BARI – Ridurre il deficit della sanità regionale attraverso un contenimento della spesa farmaceutica. È questo l’obiettivo della manovra approvata dalla Giunta regionale guidata dal presidente Antonio Decaro, che punta a recuperare circa 15 milioni di euro nel 2026 intervenendo sull’appropriatezza delle prescrizioni e sulla razionalizzazione degli acquisti di farmaci.
Il provvedimento rimodula i tetti di spesa assegnati alle Asl per i medicinali distribuiti direttamente dalle strutture sanitarie e per quelli erogati attraverso centri specialistici e farmacie ospedaliere. L’attenzione della Regione si concentra soprattutto sulle prescrizioni ritenute inappropriate, con particolare riferimento ad antibiotici, farmaci contro l’obesità, medicinali per il controllo del colesterolo e antidepressivi.
La stretta arriva dopo il forte incremento della spesa registrato nel 2025, cresciuta di circa 90 milioni di euro. In Puglia la spesa per i farmaci a distribuzione diretta è aumentata del 7,65% rispetto al 2024, un dato superiore di 1,40 punti percentuali rispetto alla media nazionale.
L’obiettivo indicato dal presidente Decaro e dall’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, è riportare progressivamente la spesa farmaceutica sotto la media italiana, con una riduzione dello scostamento pari a 1,36 punti nel 2026, 1,77 nel 2027 e 2,68 nel 2028.
Restano esclusi dai tetti di spesa i farmaci oncologici, quelli destinati al trattamento delle malattie rare e gli anticorpi per l’immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale (Vrs), considerati terapie ad alto costo e non comprimibili. Per le altre categorie terapeutiche la Regione prevede di ricorrere, ove possibile, a gare d’appalto per l’acquisto di farmaci equivalenti o alternativi.
Un ruolo centrale sarà affidato ai direttori generali e ai direttori sanitari delle Asl, chiamati a vigilare sui comportamenti prescrittivi e a segnalare alla Regione eventuali violazioni reiterate delle disposizioni. Nei casi più gravi potrà essere disposta l’esclusione dei centri dall’elenco delle strutture autorizzate. I controlli interesseranno anche i centri operanti nelle strutture private accreditate.
Sotto osservazione finiscono le categorie terapeutiche che nel 2025 hanno inciso maggiormente sull’aumento della spesa: farmaci per il colesterolo, medicinali dermatologici, alcuni antidiabetici e trattamenti contro l’obesità. Verifiche saranno effettuate anche sull’utilizzo dei gas medicali, in particolare sull’ossigenoterapia liquida domiciliare, per la quale la Regione segnala possibili casi di impiego non appropriato.
La manovra riguarda inoltre la spesa farmaceutica convenzionata, ossia quella relativa ai medicinali distribuiti dalle farmacie territoriali. Il monitoraggio interesserà soprattutto i farmaci per colesterolo e trigliceridi, gli inalatori per asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), gli antibiotici, gli antipertensivi, i medicinali per il controllo del tono dell’umore, gli antiepilettici e i farmaci per il fegato e le vie biliari, comparti nei quali la Puglia registra consumi superiori alla media nazionale.
«L’aumento di questa voce di spesa è dovuto in parte a decisioni assunte a livello nazionale, come le nuove regole di remunerazione delle farmacie e il trasferimento di alcuni farmaci dal canale ospedaliero a quello territoriale, ma anche a criticità legate all’appropriatezza prescrittiva e all’utilizzo ancora eccessivo degli antibiotici», spiegano dalla Regione.
Per questo gli obiettivi di contenimento saranno collegati direttamente all’attività dei medici prescrittori e degli uffici aziendali e distrettuali incaricati dei controlli, con l’obiettivo di garantire una maggiore appropriatezza delle prescrizioni e un utilizzo più razionale delle risorse del sistema sanitario regionale. Lo riporta retegargano.it




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