita ciò che oggi è la parte ancora abitabile del convento. I francescani lasciano la chiesa all’inizio dell’Ottocento, portando con sé l’originale simulacro ligneo di san Leonardo del Duecento, la statua della Madonna e le reliquie del corpo di san Celestino Martire, che vengono trasferite alla chiesa di Santa Maria delle Grazie di Manfredonia. Il Re di Napoli Gioacchino Murat, con decreto del 21 gennaio 1809, sopprimendo l’ospedale di San Leonardo, ne assegnava le rendite all’ospedale di Foggia, con l’obbligo di ricevere a mantenere gli infermi della zona di San Leonardo. L’abbazia viene completamente abbandonata. Il complesso subisce una serie di danni durante la seconda guerra mondiale, riparati nell’immediato dopoguerra da don Silvestro Mastrobuoni, che riapre la chiesa al culto e ne diventa parroco. Attualmente funge ancora da sede della parrocchia di Siponto.

Struttura. Esterno. Sulle fiancate della chiesa, una serie di mensole, interessantissime per la varietà e la delicatezza dei motivi, assolve la funzione di sostenere la cornice, nella quale si raccolgono e scorrono le acque piovane del tetto. Numerosi archetti, divisi in serie di tre ciascuna da lesene, con quattro monofore, denunciano un motivo dominante nell’architettura romanica. Sul retro della chiesa si osservano le tre absidi, costruite con lo sviluppo della chiesa primitiva, che era di forma quadrata, come ordinariamente erano le chiese bizantine, di cui qui c’è traccia per i disegni geometrici di un frammento dell’architrave. L’abside centrale è decorata da mostri sporgenti a corona, che simboleggiano i demoni fuori del tempio.

La facciata a salienti denuncia la presenza di tre navate interne e consente la vista del tamburo ottagonale, ricoprente una delle volte coniche, abbellito e alleggerito da archetti, a tutto sesto, poggianti su fasce a sezione rettangolare. La sequenza di archetti pensili e lesene, che interrompono e ripartiscono l’insieme, non è uniforme sui lati poiché quello di sinistra è più antico.

Interno. L’interno della chiesa è caratterizzato dallo strano aspetto della navata destra: questa, infatti, non esisteva in origine e fu aggiunta in seguito, addossandola all’ex-muro esterno, oggi muro interno alla chiesa. Alcuni affreschi e scudi crociati teutonici riportano alla metà del Duecento. Nella volta centrale troviamo un piccolo rosone. Tutti gli altri che vi erano precedentemente, dando al tempio un aspetto confuso e disarmonico furono rimossi durante i restauri barocchi. Una lapide all’interno, sulla porta centrale, ricorda la data di riapertura al culto (1950), dopo più di un secolo di totale abbandono. Opera pregevolissima è il grande Crocifisso ligneo del Duecento, alto due metri e mezzo circa, restaurato per interessamento della Soprintendenza ai Monumenti e alle Gallerie della Puglia e custodito nella Cattedrale di Manfredonia.

Nella giornata del 21 giugno, il Sole proietta un fascio luminoso attraverso il “foro gnomonico” posto sul tetto della Chiesa, gettando un’ombra con il motivo a croce. Al momento in cui il sole è allo zenit,la croce risulta posizionata perfettamente al centro tra le due colonne adiacenti l’ingresso nord della Chiesa.

Curiosità. Tra il 2000 e il 2001, la facciata, alcuni esterni ed alcuni interni dell’abbazia sono stati utilizzati dal regista Pupi Avati per il suo film I cavalieri che fecero l’impresa. Nel film sono riconoscibili nella scena in cui tre dei cinque protagonisti della storia, ovvero Vanni delle Rondini, Ranieri di Panico e Giacomo d’Altogiovanni (impersonati rispettivamente da Thomas Kretschmann, Marco Leonardi e Raoul Bova) bussano alla porta del monastero per cercare ospitalità e riposo durante il loro viaggio e vengono in seguito imprigionati dal padre superiore, poiché Giacomo è indemoniato, all’insaputa dei suoi due compagni, che vengono di conseguenza considerati suoi complici e condannati.

Bibliografia
– San Leonardo di Siponto tra storia e arte, di Alberto Gentile
– Hubert Houben, a cura di: San Leonardo di Siponto. Cella monastica, canonica, domus Theutonicorum. Atti del Convegno Internazionale (Manfredonia, 18-19 marzo 2005. Galatina: Mario Congedo editore 2006 ISBN 88-8086-674-5

LAVORI RESTAURO ABBAZIA SIPONTO

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Cittadini: “ancora incidenti su SS89 per accesso ad Abbazia S.Leonardo” ultima modifica: 2014-07-16T16:44:51+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Santo

    Prima di tutto da Manfredonia andando verso foggia non ci accede tagliano la strada come vichinghi

    Secondo se si rispettassero le regole andando alla velocità consentita da foggia verso manfredonia non servirebbe inchiodare per entrare a san Leonardo

    Rispettate le regole!!!!!!!


  • CapitanHarlock79

    ..purtroppo caro concittadino il poroblema e’che alla stupidita’ ed alla ingnoranza non c’e’ legge che tenga…


  • Dacumba

    Vorrei rispondere a capitanHarlock79 stia zitto se ne torni al suo paese perché noi di Manfredonia siamo fatti così


  • Michele

    Da umbra, gente come te dovrebbe …………..


  • aldo caroleo

    Come ho stigmatizzato nella sala Consiliare del Comune quando furono presentati i progetti per i vari restauri, a parte la mia personale opinione contraria sulla realizzazione del Museo della Siponto Antica a san Leonardo ( perché no nel sito naturale di Capparelli parte integrante dell’insediamento romano e Medievale?) espressi soprattutto la perplessità, derivante da una esperienza personale sull’arrivo a san Leonardo e al suo accesso, chiedendo semplicemente dove si metterebbero gli automezzi (autobus e le auto in generale) dei turisti culturali che ovviamente saranno richiamati sia dall’abbazia nella nuova veste, che dal Museo di Siponto? Ovviamente, da noi, si fanno prima i piani superiori e poi si pensa alle infrastrutture solo che, in questo caso, ben evidenziato da don Ciro ne va di mezzo la sicurezza delle persone per l’alta pericolosità dovuta al traffico ma soprattutto all’alta velocità su quel tratto di strada.
    aldo caroleo archeoclub siponto

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