Foggia
"Rispedisco al mittente le allusioni e le insinuazioni, che qualificano chi le ha avanzate"

Landella al FAI: “Strumentalizzazioni prive di fondamento”

"Rivendico con orgoglio i comportamenti politici ed amministrativi assunti dall’Ente di Palazzo di Città sul fronte della battaglia per la legalità"


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Foggia. «Sono a dir poco stupefatto dal tono e dal contenuto delle lettera aperta che i dirigenti della Federazione Antiracket Italiana hanno inteso scrivere circa la recente polemica tra il Comune di Foggia ed il dottor Tano Grasso. Si tratta di una lettera dal chiaro ed evidente sapore politico, che omette volutamente alcune importanti decisioni assunte dall’Amministrazione comunale proprio sul tema evocato nella missiva e che contiene gravissime e capziose allusioni». È il commento del sindaco di Foggia, Franco Landella, alla lettera aperta diramata dalla presidente dell’Associazione Antiracket di Foggia, Cristina Cucci, dal presidente dell’Associazione Antiracket di Vieste, Giuseppe Mascia, dal presidente del Coordinamento Regionale della FAI Puglia, Renato De Scisciolo, e dal presidente FAI Nazionale, Pippo Scandurra. «La lotta alla mafia ed al racket delle estorsioni è cosa troppo seria per essere trasformata in uno strumento di propaganda. Questa battaglia è cosa troppo importante per essere ridotta a comizio politico o, peggio, ad un processo di piazza celebrato da chi, non si sa bene in base a quale legittimazione, si senta l’unico e solo depositario della legalità – dichiara il sindaco di Foggia –. Rispedisco al mittente le allusioni e le insinuazioni, che qualificano chi le ha avanzate, rivendicando con orgoglio comportamenti politici ed amministrativi che mai l’Ente di Palazzo di Città aveva assunto prima d’ora. La pervicacia con la quale chi dovrebbe avere a cuore il contrasto al racket delle estorsioni e la costruzione di un fronte istituzionale largo ed unito ha ignorato ed ignora questo dato palese e documentabile la dice lunga sulle finalità politiche di questa polemica».

«La nostra Amministrazione comunale si è costituita parte civile in processi di mafia, circostanza che Tano Grasso e la sua associazione continuano ad omettere, cercando di descrivere vischiosità ed opacità che esistono solo nella mente di chi ha evidentemente un interesse tutto politico ad allungare un’ombra gravissima sul sindaco di Foggia – sottolinea il primo cittadino –. La nostra Amministrazione comunale, giova ricordarlo, si è costituita parte civile nel processo penale contro il cosiddetto “clan Francavilla”, senza che Tano Grasso e la FAI esprimessero una sola parola di plauso non nei confronti del sindaco Landella, ma in riferimento ad un gesto importante e qualificante nella battaglia per la legalità. Una costituzione di parte civile che, invece, non è avvenuta, ad esempio, da parte della Camera di Commercio, che però, a differenza di quanto accaduto per il Comune di Foggia nella circostanza del processo “Corona”, non è stata additata al pubblico ludibrio dall’ex parlamentare del Partito Democratico della Sinistra. Ce n’è abbastanza per smascherare gli obiettivi politici di Tano Grasso, oggi sostenuti dai firmatari di questa pseudo lettera aperta».

«Piuttosto che tentare processi sommari al Comune di Foggia, sarebbe interessante se i dirigenti della FAI, a cominciare proprio dal dottor Tano Grasso, spiegassero pubblicamente i motivi che hanno portato la famiglia Panunzio ad abbandonare la loro associazione, ad inibire addirittura l’uso del proprio cognome nel nome del sodalizio associativo e a fondarne uno diverso e nuovo – specifica il sindaco di Foggia –. Non si tratta di una questione di lana caprina agitata per polemica, ma di una informazione che credo la nostra comunità abbia il diritto di conoscere, soprattutto per il piglio che i dirigenti della FAI hanno assunto. Così come sarebbe importante sapere dal dottor Tano Grasso se la FAI sia mai stata beneficiaria di finanziamenti pubblici, come eventualmente siano stati impiegati e quali azioni ed attività siano state messe in campo con questi fondi. Un interrogativo più che legittimo viste anche le cronache giornalistiche che hanno sollevato dubbi sul punto». «Questa Amministrazione è stata la prima a costituirsi parte civile in un processo di mafia che non riguardasse la Pubblica amministrazione o un esponente politico del Comune di Foggia, ha dotato la città di ben 66 telecamere di videosorveglianza che sono da supporto alle forze di polizia e all’Autorità Giudiziaria per il controllo del territorio. Io stesso mi sono recato personalmente, accompagnato da alcuni assessori e consiglieri comunali, in un ristorante del centro colpito per bene due volte da un ordigno esplosivo. Questa Amministrazione comunale è stata l’unica istituzione presente all’inaugurazione di una pasticceria destinataria di due bombe nei mesi scorsi – ricorda il sindaco di Foggia –. Questa Amministrazione ha stipulato un protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle entrate per la lotta all’evasione fiscale. Sono solo alcuni esempi, concreti e tangibili, del nostro impegno a favore della legalità».

«Affermo dunque con forza che non accetto lezioni da coloro i quali hanno assunto comportamenti di questa natura, che indeboliscono la battaglia a favore della legalità che tutti dovremmo invece combattere assieme, l’uno accanto all’altro – conclude il sindaco di Foggia –. Alle strumentalizzazioni pretestuose ed infondate, tra l’altro operate su un tema così delicato, risponderemo continuando a lavorare nell’interesse della comunità che siamo stati chiamati a servire, lasciando ad altri l’abitudine di servirsi della bandiera della legalità per fare propaganda politica».

LETTERA FAI

Landella al FAI: “Strumentalizzazioni prive di fondamento” ultima modifica: 2015-10-16T19:45:02+00:00 da Redazione



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