“Proprio mentre si avvicinano le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia – afferma l’assessore Consiglio – il nostro Paese avvertiva il bisogno di confrontarsi con quella storia e con l’epopea risorgimentale imboccando una via nuova. Il senso di appartenenza e l’orgoglio nazionale vanno nutriti non di slogan ma di contenuti; hanno bisogno di un’iniezione di spirito critico rispetto ad una pagina fondamentale del nostro essere comunità nazionale”. Secondo il vicepresidente della Provincia “per la Capitanata e per Bovino in particolare è stato un onore poter ospitare la proiezione della pellicola di Martone, poter discutere di cinema e di storia, guardare ‘da Sud’ allo slancio patriottico che segnò il nostro diventare Nazione senza nascondere i limiti e le storture che pure ci furono”.
“Perché il più grande merito di ‘Noi credevamo’ – aggiunge Consiglio – è quello di aver spezzato la logica della retorica, innestando su un terreno importante e delicato un approccio ‘terzo’ rispetto alla tentazione dell’omaggio agiografico da un lato e l’idea dell’Unità d’Italia come disgrazia della storia dall’altro. Radicalizzazioni che producono una distorsione della prospettiva e impediscono, specie alle giovani generazioni, di confrontarsi con quella parte della storia nazionale in modo consapevole e maturo”.
“L’opera di Martone – prosegue il vicepresidente della Provincia – non glissa sulle contraddizioni, non nasconde gli eccessi, pur fissando in modo granitico i valori fondanti della nostra Italia. Tiene insieme lo slancio ideale di chi ‘fece l’impresa’ con i limiti che l’impresa stessa ebbe. Un grande manifesto che andrebbe visto, commentato, discusso, soprattutto al Sud e soprattutto in un tempo in cui il divario tra settentrione e meridione è il cuore del dibattito politico, economico ed istituzionale”.
“Siamo felici di aver potuto promuovere, con il contributo delle istituzioni, degli Enti e delle associazioni che hanno reso possibile l’evento di domenica, questa occasione di dibattito – conclude l’assessore Consiglio –. L’unico nostro rammarico è quello che lo stesso Martone ha denunciato: l’assenza di interesse e di finanziamenti tali da consentire una più capillare diffusione del film. Perché l’Italia che guarda al futuro orgogliosa del suo passato dovrebbe investire su opere come questa”.
Redazione Stato



