Manfredonia
Ricorso di un privato contro l'U.T.G. Prefettura di Foggia e il Ministero dell'Interno

“Assolto da procedimento, veicolo non di proprietà”, ‘reintegrato’ vigilante foggiano

All’esito della Pubblica Udienza del 2.7.2015, per la quale le parti non hanno prodotto memorie, la causa è passata in decisione


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Bari. ”(..) In tale ottica, l’aver accertato nel luglio 2013 lo svolgimento dell’attività in questione pur con i titoli scaduti, allorquando il loro rinnovo era stato tempestivamente richiesto e nell’attesa che il procedimento venisse ad una conclusione, nonostante le reiterate, e disattese, richieste in tal senso, non pare, a giudizio del Collegio, circostanza che da sola possa giustificare il mancato rinnovo delle autorizzazioni di polizia per sopravvenuta inaffidabilità e perdita del requisito della buona condotta del ricorrente, il quale fino all’evento contestatogli si è rivelato persona esente da mende, distintosi per di più nell’esercizio della propria attività professionale”. Con recente sentenza, la seconda sezione del TAR Puglia di Bari – definitivamente pronunciandosi – hanno accolto il ricorso di un privato contro l’U.T.G. Prefettura di Foggia e il Ministero dell’Interno, per l’annullamento – previa sospensione dell’efficacia – del provvedimento del 29.04.2014, notificato il 02.06.2014, con il quale sono state rigettate “le istanze intese ad ottenere rispettivamente il rinnovo del decreto di nomina a guardia particolare giurata, ed il rinnovo dell’autorizzazione al porto di pistola”.

Attraverso il ricorso l’uomo aveva impugnato “il provvedimento di rigetto delle istanze tese ad ottenere il rinnovo del titolo di guardia particolare giurata e dell’autorizzazione al porto di pistola, lamentando in sintesi, il difetto di motivazione, la violazione dell’art. 11 RD 773/1931 e l’eccesso di potere per travisamento dei presupposti di fatto ed illogicità manifesta, in cui sarebbero incorse le Amministrazioni intimate“. “(…) nell’ottobre 2012 veniva presentata istanza di rinnovo dei titoli di polizia in questione, in scadenza il 21.11.2012, e che in data 3.4.2013 la Prefettura di Foggia comunicava la presenza di motivi ostativi all’accoglimento, consistenti, in particolare, nella pendenza di un procedimento penale a carico dell’istante (…) e nell’aver riscontrato parti di autocarro oggetto di furto montati su un mezzo di proprietà dello stesso, circostanze tali da determinare l’insussistenza in capo all’interessato dei requisiti di cui all’art.138 TULPS”. “A tale comunicazione, seguivano le osservazioni e controdeduzioni della parte, e successivamente – dopo circa sette mesi – la Prefettura provvedeva ad integrare il preavviso ex 10bis, segnalando, quale ulteriore motivo ostativo, l’avvenuto accertamento da parte degli locali organi di polizia, dello svolgimento dell’attività di guardia giurata in assenza di autorizzazione, in quanto i titoli risultavano già scaduti”.

“Infine, a seguito della nota del 31.1.2014, nella quale il difensore di parte, sollecitando la conclusione del procedimento, evidenziava l’insussistenza dei motivi ostativi indicati dall’Amministrazione, in quanto il procedimento penale a carico del ricorrente si era concluso con la sua assoluzione e lo stesso non risultava tra gli indagati per il procedimento relativo al veicolo, l’Amministrazione adottava comunque il provvedimento di rigetto, datato 29.4.2014, del quale il ricorrente chiede pertanto l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia. In data 6.10.2014, si costituivano in giudizio, per mezzo dell’Avvocatura Distrettuale, le Amministrazioni in epigrafe indicate, chiedendo il rigetto delle domande proposte e depositando a tal fine la relazione prefettizia”.

