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PARCO GARGANO Foresta Umbra, la Regione propone Pavari nella Rete nazionale dei Boschi vetusti

Un’area di 88,05,93 ettari appartenente al demanio forestale regionale della Foresta Umbra, nel territorio di Monte Sant’Angelo e all’interno del Parco Nazionale del Gargano

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
16 Settembre 2026
Gargano // Manfredonia //

La Regione Puglia propone l’area forestale Pavari per l’inserimento nella Rete Nazionale dei Boschi Vetusti. La Giunta regionale ha approvato la proposta da trasmettere al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste per il riconoscimento dello status di Bosco Vetusto alla foresta Pavari, un’area di 88,05,93 ettari appartenente al demanio forestale regionale della Foresta Umbra, nel territorio di Monte Sant’Angelo e all’interno del Parco Nazionale del Gargano.

Con l’approvazione del provvedimento si conclude la fase istruttoria di competenza regionale e si apre l’iter per l’eventuale iscrizione di Pavari nella Rete Nazionale dei Boschi Vetusti, istituita dal Masaf con l’obiettivo di individuare e tutelare gli ecosistemi forestali che conservano elevati livelli di naturalità e biodiversità.

La candidatura nasce dal lavoro avviato dalla Sezione Foreste della Regione Puglia per individuare e valorizzare le aree di maggiore pregio presenti nel demanio regionale della Foresta Umbra. Grazie all’accordo con il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università della Tuscia sono stati realizzati studi e approfondimenti che hanno portato all’individuazione di tre aree da sottoporre alla procedura per il riconoscimento dello status di Bosco Vetusto: Sfilzi, Pavari e Falascone.

Per Pavari sono stati predisposti la scheda di censimento, la documentazione tecnico-scientifica e le linee guida per la tutela e il monitoraggio. Nei termini previsti dalla procedura non sono inoltre pervenute osservazioni.

Un Bosco Vetusto è un ecosistema forestale nel quale il tempo ha potuto agire per lunghi periodi con interferenze umane limitate. Si tratta prevalentemente di boschi composti da specie autoctone, dove l’assenza di significative attività antropiche per almeno sessant’anni permette ai cicli naturali di svilupparsi spontaneamente.

Gli alberi crescono, invecchiano e cadono, lasciando spazio a nuova vegetazione. Anche il legno morto rappresenta una componente fondamentale dell’ecosistema, perché costituisce habitat e fonte di nutrimento per numerose specie e contribuisce alla complessità e alla biodiversità del bosco.

La seconda proposta dopo Sfilzi

“Con Pavari proseguiamo con coerenza un lavoro che la Regione Puglia ha scelto di portare avanti per conoscere, tutelare e valorizzare fino in fondo il nostro patrimonio forestale – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Francesco Paolicelli –. Dopo Sfilzi, proponiamo un secondo straordinario tratto della Foresta Umbra alla Rete Nazionale dei Boschi Vetusti. Non si tratta soltanto di un atto formale: significa individuare ciò che di più prezioso custodiamo, studiarlo, proteggerlo nel tempo e farne conoscere il valore alle comunità e a chi sceglie la Puglia come destinazione. Il Gargano è il grande cuore verde della nostra regione e la Foresta Umbra rappresenta uno dei suoi patrimoni naturalistici più straordinari. Proprio per questo Pavari assume oggi un significato ancora più forte. In questi mesi abbiamo visto quanto il fuoco possa ferire il nostro territorio e quanto sia necessario non abbassare mai la guardia di fronte agli incendi, compresi quelli di origine dolosa che hanno colpito il Gargano. A chi distrugge rispondiamo con una strategia opposta: più conoscenza, più tutela, più cura e più valore al nostro patrimonio naturale. Difendere un bosco significa certamente preservarne la biodiversità, ma significa anche costruire un futuro per le comunità che vivono questi territori”.

La tutela del patrimonio naturale come strumento per valorizzare la Puglia

“Lo status di Bosco Vetusto può diventare anche un’opportunità per accrescere la qualità dell’offerta ambientale e turistica della Puglia – conclude Paolicelli – promuovendo un turismo più attento, sostenibile e capace di scoprire l’identità autentica dei nostri territori. Investire nei boschi significa investire nella biodiversità, nel paesaggio, nella lotta ai cambiamenti climatici e, insieme, nello sviluppo delle aree interne. È questa la direzione nella quale vogliamo continuare a muoverci, facendo della tutela del nostro patrimonio naturale anche uno strumento di conoscenza e valorizzazione della Puglia”.

Lo riporta foggiatoday.it.

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