La Giunta regionale della Puglia ha approvato una delibera che conferma per il 2026 i tetti di spesa destinati alle prestazioni di specialistica ambulatoriale erogate dalle strutture private accreditate e contrattualizzate.
Si tratta di prestazioni a carico del Servizio sanitario regionale, per un valore complessivo che nel 2026 supera di poco i 100 milioni di euro.
La delibera introduce inoltre una modifica nelle modalità di partecipazione al tavolo regionale di confronto in vista della definizione delle nuove linee di indirizzo per la distribuzione dei budget tra le strutture private.
In particolare, è stata eliminata la soglia del 10% di rappresentatività regionale precedentemente richiesta alle organizzazioni datoriali e di categoria per poter partecipare al confronto.
La modifica punta a garantire una partecipazione più ampia alla fase di concertazione che porterà alla revisione complessiva degli indirizzi e delle linee guida per il pagamento delle prestazioni erogate dalle strutture private accreditate con oneri a carico del Servizio sanitario regionale.
Il confronto sarà inoltre funzionale alla nuova definizione dei tetti di spesa per il 2027.
La riorganizzazione è collegata anche alla necessità di intervenire sulle liste d’attesa, attraverso una programmazione dell’acquisto delle prestazioni maggiormente aderente agli attuali bisogni di cura della popolazione.
I nuovi criteri di riparto dovranno inoltre essere definiti sulla base di quanto previsto dalla legge regionale n. 14 del 2025, secondo cui «la Regione Puglia ripartisce il fondo regionale per la radiodiagnostica da assegnare a ogni singola azienda sanitaria locale in proporzione al numero degli abitanti per singola provincia».
Nella definizione dei nuovi criteri saranno considerate anche le indicazioni che emergeranno dal tavolo regionale di confronto con le associazioni.
Resta confermato che saranno le Aziende sanitarie locali a valutare i rispettivi fabbisogni assistenziali, sulla cui base verranno assegnati i tetti di spesa ai singoli erogatori privati accreditati. La valutazione riguarderà anche le risorse da destinare alle strutture interessate da nuovi accreditamenti.
La determinazione dei tetti dovrà infine tenere conto dell’appropriatezza delle prestazioni e mantenere una stretta coerenza con gli indirizzi regionali finalizzati al recupero e alla riduzione delle liste d’attesa.