“Alla Camera di Consiglio del 23.10.2014, la Sezione ha accolto l’istanza cautelare ”atteso che sono venuti meno i motivi ritenuti dall’Amministrazione ostativi all’accoglimento delle istanze di rinnovo dei titoli di polizia in capo al ricorrente”, rilevando altresì ”che in materia di rinnovo del titolo di guardia giurata, l’Amministrazione è tenuta a valutare rigorosamente la personalità del soggetto richiedente, in considerazione dell’incidenza delle determinazioni amministrative sulla posizione professionale dell’istante”.

All’esito della Pubblica Udienza del 2.7.2015, per la quale le parti non hanno prodotto memorie, la causa è passata in decisione.

Il Collegio ha ritenuto di confermare quanto sommariamente rilevato in sede cautelare. “Invero, l’Amministrazione ha ritenuto che le circostanze evidenziate nelle due comunicazioni di preavviso di rigetto delineassero una condotta non affidabile del ricorrente, rischiosa per la sicurezza pubblica e privata, tanto da giustificare, prima ancora, la revoca delle licenze di porto di fucile per uso caccia e porto di fucile per difesa personale da parte del Questore di Foggia – frattanto intervenuta in data 9.12.2013, e quindi il successivo diniego al rinnovo dei titoli di polizia oggetto dell’odierna causa. Tuttavia, come provato dalla parte, tali motivi ostativi si sono rivelati estranei alla sua persona, essendosi il procedimento penale a suo carico concluso con la completa assoluzione dello stesso e risultando inoltre il veicolo, su cui erano montati pezzi oggetto di furto, non più di sua proprietà al momento del controllo, tanto che il ricorrente non è mai stato iscritto nel registro degli indagati”.

Vero è che il provvedimento impugnato sembra aver tenuto conto della insussistenza dei motivi evidenziati nel primo preavviso di rigetto, allorchè nelle sue premesse gli stessi non sono affatto menzionati. Il decreto prefettizio poggia infatti sul presupposto dell’espletamento, da parte del ricorrente, dell’attività di vigilanza armata con i titoli scaduti, fatto che ha determinato, prima ancora, la Questura di Foggia a revocare le licenze di porto di fucile rilasciate (…)”.

“Tuttavia, la suddetta circostanza, seppure astrattamente idonea a denotare un potenziale abuso dei titoli di polizia, va in realtà inquadrata correttamente nel contesto in cui l’intera vicenda si è svolta, nell’ottica di una valutazione complessiva della personalità del soggetto interessato. La valutazione dei requisiti necessari all’esercizio delle funzioni di guardia particolare giurata va infatti esercitata da parte dell’autorità di Pubblica Sicurezza nel rispetto dei canoni tipici della discrezionalità amministrativa, sia sotto il profilo motivazionale, che sotto quello della coerenza logica e della ragionevolezza, dandosi conto in motivazione dell’adeguata istruttoria espletata al fine di evidenziare le circostanze di fatto in ragione delle quali il soggetto richiedente sia ritenuto pericoloso o comunque capace di abusi. Nella specie, il rinnovo dei titoli è stato invero tempestivamente richiesto dall’istituto di vigilanza presso il quale la parte lavora prima della scadenza delle autorizzazioni, e nelle more della definizione del procedimento di rinnovo, durato oltre 18 mesi, il ricorrente è stato impiegato dal proprio datore di lavoro quale guardia giurata, sino presumibilmente all’ottobre 2013, allorquando l’amministratore unico della società di vigilanza ha interpellato, infruttuosamente, la Prefettura sull’esito del procedimento di rinnovo e sul possibile utilizzo del dipendente per servizi non comportanti l’uso dell’arma, fino ad un possibile suo licenziamento”.

“(…) non pare, a giudizio del Collegio, circostanza che da sola possa giustificare il mancato rinnovo delle autorizzazioni di polizia per sopravvenuta inaffidabilità e perdita del requisito della buona condotta del ricorrente, il quale fino all’evento contestatogli si è rivelato persona esente da mende, distintosi per di più nell’esercizio della propria attività professionale”.

Redazione Stato Quotidiano@riproduzioneriservata

“Assolto da procedimento, veicolo non di proprietà”, ‘reintegrato’ vigilante foggiano ultima modifica: 2015-10-16T22:36:57+00:00 da Redazione



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