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CARDIOLOGIA SAN CAMILLO Manfredonia, la Cardiologia del “San Camillo de Lellis” introduce i pacemaker di nuova generazione: primi interventi eseguiti con successo

L'ospedale amplia l'offerta terapeutica con la stimolazione del sistema di conduzione cardiaca.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
16 Luglio 2026
Cronaca // Manfredonia //

MANFREDONIA – Un ulteriore passo avanti nella cardiologia interventistica arriva dall’ospedale “San Camillo de Lellis” di Manfredonia, dove sono stati eseguiti i primi impianti di pacemaker con stimolazione del sistema di conduzione cardiaca (Conduction System Pacing, CSP), una delle tecniche più innovative oggi disponibili per il trattamento delle aritmie e dei disturbi della conduzione elettrica del cuore. L’introduzione della nuova metodica amplia l’offerta dell’Unità Operativa di Cardiologia diretta da Vincenzo Raddato e consolida il percorso di crescita tecnologica del presidio ospedaliero.

L’adozione della CSP rappresenta un cambiamento significativo rispetto ai tradizionali sistemi di elettrostimolazione cardiaca. Nei pacemaker convenzionali la stimolazione avviene generalmente nel ventricolo destro, una modalità che, pur risultando efficace, può alterare nel tempo la naturale sincronizzazione della contrazione cardiaca.

La nuova tecnica, invece, sfrutta direttamente il sistema fisiologico di conduzione elettrica del cuore, permettendo all’impulso di seguire il percorso naturale e favorendo una contrazione più armonica del muscolo cardiaco. In questo modo si punta a preservare nel tempo la funzionalità del cuore e a limitare le alterazioni meccaniche che possono comparire con la stimolazione tradizionale.

L’introduzione della metodica non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in un programma di sviluppo dell’Unità Operativa di Cardiologia del presidio sipontino, che negli ultimi anni ha progressivamente ampliato il numero delle procedure disponibili.

Oggi il reparto esegue impianti di pacemaker monocamerali, bicamerali e biventricolari per la terapia di resincronizzazione cardiaca, impianti di defibrillatori automatici (ICD), procedure con stimolazione fisiologica del sistema di conduzione, impianto di loop recorder per la diagnosi delle aritmie e delle sincopi, oltre alle cardioversioni elettriche per il trattamento della fibrillazione atriale persistente. Un’offerta assistenziale che consente di seguire il paziente lungo l’intero percorso diagnostico e terapeutico senza ricorrere, in molti casi, al trasferimento verso altri centri specializzati.

I primi interventi con la nuova tecnica sono stati effettuati su due pazienti molto anziani, una donna di 85 anni e un uomo di 89 anni. Secondo il direttore della Cardiologia Vincenzo Raddato, l’avvio della CSP rappresenta un importante traguardo per il reparto e permette di offrire una modalità di stimolazione maggiormente aderente alla fisiologia del cuore, scegliendo di volta in volta la strategia terapeutica più adatta alle caratteristiche cliniche del singolo paziente.

Il responsabile della struttura sottolinea inoltre come il progressivo ampliamento delle procedure disponibili confermi la volontà dell’ospedale di investire contemporaneamente in innovazione tecnologica, formazione del personale e qualità dell’assistenza, con l’obiettivo di garantire ai cittadini della provincia percorsi diagnostici e terapeutici sempre più avanzati.

L’adozione della CSP trova riscontro anche nelle più recenti evidenze scientifiche internazionali. Negli ultimi anni la ricerca ha infatti dedicato crescente attenzione alla cosiddetta stimolazione fisiologica del cuore, considerata una possibile evoluzione rispetto alle tecniche convenzionali.

Come evidenziato dalla Direzione sanitaria della ASL Foggia, studi recenti indicano che la stimolazione del sistema di conduzione può rappresentare una valida alternativa ai pacemaker tradizionali e, in alcuni pazienti, anche alla terapia di resincronizzazione cardiaca. Una meta-analisi richiamata nel comunicato segnala una riduzione della mortalità generale e dei ricoveri per scompenso cardiaco nei pazienti sottoposti a questa metodica, pur precisando che sono ancora in corso ulteriori studi destinati a valutarne gli effetti nel lungo periodo.

L’investimento nella nuova tecnologia conferma la volontà della ASL Foggia di rafforzare la rete cardiologica provinciale, valorizzando anche i presìdi ospedalieri periferici attraverso l’introduzione di procedure altamente specialistiche.

Per il “San Camillo de Lellis” si tratta di un ulteriore tassello in un percorso di crescita che negli ultimi anni ha visto il potenziamento dell’elettrofisiologia e dell’elettrostimolazione cardiaca. L’obiettivo è consolidare il ruolo dell’ospedale di Manfredonia come punto di riferimento per la diagnosi e il trattamento delle aritmie, offrendo ai pazienti della Capitanata prestazioni sempre più avanzate senza la necessità di rivolgersi a strutture extraregionali.

L’introduzione della stimolazione del sistema di conduzione cardiaca rappresenta dunque non solo un aggiornamento tecnologico, ma anche un investimento sulla qualità delle cure e sull’accessibilità dell’assistenza sanitaria, in un settore nel quale innovazione e tempestività possono incidere in modo determinante sulla qualità della vita dei pazienti.

1 commento su "Manfredonia, la Cardiologia del “San Camillo de Lellis” introduce i pacemaker di nuova generazione: primi interventi eseguiti con successo"

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