Si è svolta nella sede di Confesercenti a Foggia la conferenza stampa promossa dai Comitati Misti Consultivi della ASL Foggia e dell’Azienda Policlinico, durante la quale è stato presentato un documento con una serie di proposte per affrontare il pesante disavanzo sanitario registrato nel 2025, che ha portato la Regione Puglia all’introduzione dell’addizionale IRPEF e al blocco del reclutamento del personale.
Il documento è stato successivamente trasmesso alla Presidenza della Regione Puglia con l’obiettivo di contribuire all’individuazione di soluzioni strutturali per contenere la spesa e garantire la continuità dei servizi sanitari.
Ad aprire i lavori è stato il presidente dei Comitati Misti Consultivi, Walter Mancini, che ha evidenziato il ruolo svolto dagli organismi nella fase di analisi delle cause che hanno determinato il disavanzo e nella definizione delle proposte emerse anche durante l’incontro dedicato al tema, svoltosi il 10 giugno scorso a Palazzo Dogana.
Il dottor Antonio Battista, esperto in programmazione e organizzazione sanitaria, ha illustrato i contenuti del documento, soffermandosi in particolare sulla necessità di una revisione dei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale tra le Regioni, ritenuto comunque insufficiente rispetto ai bisogni del sistema sanitario.
Tra le misure indicate figurano la revisione del sistema delle esenzioni dal pagamento del ticket, la rimodulazione delle Strutture Complesse e dei Dipartimenti, una maggiore flessibilità nell’utilizzo del personale, interventi sulla spesa farmaceutica, sulla mobilità passiva e sull’acquisizione di beni e servizi.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre ricordato che la Regione Puglia ha già recepito alcune indicazioni, intervenendo sulla riduzione delle consulenze e sulla gestione della libera professione intramuraria.
Durante la conferenza è stato fatto anche il punto sulla situazione economico-finanziaria del sistema sanitario regionale. Secondo quanto emerso, al primo trimestre 2026 il saldo certificato evidenzia un disavanzo di circa 90 milioni di euro, con una previsione di ulteriore peggioramento nel secondo trimestre.
Una situazione definita preoccupante, che richiede interventi tempestivi per evitare di arrivare alla fine dell’anno con una nuova emergenza finanziaria analoga a quella registrata nel 2025.
A incidere sui conti sono soprattutto l’aumento della spesa per farmaci e dispositivi sanitari, considerato in larga parte giustificato, e i maggiori costi legati all’integrazione dei turni del personale del servizio di emergenza 118, pari a circa 24 milioni di euro.
Sul fronte dell’assistenza ai cittadini, le principali criticità riguardano il sistema dell’emergenza sanitaria, con particolare riferimento al 118, i Pronto Soccorso di diversi ospedali e il funzionamento delle guardie turistiche.
Restano inoltre aperte diverse situazioni di difficoltà che coinvolgono Casa Sollievo della Sofferenza, le Case di Comunità non ancora operative per carenza di personale e i Centri di Riabilitazione, alle prese con un aumento dei costi di gestione senza un adeguamento delle tariffe.



