Un controllo per verificare il danneggiamento di un’auto in sosta si è trasformato in una violenta aggressione ai danni di un appuntato scelto della Guardia di Finanza. L’episodio è avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 luglio, nel quartiere Poggiofranco di Bari, e ha portato all’arresto di un uomo di 42 anni, accusato di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale.
L’intervento nel cortile condominiale
Il militare, in servizio presso il Gruppo Pronto Impiego di Bari, era libero dal servizio e stava rientrando a casa insieme a un collega quando ha notato due ragazzi entrare nel cortile condominiale di viale del Concilio Vaticano II. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due adolescenti stavano danneggiando un’automobile parcheggiata.
Inizialmente il finanziere si sarebbe presentato come un residente della zona, invitando i ragazzi a interrompere il comportamento. Di fronte alla loro reazione, si è qualificato come appartenente alle forze dell’ordine e ha chiesto loro di esibire i documenti.
La situazione è rapidamente degenerata: uno dei due giovani lo avrebbe colpito al volto, mentre l’altro lo avrebbe aggredito alle gambe. Dopo essersi allontanato insieme al complice, il quindicenne avrebbe pronunciato una frase che, secondo gli atti investigativi, avrebbe anticipato il successivo coinvolgimento del padre: «Mio padre sta alla pizzeria, adesso viene qui e te la fa vedere».
Il padre raggiunge il gruppo
Il padre del ragazzo, identificato con le iniziali N. L., 42 anni, sarebbe arrivato poco dopo sul luogo dell’aggressione. L’uomo, secondo quanto riportato nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Bari Antonella Cafagna, avrebbe precedenti di polizia risalenti al periodo compreso tra il 1999 e il 2018, relativi a diversi reati, tra cui furto, rapina, droga, resistenza a pubblico ufficiale, truffa e reati di mafia.
Il finanziere avrebbe tentato di spiegare all’uomo quanto accaduto poco prima, ma il confronto sarebbe sfociato immediatamente nella violenza. Il 42enne lo avrebbe colpito con un pugno al volto, nella zona compresa tra l’occhio e la tempia destra, facendolo cadere a terra.
Il pestaggio in piazzetta dei Papi
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti giudiziari, al 42enne e al figlio si sarebbero aggiunte altre persone, per un gruppo complessivo di almeno cinque individui ancora da identificare.
L’aggressione si sarebbe consumata in piazzetta dei Papi e sarebbe durata tra i quattro e i cinque minuti. Il militare, rimasto solo contro il gruppo, sarebbe stato colpito ripetutamente con pugni e calci in diverse parti del corpo, tra cui testa, nuca, volto, collo, addome e schiena.
Gli investigatori avrebbero inoltre documentato l’utilizzo di oggetti contundenti, tra cui una pedana in legno e alcuni telai di porte. Il pestaggio sarebbe proseguito fino alla perdita di coscienza del finanziere. Sempre secondo l’accusa, il padre avrebbe incitato gli altri aggressori a continuare a colpire la vittima.
Le ferite e la prognosi di 52 giorni
L’aggressione ha provocato al militare un trauma cranio-facciale, la frattura dell’orbita oculare e lesioni alle vertebre lombari. La prognosi iniziale è stata successivamente aggravata fino a raggiungere 52 giorni.
La gravità delle lesioni e le modalità con cui si è sviluppata l’aggressione sono tra gli elementi alla base dell’accusa di tentato omicidio. Gli investigatori contestano infatti la prosecuzione dei colpi, le parti del corpo raggiunte e il fatto che l’aggressione sarebbe continuata anche quando il finanziere non era più in grado di difendersi.
Le indagini e l’arresto
Le indagini condotte dagli agenti del Commissariato Nuova Carrassi, diretto dalla primo dirigente Simona Romano, hanno permesso di ricostruire la dinamica attraverso le testimonianze della vittima e del collega che si trovava con lui.
Il lavoro investigativo, coordinato dal pubblico ministero della Procura di Bari Matteo Soave, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 42enne.
L’uomo è accusato di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale, in concorso con il figlio minorenne e con altre persone, almeno cinque, che al momento non sono state identificate.
La posizione del quindicenne è stata affidata al Tribunale per i minorenni, mentre proseguono le attività investigative per identificare tutti gli altri componenti del gruppo. Alcuni dei minori coinvolti nell’aggressione sarebbero già stati individuati dagli investigatori.
Lo riporta infodifesa.it.



