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CARBURANTI GASOLIO Carburanti, nuovo record per il gasolio: 2,191 euro al litro. “Situazione surreale”

I prezzi dei carburanti continuano a salire e il gasolio raggiunge il livello più alto mai registrato nelle serie storiche dal 2005

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
16 Settembre 2026
Economia // Prima pagina //

I prezzi dei carburanti continuano a salire e il gasolio raggiunge il livello più alto mai registrato nelle serie storiche dal 2005. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio settimanale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sui prezzi di benzina e gasolio.

Nell’ultima settimana il prezzo medio della benzina è arrivato a 2,084 euro al litro, mentre quello del gasolio ha raggiunto 2,191 euro al litro. Rispetto ai livelli precedenti all’inizio della guerra in Medio Oriente, gli aumenti sono rispettivamente del 25 e del 27 per cento.

Il dato sul gasolio è particolarmente significativo: il prezzo ha superato anche i massimi raggiunti nelle prime settimane della guerra in Ucraina. La benzina, invece, non ha ancora oltrepassato il precedente record, quando il prezzo arrivò vicino ai 2,20 euro al litro.

A pesare sui mercati è ancora la complessa situazione internazionale. Nonostante gli attacchi tra Stati Uniti, Israele e Iran e quelli tra Iran e Paesi del Golfo siano diminuiti rispetto alla fase iniziale del conflitto, i negoziati tra Iran e Stati Uniti risultano fermi e lo stretto di Hormuz resta chiuso.

Attraverso lo stretto di Hormuz, situato tra Iran e Oman, in condizioni normali transita circa un quinto del petrolio commerciato nel mondo. Una parte consistente dei flussi è ora bloccata, con conseguenze dirette sul mercato internazionale.

A complicare ulteriormente il quadro è intervenuta anche la crisi legata agli Houthi, la milizia sciita alleata dell’Iran che controlla buona parte dello Yemen e che ha assunto il controllo dello stretto di Bab el Mandeb, tra Yemen e Gibuti.

Da questo passaggio marittimo transitava una parte del petrolio che l’Arabia Saudita era riuscita a dirottare attraverso lo oleodotto Est-Ovest, utilizzato per aggirare le difficoltà legate alla chiusura di Hormuz. L’oleodotto è stato inoltre attaccato nei giorni scorsi e successivamente chiuso.

Il risultato è una situazione sul mercato petrolifero che presenta elementi di forte tensione. Il prezzo del petrolio è tornato sopra i 100 dollari al barile, contro i circa 70 dollari precedenti alla guerra, e il rincaro si trasferisce progressivamente sui prezzi dei carburanti alla pompa.

Dal mese di marzo il governo italiano ha cercato di contenere l’impatto degli aumenti attraverso riduzioni temporanee e variabili delle accise, le imposte applicate in misura fissa su ogni litro di carburante. La misura ha garantito agli automobilisti uno sconto massimo di circa 24 centesimi al litro, a fronte di un costo complessivo per lo Stato di circa 2 miliardi di euro in quasi sette mesi.

Lo sconto sulle accise rappresenta inoltre una misura di immediata percezione per gli automobilisti e di particolare rilevanza nel dibattito politico. Il governo ha continuato a rinnovarlo di volta in volta, anche mentre si discuteva della possibilità di sostituirlo con strumenti maggiormente mirati.

Attualmente è previsto, fino a giovedì 17 settembre, uno sconto sulle accise del gasolio di 17 centesimi al litro, considerando anche la conseguente riduzione dell’IVA, calcolata sul prezzo complessivo del carburante comprese le accise.

Per la benzina, invece, lo sconto sulle accise è terminato all’inizio di luglio e il carburante viene quindi venduto a prezzo pieno. Il governo ha scelto di concentrare le risorse sul gasolio perché viene utilizzato in misura rilevante nei trasporti e nei settori industriale e agricolo, mentre la benzina è destinata soprattutto alle automobili private.

L’aumento del prezzo del gasolio può avere conseguenze più ampie sui consumatori, proprio per il suo impiego nella logistica, nell’agricoltura e nei processi produttivi. I maggiori costi di trasporto e produzione possono infatti trasferirsi sui prezzi di numerosi beni e contribuire alla crescita dell’inflazione.

Con la scadenza della misura ormai imminente, il governo deve decidere come intervenire: tra le ipotesi c’è il rinnovo dello sconto sulle accise, come avvenuto finora, oppure l’introduzione di un meccanismo alternativo e più selettivo.

A inizio settembre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti avevano indicato l’intenzione di valutare interventi maggiormente indirizzati alle fasce della popolazione con redditi più bassi. L’obiettivo sarebbe anche quello di modificare il carattere generalizzato dello sconto sulle accise, che viene riconosciuto indipendentemente dal reddito del consumatore.

Tra le ipotesi discusse da tempo c’è un bonus carburante destinato alle persone con redditi più bassi, ma la sua realizzazione richiederebbe l’individuazione di un sistema per erogare il beneficio, ad esempio attraverso un credito d’imposta o un voucher.

Negli ultimi giorni è emersa anche l’ipotesi di uno sconto sul bollo auto, una soluzione che però difficilmente avrebbe effetti immediati, considerando che gran parte degli automobilisti ha già provveduto al pagamento del bollo relativo all’anno in corso.

Lo riporta ilpost.it.

3 commenti su "Carburanti, nuovo record per il gasolio: 2,191 euro al litro. “Situazione surreale”"

  1. Governo di irresponsabili e collusi. L’inflazione è altissima e se non agite distruggerete il potere di acquisto di milioni di famiglie! Meloni sei una irresponsabile e ipocrita devi eliminare subito molte accise e non prese per i fondelli dei bonus del cazzo! Taiani colluso con i poteri forti che si stanno arricchendo alla grande! Salvini pallone gonfiato, opposizioni complici, incapace di mobilitare il popolo alla protesta, Generale Vannacci dove sei? Conte ancora peggio…state portando l’Italia allo sfascio totale perché tutta la politica italiana, nessun partito o movimento è onesto! Siete tutti complici dei poteri forti nazionali e internazionali!

  2. Ops..dimenticavo…meno accise secolari e più tasse sugli extra profitti realizzati nel settore energetico e bancario! Controlli implacabili e severi su chi gode di prezzi agevolati per la propria attività produttiva affinché non facciano i pieni alle loro auto e mezzi privati!

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