
Con in mano secchi, mazze e stracci , questi volontari (spinti unicamente da amore proprio verso il recupero dei siti monumentali dell’area) hanno ripulito la pavimentazione della Cripta (situata al di sotto della sala d’entrata della chiesa, con ingresso laterale da un cancelletto sulla sinistra).
«La situazione emersa da inizio ottobre poteva originare dei gravi problemi – ha detto a Stato, Aldo Caroleo, “gestore affettivo” dell’area monumentale della Siponto Antica – soprattutto in considerazione delle gravi lesioni riportate sul basalto della stessa pavimentazione»(si ricorda che il basalto è una roccia di tipo effusiva, di origine vulcanica; di colore scuro o nero con un contenuto di silice (SiO2), relativamente basso (minore del 50% solitamente). Il basalto è formato principalmente da plagioclasio calcico e pirosseni; alcuni tipologie die questa roccia possono essere anche ricchi in olivina. Il basalto può presentarsi con aspetto che va da porfirico a microcristallino a vetroso. Esso proviene da un magma solidificatosi velocemente a contatto dell’aria o dell’acqua ed è la principale roccia costituente la parte superiore della crosta oceanica. I magmi basaltici si formano per fusione da decompressione del mantello terrestre. Fonte: wikipedia).

Anche l’amministrazione di Manfredonia è stata interpellata, una amministrazione di recente vox comunicativa sul caso (dalle interrogazioni a livello regionale,ad interventi di consiglieri comunali). «Ma più che l’amministrazione – dice Caroleo – il problema dovrebbe interessare anche la Soprintendenza regionale».
«La cosa più importante – continua ancora Caroleo – è che il gesto di questi volontari serva come ulteriore prova di sensibilizzazione per il problema, rivolta in primo luogo verso le autorità competenti del territorio».
Diversi, come Stato ha già sottolineato da tempo, sono i problemi che riguardano la Basilica Minore di Siponto, al di là della pavimentazione della Cripta: intonaco delle pareti superiori in condizioni fatiscenti, per non parlare della manutenzione della Cupola. «Non sta a me sottolineare l’importanza storica e simbolica di questi monumenti – conclude Caroleo – e neppure la necessità di rapidi interventi».


