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Tutela del made in Italy e sostegno ai produttori al centro di due interrogazioni parlamentari dei 5 Stelle

Agroalimentare, L’Abbate: Martina scongiuri infrazione comunitaria

Problematiche che il M5S ha posto all’attenzione del ministro Martina presentando due interrogazioni parlamentari, a prima firma Filippo Gallinella


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Roma. Mentre il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, consegna ad Expo al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon la Carta di Milano, all’orizzonte si profila il rischio di una nuova procedura d’infrazione da parte dell’Ue, frutto di alcune contraddizioni tra il diritto comunitario e la normativa italiana, con possibili ricadute negative sui produttori del made in Italy. Molto spesso, infatti, questi sono posti in una condizione subordinata rispetto all’industria, unica a dettare le regole nei piani di regolazione dell’offerta dei prodotti come nel caso del prosciutto Dop e Igp. Problematiche che il M5S ha posto all’attenzione del ministro Martina presentando due interrogazioni parlamentari, a prima firma Filippo Gallinella.

“Al Governo chiediamo un impegno concreto per evitare l’apertura della procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia – commenta il deputato Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – dovuta all’incompatibilità della normativa introdotta nel 2011 con quanto disposto dal diritto comunitario in materia di indicazione dell’origine, e di tutelare in questo iter le produzioni italiane. L’Europa stabilisce che la definizione di Paese d’origine delle merci sia esclusivamente in funzione del Paese o territorio in cui esse hanno subito l’ultima trasformazione sostanziale, mentre la legge italiana – prosegue L’Abbate (M5S) – definisce ‘made in Italy’ un prodotto la cui materia prima deve essere coltivata o allevata e trasformata in Italia. Inoltre, occorre intervenire in Ue affinché le norme in materia di piani di regolazione dell’offerta di pezzi importanti del made in Italy, come il prosciutto Dop e Igp, siano soggette ad accordi preventivi che includano gli allevatori. Attualmente, infatti – conclude il deputato 5 Stelle – l’industria della trasformazione, dettando ai produttori la programmazione dei quantitativi di prosciutto da realizzare, detiene la totalità del potere contrattuale e la capacità di condizionare i meccanismi di domanda e offerta”.

Agroalimentare, L’Abbate: Martina scongiuri infrazione comunitaria ultima modifica: 2015-10-16T21:58:53+00:00 da Redazione



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