Una catena virale sta circolando nei gruppi WhatsApp e lancia un falso allarme sulla presunta possibilità per Meta AI di accedere alle conversazioni. Il messaggio utilizza una funzione realmente presente nell’app, la “Privacy avanzata della chat”, attribuendole però uno scopo che non ha.
La comunicazione fa leva su un presunto intervento urgente da effettuare “a partire da sabato” e invita gli amministratori dei gruppi ad attivare una determinata impostazione per impedire all’intelligenza artificiale di leggere messaggi e dati personali.
In realtà, la crittografia end-to-end delle conversazioni non viene aggirata da Meta AI. Il sistema di intelligenza artificiale non può accedere, leggere o archiviare autonomamente i messaggi delle chat private o di gruppo, perché i server di WhatsApp non dispongono delle chiavi necessarie per decifrarli.
Il messaggio che sta circolando
Nei gruppi WhatsApp viene condiviso questo avviso: «A partire da sabato, l’intelligenza artificiale sarà disponibile su WhatsApp e avrà accesso a tutte le chat. Tutti gli amministratori di chat di gruppo possono/devono attivare l’opzione “Privacy avanzata”. In caso contrario, l’intelligenza artificiale potrà aprire i messaggi di gruppo, visualizzare i numeri di telefono e persino recuperare informazioni personali dal vostro telefono, incluse le chat private».
Il messaggio non si limita a WhatsApp, ma sta circolando anche su altre piattaforme del gruppo Meta, tra cui Facebook.
Come funziona la crittografia end-to-end
Il testo presenta le caratteristiche tipiche di una catena di Sant’Antonio, con un tono allarmistico, un falso senso di urgenza e l’invito a condividere il messaggio con altri gruppi.
Per comprendere perché l’allarme è infondato bisogna considerare il sistema di sicurezza utilizzato da WhatsApp. Le conversazioni, sia individuali sia di gruppo, sono protette dalla crittografia end-to-end basata sul Signal Protocol.
Il sistema è progettato affinché i messaggi e le chiamate siano accessibili in chiaro soltanto ai dispositivi degli interlocutori. Le chiavi private vengono generate e conservate sui dispositivi degli utenti, mentre i server di WhatsApp gestiscono il trasferimento dei contenuti cifrati.
Questo significa che Meta AI non può entrare autonomamente nelle conversazioni e leggerne il contenuto. I messaggi vengono trasmessi in forma cifrata tra i dispositivi coinvolti.
Cosa può fare Meta AI su WhatsApp
Meta AI è il chatbot di intelligenza artificiale integrato in WhatsApp dal 2024 e successivamente aggiornato con nuove funzioni, tra cui quelle legate al riepilogo dei messaggi.
La catena virale attribuisce erroneamente a Meta AI la possibilità di accedere alle conversazioni nel caso in cui non venga attivata la “Privacy avanzata della chat”. Questa ricostruzione è falsa e confonde due funzioni differenti dell’app.
La politica ufficiale di WhatsApp chiarisce: «Le IA possono leggere ciò che viene condiviso con loro, ma i messaggi personali restano cifrati end-to-end».
Meta AI può quindi visualizzare ciò che l’utente sceglie di inviarle direttamente, per esempio attraverso la menzione @MetaAI all’interno di un gruppo oppure utilizzando la chat dedicata.
Non si tratta dunque di un sistema che monitora automaticamente le conversazioni: Meta AI non legge passivamente i messaggi delle chat e non accede ai contenuti che non le vengono esplicitamente indirizzati.
A cosa serve davvero la “Privacy avanzata della chat”
La funzione “Privacy avanzata della chat” esiste realmente ed è stata introdotta da WhatsApp il 23 aprile 2025. Il suo obiettivo, però, è diverso da quello descritto nella catena.
L’impostazione, disponibile nelle chat individuali e nei gruppi, serve a limitare la possibilità di portare i contenuti delle conversazioni fuori da WhatsApp. In particolare, impedisce l’esportazione delle chat, il download automatico dei media e l’utilizzo dei messaggi per alcune funzioni di intelligenza artificiale.
WhatsApp ha indicato la funzione soprattutto per le conversazioni nelle quali i partecipanti non si conoscono personalmente e vengono trattati argomenti particolarmente sensibili, come gruppi di supporto, organizzazioni della comunità e situazioni analoghe.
Con la “Privacy avanzata della chat” attivata:
| Funzione | Cosa succede |
|---|---|
| Esportazione della chat | Viene bloccata |
| Download automatico dei media | Viene impedito il salvataggio automatico dei file nel rullino |
| Utilizzo dei messaggi per funzioni AI | Viene disabilitato, compresi alcuni strumenti come i riepiloghi automatici |
| Lettura remota delle chat da parte di Meta AI | Non cambia: Meta AI non può già accedere autonomamente ai messaggi |
| Crittografia end-to-end | Non cambia |
| Screenshot | Non vengono impediti |
Perché la catena è falsa
Il messaggio virale confonde l’esistenza della funzione “Privacy avanzata della chat” con una presunta capacità di Meta AI di leggere le conversazioni.
La crittografia end-to-end protegge già i messaggi privati e di gruppo dall’accesso da parte di soggetti esterni alla conversazione. La “Privacy avanzata”, invece, aggiunge ulteriori limitazioni alla possibilità che i membri di una chat esportino o utilizzino i contenuti al di fuori di WhatsApp.
Di conseguenza, non è necessario attivare questa funzione per impedire a Meta AI di leggere le chat: l’intelligenza artificiale non dispone di quell’accesso.
La “Privacy avanzata della chat” può comunque essere utilizzata per aumentare il controllo sulla gestione dei contenuti condivisi nelle conversazioni, ma non nasce per bloccare un accesso dell’intelligenza artificiale alle chat che, in realtà, non esiste.
Lo riporta open.online.



