MONTELEONE DI PUGLIA – Se c’è un giorno capace di racchiudere il significato più profondo dell’estate monteleonese, quel giorno è certamente il 16 agosto. Sulla vetta dei Monti Dauni, tradizione e fede si incontrano nella festa che, da generazioni, è probabilmente la più sentita dalla comunità di Monteleone di Puglia: la festa di San Rocco.
Non è soltanto una ricorrenza religiosa. È uno di quei giorni segnati sul calendario della memoria, prima ancora che su quello civile. Le famiglie si ritrovano, gli amici tornano ad abbracciarsi e tanti monteleonesi che nel corso degli anni hanno dovuto lasciare il paese per ragioni di lavoro o di vita fanno ritorno nel borgo. C’è chi arriva dalle città del Nord Italia e chi affronta un viaggio ben più lungo, tornando dall’estero nei luoghi della propria infanzia e delle proprie radici.
Perché il 16 agosto, a Monteleone, significa anche questo: tornare a casa.
Al centro di tutto c’è San Rocco, una delle figure più popolari della devozione cristiana europea. La sua vicenda storica conserva alcuni elementi incerti, ma la tradizione lo vuole originario di Montpellier e pellegrino in Italia nel XIV secolo. Durante le terribili epidemie di peste che attraversavano l’Europa, Rocco avrebbe dedicato la propria vita all’assistenza degli ammalati, fino ad ammalarsi egli stesso. Il culto si diffuse enormemente soprattutto a partire dalla fine del Medioevo e San Rocco divenne il grande protettore invocato contro la peste e le malattie contagiose, oltre che patrono dei pellegrini e degli infermi.
L’iconografia lo ha consegnato ai secoli con gli abiti del pellegrino, il bastone, la piaga sulla gamba e il fedele cane che, secondo la tradizione, gli avrebbe portato ogni giorno un pezzo di pane mentre era malato e isolato.
Una devozione che ha trovato terreno fertile anche nei piccoli centri rurali e montani del Mezzogiorno. Nei Monti Dauni, come in moltissimi borghi italiani, San Rocco è diventato nel tempo una presenza familiare, un Santo al quale affidare la comunità nei momenti di paura e difficoltà. Non sorprende, dunque, che ancora oggi il 16 agosto sia una delle date religiose maggiormente sentite in numerosi paesi del territorio.
A Monteleone di Puglia la giornata comincia presto.
La prima Santa Messa del mattino, alle 8.30, celebrata nella Chiesa Madre di San Giovanni Battista, vede tradizionalmente la partecipazione dei fedeli provenienti dalla vicina Orsara di Puglia, comunità da sempre legata a questo appuntamento. Un gesto che si rinnova negli anni e che racconta anche la capacità della devozione popolare di superare i confini comunali e unire comunità diverse intorno alla stessa tradizione.
In tarda mattinata, ore 11.00, arriva poi uno dei momenti più attesi: la Santa Messa solenne, seguita dalla processione.
L’effigie di San Rocco lascia la Chiesa Madre e attraversa Monteleone. Il percorso cerca di raggiungere le diverse vie del paese, quasi a voler portare simbolicamente la presenza e la benedizione del Santo davanti alle case, agli anziani affacciati alle finestre, alle famiglie, a chi è rimasto tutto l’anno e a chi è tornato soltanto per qualche giorno.
È forse questa una delle immagini più autentiche del 16 agosto monteleonese: San Rocco che attraversa il suo paese e il paese che si stringe intorno a San Rocco.
Accanto alla dimensione religiosa vive poi quella popolare. Per l’intera giornata non manca la storica fiera di San Rocco, altro appuntamento profondamente radicato nella tradizione locale. Bancarelle, incontri, passeggiate e quel continuo incrociarsi di volti conosciuti trasformano le strade del borgo in un grande luogo di ritrovo.
Quando arriva la sera, la festa cambia ritmo e lascia spazio alla musica. Protagonista dell’edizione 2026 sarà Lorenzo Fragola, cantautore catanese classe 1995, diventato noto al grande pubblico con la vittoria dell’ottava edizione di X Factor nel 2014. Il suo brano d’esordio “The Reason Why” conquistò il doppio disco di platino; l’anno successivo arrivò il Festival di Sanremo con “Siamo uguali” e l’album 1995, che debuttò al primo posto della classifica italiana. Fragola tornò poi sul palco dell’Ariston nel 2016 con Infinite volte.
Una carriera costruita tra pop e cantautorato, segnata da brani come “The Reason Why”, “Siamo uguali” e “Luce che entra”, ma anche da collaborazioni di grande successo. Tra queste spicca “L’esercito del selfie”, tormentone dell’estate 2017 firmato da Takagi & Ketra e interpretato dalle voci di Lorenzo Fragola e Arisa, diventato uno dei brani simbolo di quella stagione. Il concerto accompagnerà così Monteleone verso l’ultima parte di una giornata lunghissima. Poi gli immancabili fuochi d’artificio, che illumineranno la notte sulla vetta dei Monti Dauni, e quindi la Notte Bianca, destinata a proseguire fino all’alba.
Fede, musica, fiera, incontri, famiglie e ritorni. Ma soprattutto memoria.
Perché ci sono feste che appartengono a un calendario e altre che appartengono a un popolo. A Monteleone il 16 agosto è il giorno in cui chi è rimasto aspetta chi ritorna, chi ritorna ritrova le proprie radici e, dietro San Rocco, un intero paese torna a camminare insieme.
A cura di Michele Ciani




Articolo molto interessante,scritto da un giornalista molto competente
Il cognome mi ricorda Michele e Concetta
Ciani.
Non è che sei suo nipote ?
Hai espresso con semplicità e POESIA cosa è stato, è, e sono sicura sarà per Monteleone e per monteleonesi San Rocco. Grazie
Dalle tue commoventi parole traspare il Tuo essere un GRANDE Monteleonese
ed è evidente l’amore che provi per questo splendido paese e le sue positive tradizioni.