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"Nemmeno questo appello, che arriva da governi del territorio, fa ritenere di sospendere i procedimenti approvativi"

Introna: “Trivelle teatro dell’assurdo: Regioni NO, Governo SI’ a Shell”

In questo però, il Governo romano mostra se non altro coerenza


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Roma. “Dopo la VIA del Ministero dell’ambiente alla Shell per ricerche di petrolio nel Golfo di Taranto, la questione No Triv tra Governo nazionale e Regioni sta diventando una forma di spettacolo, nel segno dell’incomunicabilità”. È il commento del presidente dell’Associazione Socialistideuropa, Onofrio Introna, al sì ottenuto dalla multinazionale petrolifera per prospezioni al largo delle coste ioniche di Puglia e Basilicata. “Dieci Consigli regionali propongono un referendum abrogativo delle leggi che accelerano l’opzione trivelle e Roma continua invece, come se niente fosse, la corsa verso l’estrazione di gas e petrolio, senza nemmeno accennare una risposta al sistema delle autonomie regionali, che questa estate si è espresso unitariamente, ancora una volta, contro ogni iniziativa legata alla politica degli idrocarburi. È fin troppo evidente questa ostentata sottovalutazione, da parte del presidente del Consiglio e del suo governo, di un fatto inedito nella storia del regionalismo. Eppure, non dovrebbe sfuggire il significato politico: per la prima volta le Regioni fanno fronte comune, con una netta opposizione alle trivellazioni. E tendono la mano al Governo nazionale, per una seria valutazione e un dialogo, finalmente, sulle scelte energetiche del Paese.

Nemmeno questo appello, che arriva da governi del territorio, fa ritenere di sospendere i procedimenti approvativi, quanto meno congelarli, in attesa degli sviluppi dell’iter referendario. Invece si continua ad andare a caccia delle risorse petrolifere inquinanti, scadenti e insufficienti sul fondo dei mari, trascurando l’impatto sulle ben più redditizie fonti economiche già esistenti, quelle turistiche, marinare, balneari e legate al mondo della pesca. Ma non è una novità, dopotutto, visto che l’indifferenza di Palazzo Chigi segue il silenzio di sempre sulle proposte di legge di moratoria delle ricerche petrolifere in mare e sulle proteste contro i decreti governativi pro trivelle. In questo però, il Governo romano mostra se non altro coerenza: continua infatti, come ha sempre fatto, ad ignorare le richieste di tavoli, di confronti, di incontri da parte delle regioni e delle comunità locali, a cominciare dalla Puglia, mai ascoltata e mai considerata. Ma non possiamo scoraggiarci e dobbiamo sostenere tutte le azioni della Puglia e di Michele Emiliano, che certamente impugnerà i provvedimenti di VIA come la Regione ha sempre fatto.

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Santorsola, trivelle: allargato il fronte del “Documento di Termoli”. “Nell’ambito della Commissione Ambiente, in seno alla Conferenza delle Regioni, che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma abbiamo chiesto alle altre regioni italiane di condividere i contenuti del documento sottoscritto a Termoli dai presidenti di Molise, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche e Puglia nel mese di luglio scorso. La discussione fruttuosa avuta in commissione ha arricchito il documento e, soprattutto, ha ampliato il fronte delle regioni che ne hanno condiviso i contenuti e l’obiettivo”. A dichiararlo l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia, Domenico Santorsola. “Rimarcando i toni del documento, che non sono di contrapposizione al Governo centrale ma schietta richiesta di confronto sul tema dello sfruttamento delle fonti fossili nei mari che circondano l’Italia, i presenti in commissione hanno tenuto a ribadire la volontà di guardare ad un futuro – prosegue Santorsola – in cui l’apporto di petrolio e carbone nella bilancia energetica del Paese sia sempre meno determinante”. “In particolare per quello che riguarda la nostra Regione – conclude Santorsola – rivendichiamo, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, la possibilità di essere consecutivi rispetto alle scelte fatte nel recente passato della nostra regione di dare spazio alle fonti rinnovabili e di valorizzare patrimoni energetici come il sole e il vento. Attendiamo che si perfezioni l’iter dei quesiti referendari proposti dai consigli regionali, sperando che la possibilità che si celebri la consultazione popolare possa concretamente offrire uno spazio di riflessione più ampia rispetto ai temi di politica energetica nazionale”.

Introna: “Trivelle teatro dell’assurdo: Regioni NO, Governo SI’ a Shell” ultima modifica: 2015-10-16T17:26:59+00:00 da Redazione



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