
In provincia di Foggia, specie nel famigerato Tavoliere (pianura che circonda il capoluogo dauno, con terreni ideali per l’agricoltura, in primis grano e pomodoro), dopo due annate consecutive “al ribasso”, resta la preoccupazione, da parte dei produttori locali, per una “ulteriore contrazione” della superficie agricola utilizzata (Sau) anche di una quota pari al 10-15%. Le alternative per i produttori sarebbero pertanto due, per poter uscire, o al massimo, limitare i danni dell’incombente crisi: o smettere di seminare o, parallelamente, o ridurre la superficie agricola utilizzata (Sau) a grano.
Come del resto sminuire le preoccupazioni dei ceralicoltori locali ? Con le quotazioni crollate del 30% tra agosto 2008 e quelle relative all’anno seguente (2009), esiti positivi con colture nel foggiano cominciano a divenire sempre più “chimerici” per gli stessi produttori.
Nella prima settimana del corrente mese (ottobre 2009), alla Borsa Merci di Foggia, la commissione camerale ha rilevato prezzi del grano duro compresi tra 19,90 e 15,70 euro al quintale (18 euro in Sicilia, dove la produzione è calata del 35%, mentre la sau investita del 28%). Qualche giorno fa, le preoccupazioni dei cerealicoltori del foggiano si sono manifestate tramite una serie di proteste portate innanzi da una delegazione con il Prefetto di Foggia. “I risultati del resto parlano chiaro – dice Antonio Poppi direttore di Confagricoltura di Capitanata – il raccolto del 2008 non è stato completamente venduto, mentre quello del 2009 è già tutto stoccatoi nei depositi).
Naturalmente alla base del deprezzamento nella domanda delle colture, e quindi a tenere basse le quotazioni, sono le quantità di grano importate dall’estero in quantità “elevate”. Le quantità sarebbero arrivate soprattutto nel mese di luglio (mese precedente la stagione della raccolta), comprato a prezzo concorrenziale: fino a 18 euro al quintale (14 sul mercato estero di origine, Canada e Usa, più altri 4 per il trasporto) e anche di una qualità superiore rispetto a quella dello stesso raccolto locale.
Nella provincia di Foggia quest’anno non è scesa solo la resa (dai 25 quintali standar della provincia si è passati ai 18-20 per ettaro), ma anche la qualità della stessa semina. Causa principale del problema: le condizioni climatiche avverse. “Poco acqua e, se arriva, arriva male”, dice ancora Poppi che attribuisce al clima tropicale della regione (pioggie improvvise e copiose alternate a lunghi periodi di sole) la causa principale della scarsa qualità del raccolto annuale.
Rccolto annuale a rischio non solo nel foggiano ma anche nelle semine a confine tra Puglia centro occidentale e la Lucania: Spinazzola, Gravina, Altamura, Poggiorsini, Irsina (come il Tavoliere anche le Murge, la fascia collinosa pugliese al confine con la Basilicataè famosa per il grano duro di qualità). Previste anche in queste zone dei cali nelle semine in lina con le riduzioni delle superficie agricole utilizzate (Sau), e delle rese (20-22 quintali).


