Le extension per le ciglia, sempre più diffuse come trattamento estetico, potrebbero favorire la proliferazione di acari microscopici normalmente presenti sulla pelle umana. A evidenziarlo è un nuovo studio condotto su 345 giovani donne tra i 16 e i 28 anni, presentato in occasione del 44° Congresso della Società Europea di Chirurgia della Cataratta e Refrattiva (ESCRS).
Il protagonista della ricerca è il Demodex folliculorum, conosciuto come demodecio dei follicoli, un piccolo acaro appartenente alla sottoclasse degli aracnidi. Vive principalmente sul viso, dove trova condizioni favorevoli grazie all’abbondanza di ghiandole sebacee. Sebbene normalmente innocuo, in determinate circostanze può contribuire allo sviluppo di disturbi cutanei e oculari, tra cui la demodicosi.
Secondo il team di ricerca ucraino guidato dalla professoressa Tetiana Zhmud, del Dipartimento di Oftalmologia della National Pirogov Memorial Medical University di Vinnytsia, l’utilizzo frequente delle extension potrebbe creare un microambiente ideale per la proliferazione del Demodex, soprattutto nella zona delle palpebre.
Lo studio ha coinvolto 345 ragazze di età compresa tra 16 e 28 anni. Circa il 25% aveva utilizzato extension per le ciglia almeno una volta. Tra queste, l’85% si era sottoposta al trattamento almeno dieci volte, mentre quasi il 60% ricorreva abitualmente alla procedura, tornando dall’estetista ogni 20-30 giorni.
I disturbi riferiti dalle partecipanti includevano lacrimazione, prurito, arrossamento e fastidio dopo l’applicazione. Inoltre, l’85% delle giovani sottoposte a esami delle ghiandole di Meibomio, responsabili della produzione della componente oleosa che protegge dalla secchezza oculare, ha evidenziato segnali di disfunzione.
Per approfondire il possibile legame tra questi sintomi e la presenza dell’acaro, i ricercatori hanno esaminato le ciglia e le palpebre attraverso un microscopio ottico con ingrandimenti compresi tra 100 e 400 volte.
Il risultato ha evidenziato la presenza del Demodex folliculorum nel 96% delle ragazze con extension sottoposte all’analisi. In 18 delle 25 partecipanti esaminate sono stati inoltre riscontrati segnali compatibili con la demodicosi, tra cui desquamazione cutanea, anelli di cheratina alla base delle ciglia, irritazione dei margini palpebrali, iperemia, edema e ciglia adese.
Gli autori precisano che la ricerca non ha previsto, per il momento, un confronto diretto con ragazze che non utilizzano extension. Saranno quindi necessari ulteriori studi per verificare con maggiore precisione il rapporto tra trattamento estetico e proliferazione degli acari.
«Le extension per ciglia sono una procedura cosmetica estremamente popolare tra le giovani donne perché donano l’aspetto di ciglia più lunghe e folte senza bisogno di mascara. Allo stesso tempo, ci sono sempre più prove che suggeriscono che questa procedura possa creare problemi sulla superficie dell’occhio, tra cui irritazione, sintomi di secchezza oculare e disfunzione delle ghiandole di Meibomio. Tuttavia, la relazione tra extension per ciglia e demodicosi rimane ancora poco chiara», ha spiegato la professoressa Zhmud, autrice principale dello studio.
L’esperta ha aggiunto che, per una corretta gestione delle extension, può essere utile prestare particolare attenzione all’igiene delle palpebre, utilizzando prodotti ipoallergenici e privi di conservanti. «Nei soggetti con infestazione da Demodex confermata, si può prendere in considerazione un ciclo di trattamento antiparassitario», ha aggiunto.
Un ulteriore elemento di interesse è stato sottolineato dalla professoressa Sorcha Ni Dhubhghaill, presidente del Comitato Cornea dell’ESCRS e docente presso UZ Brussel.
«Sebbene questi acari siano comuni, in genere non ne vediamo molti nelle donne più giovani. Di solito, se sono presenti sulle ciglia, li riconosciamo dai ‘collaretti’ che lasciano intorno alle ciglia. Si tratta di anelli cerosi composti da acari morti, feci e uova di acari, mescolati a pelle e sebo. Poiché l’adesivo utilizzato durante le procedure di extension ciglia viene applicato vicino alla base delle ciglia naturali, dove in genere si trovano i collaretti, potrebbe essere molto più difficile individuarli nelle donne che utilizzano le extension ciglia», ha spiegato la docente.
Gli autori dello studio non suggeriscono di rinunciare necessariamente alle extension, ma raccomandano di prestare maggiore attenzione alla pulizia della zona perioculare. L’uso frequente del trattamento, infatti, potrebbe contribuire a creare condizioni favorevoli alla proliferazione del demodecio dei follicoli «a causa di una ridotta igiene palpebrale e di alterazioni del microambiente cutaneo della palpebra».
I risultati della ricerca, intitolata “Eyelash Extensions And Demodex Folliculorum: Influence On Eyelid Microenvironment And Ocular Surface Health”, sono stati presentati durante il 44° Congresso della Società Europea di Chirurgia della Cataratta e Refrattiva.
Lo riporta fanpage.it.



