
«In rispetto del Documento di programmazione economica e funzionale della sanità – ha spiegato al Corriere della Sera il direttore sanitario dell’azienda ospedaliera universitaria Deni Procaccini- abbiamo l’obbligo di ridurre del 30 per cento i costi legati alle prestazioni aggiuntive, ovvero gli straordinari”.
Il documento per altro pubblicato ad agosto fa riferimento alla spesa a partire dal primo gennaio 2009. Per quel che ci riguarda inoltre non è più possibile continuare a chiedere ore in eccesso, rispetto al normale turno di lavoro, al personale che da quattro anni con impegno e grande senso di responsabilità ha risposto a queste esigenze». Il taglio imposto peserà principalmente per la carenza di personale, soprattutto infermieristico. Con la nascita dei nuovi reparti universitari, l’ospedale ha visto infatti un incremento delle prestazioni e degli interventi chirurgici passati da 14 mila a 19 mila all’anno sempre però con lo stesso numero di infermieri.

