Cronaca

Capodogli spiaggiati fra plastiche, Wwf ed ipotesi strage


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Salvataggio cetacei(foto M.Caldarella)

Salvataggio cetacei(foto M.Caldarella)

Vico del Gargano – ANCORA dubbi e commenti, oltre ad ipotesi varie, dopo la strage dei sette capodogli spiaggiati sul litorale della Foce Varano, venerdì 11 dicembre tra Cagnano Varano e Ischitella, i quali, stretti in uno specchio d’acqua poco profondo, sono  morti asfissiati per lo schiacciamento del diaframma. Secondo vertice in Prefettura per stabilire il seppellimento: dopo un secondo vertice in Prefettura, tenutosi nei giorni scorsi, è stato stabilito che le carcasse dei cetacei non saranno custodite in una cava di Cagnano Varano, distante pochi chilometri dal centro. Il tavolo tecnico, composto dal prefetto di Foggia Antonio Nunziante, dall’assessore provinciale all´ambiente Stefano Pecorella, da personale dell’Asl, della Protezione civile e dai sindaci di Cagnano Varano, Nicola Tavaglione e di Ischitella, Piero Colecchia, ha stabilito infatti che la cava di Cagnano non sarebbe dotata dei “giusti requisiti” per ospitare le carcasse dei cetacei, oltre al fatto che  l’altezza della falda acquifera, facilmente inquinabile, non sarebbe stata ancora rilevata in loco per una decisione finale. Ipotesi Ischitella: dopo la notizia per la quale sarebbe pronta la relazione dei geologi incaricati di verificare se l’agro di Cagnano Varano (indicato già come possibile luogo per lo smaltimento) presenti, o meno, dei rischi ambientali,  l’assessore provinciale Stefano Pecorella ha comunicato che sarebbe stata individuata nel territorio di Ischitella l’area idonea al seppellimento delle carcasse dei sette capodogli morti sul litorale di Peschici. Previsto un recupero degli scheletri degli stessi cetacei, di possibile custodia in alcuni musei di storia naturale del territorio, tra i quali quello del ‘Mare’, da tempo ipotizzato a Manfredonia (oggetto di una annosa disputa sulla sede finale) o all’oasi del

D'Agata Gianni, Idv consumatori

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lago Salso. Ipotesi strage: “Il nostro timore è che la vicenda non sia stata casuale – dice il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori Giovanni D’Agata – ma il frutto di uno sconsiderato sfruttamento delle risorse marine effettuato da soggetti senza scrupoli, che compiono ricerche di depositi di gas e petrolio, o da un altrettanto sconsiderato modo di gestire i traffici marini, civili o militari”. Va aggiunto che i capodoglio, benché mastodontici, hanno organi particolarmente sensibili, che vengono “disorientati, danneggiati o distrutti dalle alte frequenze o dai forti rumori provocati dalle apparecchiature utilizzate dall’uomo”. “E’ scientificamente provato – dice D’Agata – che l’utilizzo di questi dispositivi di localizzazione  può provocare, in alcune specie, in particolare nei cetacei, oltre al già grave effetto di mascheramento, anomalie nel comportamento, perdita temporanea o permanente dell’udito, lesioni gravi e, in alcuni casi, persino la morte”; il metodo utilizzato per individuare gli eventuali giacimenti consiste nella scansione dell’intera zona prescelta mediante dei dispositivi detti “airguns” (cannoni d’aria) che, trainati da apposite navi, emettono suoni per via dell’introduzione nella colonna d’acqua di aria ad altissimi livelli di pressione: l’eco di questi suoni, riflessa dal fondale, rivela presenza, profondità e tipologia del giacimento”. Per D’Agata è infatti possibile che proprio queste ricerche abbiano provocato “il fenomeno insolito dello spiaggiamento dei sette capodogli”. “E’ necessario che tutte le autorità preposte vigilino attentamente sulla vicenda, onde evitare il ripetersi di simili fatti ed evitare lo sconsiderato sfruttamento del nostro mare, una delle ultime risorse che ci è rimasta”, conclude D’Agata.

Capodogli spiaggiati fra plastiche, Wwf ed ipotesi strage ultima modifica: 2009-12-16T11:23:10+00:00 da Giuseppe de Filippo



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