Manfredonia

CdA Manfredonia tra revoca fondi e rischi per la Tuboplast


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Controlli cantieri della Finanza

Controlli cantieri della Finanza (immagine d'archivio)

Foggia – OLTRE vent’anni e non sentirli. Oltre vent’anni passando tra fughe e gestioni censurabili. E’ sempre il Contratto d’Area di Manfredonia-Mattinata e Monte Sant’Angelo (in provincia di Foggia) ad interessare le parti sociali (ed economiche-istituzionali) della Capitanata. E’ di oggi la notizia della revoca di un finanziamento pari ad oltre 4,2 milioni di euro ai danni di una società (probabilmente del II^ protocollo aggiuntivo) “mai entrata in produzione”. E’ di oggi la notizia di una possibile dismissione dell’area produttiva del Gruppo Soems nel Foggiano. Appello a Stato dei sindacati: “si attivino le istituzioni, necessario un incontro con l’imprenditoria locale”. Questo per fronteggiare una crisi originata da uno dei “fallimenti più rilevanti nell’area”, quale il CdA, se analizzato per le divergenze emerse fra attese e risultati. Un CdA con un business plan paradossale e correlabile ad altri patti territoriali ma utili soltanto per le fortune degli imprenditori del Triveneto. Conseguenze primarie ? Fughe in massa dei lavoratori, “con difficoltà per mutui e pagamenti, ma soprattutto per la ricerca di nuova occupazione”. Qualunquistico accusare soltanto le istituzioni ? O per le conseguenze (più che fallimenti) del CdA andrebbero allora valutate anche le posizioni di altre “Caste sociali” ?

CDA UNO: LA REVOCA DEL FINANZIAMENTO – I militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Foggia, “all’esito di complessi accertamenti tecnico-amministrativi”, hanno accertato la mancanza di requisiti, in capo ad un’azienda foggiana, per il mantenimento di un finanziamento pubblico del Contratto d’Area di Manfredonia.

In particolare è stato accertato come la società sottoposta a controllo abbia percepito, fino al 2004, un contributo a valere su fondi nazionale di oltre 4,2 milioni di euro (su un totale di 4,7 milioni di euro ammessi), questo per la costruzione di un impianto industriale e l’acquisto dei relativi macchinari.

L’AZIENDA MAI ENTRATA IN PRODUZIONE – Dopo l’acquisto l’azienda non avrebbe mai iniziato la produzione giungedo a vendere i propri macchinari prima del tempo fissato dalla legge per i beni oggetto del contributo pubblico. Per questo motivo i militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Foggia hanno proposto al competente ministero per lo sviluppo economico la revoca dell’intero contributo, compresa l’ultima tranche ancora da percepire pari a circa 500mila euro.

IL RECENTE APPELLO DI CIOCIOLA: “FARE IL PUNTO SULLE INFRASTRUTTURE DEL CDA” – Le riflessioni di Nicola Ciociola, nuovo segretario Cisl
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FOCUS SU FRODI, LA TRUFFA PER 22 MILIONI DI EURO DEL COTONIFICIO DI CAPITANATA SPA – Si ricorda che lo scorso 4 agosto 2010 i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Manfredonia avevano accertato una frode fiscale per 22 milioni di euro, all’esito di specifici controlli partiti già nel febbraio del 2009 (relativi allo stesso finanziamento percepito dalla srl).

La società in questione era il Cotonificio di Capitanata (società a responsabilità limitata) con attività di filati e tessuti. I militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Manfredonia hanno svolto ulteriori accertamenti sulla srl in questione (l’indagine sarebbe ancora in corso), scoprendo una maxi evasione operata dalla srl in questione attraverso l’utilizzo di fatture per operazione inesistenti per un ammontare complessivo pari a 22 milioni di euro (già accertata nel 2009).

IN PARTICOLARE, la srl citata era stata beneficiaria come detto dei contributi ex Legge 662/96 ed aveva posto in essere una serie di artifizi, raggiri ed attività simulatrici, tra i quali anche la produzione di una molteplicità di documenti fraudolentemente, documentazione oculatamente predisposta al fine di beneficiare, in modo illecito, dello stesso finanziamento.


IL SISTEMA CDA: BENI USATI CLASSIFICATI PER NUOVI, FATTURE GONFIATE
– Il metodo utilizzato dalla srl in questione è risultato riconducibile a quello di (tante) altre aziende del CdA, che in passato avevano usufruito dei finanziamenti: acquisto su carta di macchinari nuovi di fabbrica (in verità usati), fatture gonfiate (naturalmente per giustificare l’acquisto). Complessivamente, il “Cotonificio” evase le imposte sui redditi tramite l’indebita deduzione di circa 200mila euro sulle quote di beni già ammortizati. Evaso Iva per oltre 1,6 milioni di euro; sottratto a tassazione ai fini Irap una base imponibile di oltre 174mila euro. Dodici persone (tutte facenti parte della compagine sociale citata) sono state denunciate all’Autorità giudiziaria. L’azienda citata è tecnicamente in fallimento.

L’AIUTO DI STATO CONCESSO AL COTONIFICIO DI CAPITANATA L’aiuto di stato concesso al Cotonificio di Capitanata

FOCUS, FRODI E CDA: DAI FINANZIAMENTI AI LICENZIAMENTI, PASSANDO TRA LE FUGHE E LE CASSE INTEGRAZIONI : Focus frodi, truffe CdA

CDA DI MANFREDONIA: INATTIVA SUL SITO DEL COMUNE LA PAGINA CON AZIENDE E FONDI RELATIVI – Va anche ricordato – dal Comune si è comunicata a riguardo una “risoluzione del caso” – che sul sito della PA di Manfredonia non risulta alcun collegamento con la pagina del Contratto d’Area con relativi fondi e finanziamenti. Il collegamento risulta cancellato, a differenza di quanto visibile prima dell’aprile 2010.

CdA Manfredonia tra revoca fondi e rischi per la Tuboplast ultima modifica: 2010-10-16T12:07:58+00:00 da Giuseppe de Filippo



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