FOGGIA, 16 settembre 2026 – Sessanta milioni di euro per realizzare alloggi dignitosi destinati ai lavoratori stagionali impiegati in agricoltura e favorire il progressivo superamento degli insediamenti abusivi. È quanto previsto dal decreto legge n. 144 del 7 agosto 2026, illustrato questa mattina durante una riunione nei saloni di rappresentanza della Prefettura di Foggia.
L’incontro è stato promosso dal viceprefetto vicario Vincenzo Lubrano insieme al commissario straordinario del Governo per il superamento degli insediamenti abusivi e il contrasto allo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura, Giovanni Macioce.
Al centro del confronto gli strumenti, le procedure e le metodologie da adottare per affrontare il fenomeno degli insediamenti informali e garantire condizioni abitative adeguate ai braccianti stagionali.
Alla riunione hanno partecipato il dirigente della Regione Puglia Vitandrea Marzano e oltre trenta amministratori locali. Presenti, tra gli altri, l’assessore alla Legalità del Comune di Foggia, i sindaci di Cerignola e Manfredonia e la subcommissaria prefettizia di San Severo.
Nel corso dei lavori, il generale Macioce ha spiegato che i 60 milioni di euro stanziati dal Governo saranno attinti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione. Le risorse serviranno alla realizzazione di soluzioni abitative dignitose per i lavoratori stagionali del comparto agricolo. Una parte dei fondi potrà essere impiegata anche in Puglia, uno dei territori maggiormente interessati dal fenomeno.
Dal vertice è emersa la necessità di elaborare una strategia condivisa, fondata sulla collaborazione tra Governo, Regione ed enti locali. L’obiettivo è individuare rapidamente interventi concreti, coerenti con le finalità del finanziamento e compatibili con i tempi del mandato del commissario straordinario, prorogato fino al 31 dicembre 2030.
La riunione in Prefettura rappresenta così un primo passaggio operativo per programmare l’impiego delle risorse e definire, con il coinvolgimento delle amministrazioni interessate, progetti capaci di coniugare accoglienza, legalità e contrasto allo sfruttamento lavorativo.


