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Fli avanza. Ma Palazzo Dogana resta in piedi. Per ora

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
16 Novembre 2010
Politica //

Gianfranco Fini alla prima assemblea nazionale di Fli
CHE la resa dei conti, quindi, abbia inizio. Gianfranco Fini ha rotto gli indugi ed ha mollato Silvio Berlusconi. Tanto da indurre Giorgio Napolitano a convocare i presidenti dei due rami del Parlamento convincendoli della necessità di trovare un’intesa. Il 10 dicembre terminerà l’iter della finanziaria la finanziaria. Quattro giorni dopo, il Cavaliere si giocherà la fiducia. Qual che sia l’esito, si tratterà dello spartitraffico non semplicemente di un governo, ma di un’intera era. La cui fine, l’Umbertone Bossi, ha già fissato per il 27 marzo dell’anno venturo.

NESSUN PASSO INDIETRO – Con i finiani fuori dall’esecutivo (hanno rassegnato il ministro Andrea Ronchi, il viceministro Adolfo Urso ed i sottosegretari Antonio Buonfiglio e Roberto Menia) ed Mpa ormai defilato, la crisi è certificata. Resta da capire quanto, questo, peserà sulle amministrazioni particolari. Ovvero, sui territori. Non è detto che Futuro e Libertà scelga di ripensare indistintamente tutti i governi. Quel che, ad oggi, traspare è una chiara strategia dell’attesa. Nessun passo affrettato insomma. Le sortite ci saranno soltanto allorquando sarà garantita la totale messa in sicurezza degli apparati interni. Andare a votare oggi potrebbe rivelarsi un pericoloso boomerang. Anzi, ufficialmente, tutto rimarrà invariato. Compresa, ovviamente, la posizione di Antonio Pepe a Palazzo Dogana. Il governo di Piazza Venti Settembre, comunque, anche con la permanenza dei finiani in grembo alla maggioranza, sembra tutt’altro che saldo nelle mani del notaio foggiano. Dal Pdl si è sfilato, e da un bel pezzo, il consigliere Emilio Gaeta. Qualche voce sparsa assicura una situazione in perenne evoluzione. E, a Gaeta, potrebbero presto aggiun gersi altri pidiellini.

IL CAMMINO – La formazione finiana sta potentemente incrementando. In Capitanata, lavora a pieno regime. E si sente. Fabrizio Tatarella ha la voce stanca. Le sue giornate da coordinatore provinciale sono un susseguirsi turbinoso ed entusiastico di riunioni, organizzazione, visite, assemblee, discussioni. Parla con Stato Quotidiano e, in sottofondo, il cellulare trilla in continuazione. “Evolviamo giorno dopo giorno”, esulta. Solamente nelle ultime settantadue ore, sono stati messi in piedi, dal nulla, i circoli di San Marco in Lamis e di Panni. “E stiamo approntando l’operazione Reali Siti”. Un Risiko che presuppone la disposizione delle armate sui territori di Stornara, Stornarella, Ordona ed Ortanova. L’assalto al caveau dei tesserati e dei militanti del Pdl, è più che incominciato, quindi. La stragrande maggioranza degli ex aennini hanno già fatto ritorno alla casa madre. “Siamo – annuncia Tatarella – a mille aderenti. Entro la fine dell’anno arriveremo a 1500 con un circolo in ogni città e paese della provincia di Foggia”. Per la verità, anche di più: Foggia è a quota dieci. Vieste e Sannicandro hanno raddoppiato la presenza.
Eppure, il lavoro da fare è ancora tanto, tantissimo. Venerdì, Adolfo Urso presenterà a Bari il Manifesto del partito e, nel pomeriggio, aprirà la prima – libera – assemblea regionale. Nel fine settimana, Fli scenderà in piazza con banchetti a Foggia, San Severo, Orta Nova e Cerignola. “Facciamo quello che avrebbe dovuto fare il Pdl e che non ha mai avuto né la forza né il coraggio di fare”, chiosa, deciso, Tatarella. “Noi e, dall’altra parte, le Fabbriche di Nichi siamo il futuro della politica”.

GIOVANI – L’altra partita. È quella che si giocherò sul campo delle formazioni giovanili. Dal 2008, non di fondazione ufficiale del Popolo delle Libertà, la destra non è riuscita più a mettere in piedi una decorosa formazione di giovani. La Giovine Italia ha lungamente latitato, sotto i colpi infertigli dal “partito dei grandi”. È anche da qui che passa la resurrezione della destra. Mino Berlingieri e Giuseppe Mainiero sono in marcia verso Fini. “Traditori” o meno che siano, i due potrebbero giocarsi l’onore e onere di (ri)mettere in piedi i circoli giovanili di prossima apertura.

p.ferrante@statoquotidiano.it

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